La plastica è buona! (A patto di farne un uso intelligente)

Provate a immaginare un mondo senza plastica…

Innanzitutto non ci sarebbe la tastiera su cui stiamo scrivendo e il monitor su cui (speriamo) state leggendo questo articolo.

E così via: non si potrebbero isolare i cavi elettrici, non ci sarebbe la fibra… per non parlare della scomparsa dello scolapasta. Dal più piccolo elettrodomestico, allo strumento più tecnologicamente avanzato, in tutto o quasi c’è la plastica. Vivere senza mantenendo l’attuale livello di sviluppo sarebbe veramente difficile.

Quindi? Il problema sta nello smaltimento e nel sovrautilizzo. La plastica costa poco e per questo viene utilizzata per qualsiasi cosa e soprattutto viene buttata nella spazzatura con facilità. E il danno energetico e ambientale è troppo grande per essere sopportato ancora a lungo dal nostro pianeta.

Come dichiara Daniele Ferrari, presidente di PlasticsEurope e vicepresidente di Federchimica: “La plastica è una risorsa troppo preziosa per diventare un rifiuto e i nostri mari sono un valore da proteggere”.

La soluzione migliore è non usarla. Evitare in tutti i modi di avere a che fare con la plastica non indispensabile, come per esempio le stoviglie monouso. Alle isole Tremiti è lo stesso Comune ad averle abolite già dal primo maggio di quest’anno: vietato in tutto il territorio l’uso di piatti, posate e bicchieri di plastica (che non sono neanche riciclabili, oltretutto).

Altra calamità per i mari sono le cannucce (ne abbiamo parlato anche su People For Planet) e i cotton fioc: anche questi non riciclabili perché di dimensioni troppo ridotte.

In una petizione on line Greenpeace afferma che dal 1950 solo il 9% della plastica prodotta è stata poi correttamente riciclata. E la produzione continua ad aumentare: nella sua petizione Greenpeace chiede alle grandi aziende come Coca-Cola, Nestlè e Unilever – solo per citarne alcune – di interrompere la produzione di plastica usa e getta, rinunciando agli imballaggi inutili che poi vanno a finire nel mare. (E già che parliamo di petizioni non dimentichiamo quella lanciata da People For Planet per contribuire a risolvere il problema delle microplastiche in mare!)

Si diceva che la plastica è un materiale importantissimo e però, appunto, decisamente invadente: per questo andrebbe utilizzata solo quando è veramente necessaria. E in questo senso si muovono da tempo i principali attori della catena distributiva. E’ notizia di poche settimane fa – per citare la più recente – che la catena di supermercati Iceland in Inghilterra ha dichiarato di voler eliminare dai propri negozi tutti gli imballaggi di plastica entro il 2023. Altre buone pratiche in questo senso già si trovano in molti grandi magazzini anche in Italia dove la Coop, per esempio, ha istituito da anni i distributori di detersivi alla spina.

A questo si aggiunge anche l’iniziativa di molti Comuni che hanno istallato distributori di acqua minerale, sempre alla spina. Ci si porta le bottiglie – di vetro! – da casa e si riempiono con pochi centesimi.

Continuare a gettare la plastica negli appositi contenitori per la raccolta differenzia è buona cosa, meglio ancora è cercare di utilizzarla e soprattutto gettarla il meno possibile.  E privilegiare le aziende che per i loro prodotti preferiscono imballaggi di cartone premiandole con i nostri acquisti.

Immagini gallery: foto di Armando Tondo

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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