Innopoultry è una nuova dieta sperimentale per i polli d’allevamento che integra l’abituale soia con olio ricavato dalla farina di insetti. Disegno di Armando Tondo, ottobre 2018.

La nuova dieta per i polli: olio di insetti

Una sperimentazione per gli allevamenti avicoli a base di acido laurico.

Il progetto si chiama Innopoultry, arriva dal Dipartimento di Scienza Veterinaria dell’Università di Torino ed è finanziato dall’Unione Europea.

Lo studio prevede la sperimentazione di una nuova dieta per i polli d’allevamento integrando l’abituale soia con una certa percentuale di olio ricavato dalla farina di insetto.
Si prevede che questa variazione porterà una maggiore resistenza dei volatili ai microrganismi patogeni come la salmonella e il campylobacter.

Sembra che i primi dati della sperimentazione siano positivi: di qui la richiesta da parte dell’Efsa – l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – di una regolamentazione più attenta in materia di allevamento degli insetti in quanto mancano i dati per poter affermare che il loro consumo sia privo di pericoli sia come mangimi sia riguardo all’alimentazione umana.

I polli alimentati finora con l’olio di insetti godono di ottima salute. La nuova dieta non ha comportato variazioni negative sulla crescita e l’intestino è più sano rispetto alla dieta a base di sola soia. E un intestino più sano significa minore bisogno di ricorrere agli antibiotici per combattere le infezioni.
L’olio di insetto è ricco di acido laurico, particolarmente indicato per la salute intestinale.
Dichiara Riccardo Negrini, referente scientifico dell’AIA – Associazione degli allevatori italiani – ad Altroconsumo: “Stiamo lavorando per mettere a punto delle linee guida per regolamentare l’utilizzo di insetti nell’alimentazione dei polli, nella speranza che succeda quello che già si fa con l’allevamento dei pesci, dove l’utilizzo di sottoprodotti derivanti dagli insetti è già stato approvato”.
Ci crediamo molto” continua. “Perché l’uso di insetti risolve diversi problemi, tra cui il benessere animale e l’impatto ambientale”.

E i consumatori che ne pensano?
Sono perplessi e pure scettici. Secondo un’indagine condotta sempre da Altroconsumo su 1018 persone tra i 18 e i 74 anni, il 55% degli intervistati presta molta attenzione al tipo di alimentazione dei polli acquistati e vorrebbe avere maggiori informazioni. Il 31% è disposto a mangiare polli allevati con mangime anche a base di derivati di insetti e il 54% sarebbe disposto a mangiarli avendo però la certezza che questo mangime rende i polli più sani.
E non si può dare loro torto. E’ anche vero che gli insetti fanno parte dell’alimentazione dei polli da sempre: quelli allevati nelle aie dei contadini trovano che i grilli siano simpatici aperitivi saltellanti.

Fonte: Altroconsumo, mensile ottobre 2018

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Gabriella Canova

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Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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