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Mihajlovic zingaro

La paura della nostra origine

Cantanti o calciatori, neri o slavi, imparare a nascere non è un gioco da ragazzi

Quando vivevo in Svezia, un amico e collega di colore, inglese, mi raccontava spesso di alcuni suoi incontri sugli autobus di Stoccolma: bianchi scandinavi si sedevano di fronte a lui e a volte, quando la folla non era troppa e l’occasione lo consentiva, gli chiedevano di dove fosse. Alla risposta: “Sono inglese” corrispondeva quasi sempre la contro-domanda: “No, intendo, di dove sei originariamente?”.

Esistono tratti distintivi, in taluni uomini e donne, che fanno di questi ultimi degli spiantati congeniti, dall’accento del sud malcelato al colore della pelle, passando per il suono del proprio cognome o il luogo di nascita. Anche Mihajlovic, ex celebre calciatore ed allenatore, prende non di buon grado il modo in cui qualcuno – forse un addetto alla sicurezza – lo apostrofa “zingaro”. Il tempo poi ci insegna che questo disprezzo, evidente o latente, nei confronti di qualsivoglia forma di nomadismo, reale o figurato, dei luoghi o dei costumi, proviene dal rapporto problematico che chiunque nasca sotto questo cielo ha con la propria origine. Il termine origine, infatti, derivando dal latino orior – dal quale prendono forma parole come oriente – indica il sorgere e contiene la meraviglia e l’inesplicabilità di quanto ha inizio senza alcuna reale spiegazione, in un gioco sul quale il caso ha totale dominio. Ancora oggi ci si spreca in edotte elucubrazioni circa l’orgoglio dell’appartenenza ad un luogo, come se nascere a Città del Capo o a Varese fosse merito di qualcuno, mentre l’origine ha proprio nella sua casualità l’arcano – la vita infatti si orienta (altro termine con la medesima radice) senza alcun apparente disegno intelligente.

Il problema dell’origine è un vulnus cui nessuno riesce davvero a sottrarsi, perché la nostra alba è anche la singolarità nella nostra storia, un nodo unico e lontano della nostra esistenza. Molto del nostro tempo, in modo più o meno cosciente, lo dedichiamo a rapportarci a questo enigma. I più inesperti, non venendone a capo, cercano un rifugio dalle proprie paure; i meno sprovveduti vi convivono, a volte si stordiscono solo per allontanarne il pensiero; poi ci sono quelli che interrogano. Il cantante italiano Mahmood, ad esempio, si è trovato a rispondere a domande solo apparentemente bizzarre – come facesse ad affrontare il Ramadan, come si sentisse ad essere un egiziano a Tel Aviv o se avesse o meno vissuto in un ghetto. Non servirà a molto rispondere, come ha fatto, di essere italiano e cristiano. Gli interroganti non temono lui, hanno piuttosto terrore di chi possa trovarsi tutto sommato a proprio agio in questo caos. Il mondo non teme il diverso. Teme di più chi, nel rodeo, riesce a stare in groppa al toro bizzoso che tutti abbiamo sotto al sedere.

L’amico inglese, nero, che vive a Stoccolma, chiosava il suo racconto dicendo che, quando arrivava il periodo dell’anno in cui in Svezia venivano resi pubblici i redditi dei singoli cittadini, lui risultava quasi sempre il più ricco del circondario. Nei giorni successivi alla pubblicazione, notava che i vicini si accorgevano di lui con maggiore frequenza o meno imbarazzo. Il problema dell’origine, infatti, si dissolve quasi sempre, temporaneamente, tra le corone, gli euro o i dollari. Il mio amico, a questo punto del racconto, di solito rideva. “In quei giorni sono un cosiddetto ‘migrante economico’ – che, nella scala dei terrorizzati cronici, è un gradino sopra lo ‘zingaro’ ma ancora molto distante da bianco vichingo figlio di sei generazioni di vichinghi”.

Foto copertina: Mihajlovic, fonte LazioChannel

Raniero Virgilio

Raniero Virgilio

Fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga. Viaggia, difficilmente emigra. Lo annoiano le patrie e le città da difendere. Scrive anche per Il Napolista.

Raniero Virgilio

Raniero Virgilio

Fisico cibernetico, dopo Irlanda e Svezia ora vive a Berlino e lavora a Praga. Viaggia, difficilmente emigra. Lo annoiano le patrie e le città da difendere. Scrive anche per Il Napolista.