La salute è sempre più digital

Sempre più italiani usano il Web a scopi sanitari. Ma per farlo bene è meglio seguire alcune regole

Nel 2017 il 66% degli italiani – 2 su 3 – ha cercato sul web informazioni relative alla salute propria o di un familiare.

La ricerca dell’Osservatorio conferma una precedente del 2015 condotta dall’azienda di mercato di Gfk su un campione di 2.066 individui dove emergeva il dato che 1 italiano su 2 ricercava attivamente informazioni sulla salute, 2 su 3 nella fascia tra i 25 e i 55 anni.

Oggi Internet viene utilizzato soprattutto per l’autodiagnosi: un dolore, un malessere ci porta immediatamente a cercare di capire la patologia; il 41% degli intervistati cerca anche notizie sull’utilizzo dei farmaci mentre il 28% chiede informazioni su come prevenire alcuni malanni e il 24% si informa su quali integratori alimentari usare. E con piena fiducia: il 25% degli intervistati afferma che in futuro il web potrà sostituire il medico soprattutto se blog, forum e siti saranno affidati ai vari professionisti della salute.

Servizi on line

Tra i servizi on line legati alla sanità il 59% degli intervistati apprezza la possibilità di prenotare esami e visite specialistiche come di consultare referti o documenti clinici dal proprio pc o smartphone (48%) o comunicare via mail con il proprio medico di base, specie per quanto riguarda la cura e l’assistenza di pazienti non autosufficienti.

Insomma, niente di meglio di avere le ricette via mail che permettono di eliminare lunghe attese nelle anticamere del medico o la consultazione dei referti on line per evitare le file per il ritiro dei referti. Indiscutibilmente i servizi on line garantiscono un notevole risparmio di tempo.

Muoviti, muoviti!

Il web pullula di app e di wearable devices (dispositivi indossabili) che ci aiutano ad avere una vita più sana. App, bracciali, orologi sono considerati un valido supporto per mantenerci in forma (55%), per tenere sotto controllo frequenza cardiaca o pressione sanguigna (47%) ma anche come aiuto nell’attività fisica (37%) o per ricordare l’orario dell’assunzione dei farmaci (27%).

Ci sono decine di app che ci possono aiutare a monitorare l’attività fisica giornaliera: dalle più semplici che contano i passi che facciamo nell’arco della giornata alle più complesse che definiscono un piano di allenamento quotidiano.

Oggi 2 italiani su 3 si dichiarano attenti alla propria alimentazione, il 34% controlla le etichette degli ingredienti mentre il 28% acquista prevalentemente alimenti biologici o integrali. Si mangiano più frutta e verdura e si limitano il sale, l’alcol, la carne rossa.

Siamo bravi per quanto riguarda l’attenzione all’alimentazione, un po’ meno per quanto riguarda l’attività fisica, solo il 32% degli intervistati dichiara di allenarsi quotidianamente, gli altri ammettono di fare spesso buoni propositi ma poi… si sa, si comincia sempre da lunedì.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato in 10mila passi giornalieri la quota per mantenersi in buona salute e quindi ben vengano tutti gli strumenti atti ad aiutarci nel movimento quotidiano e a porre attenzione alla nostra salute.

C’è ancora molta strada da fare – e non solo in senso figurato – ma senz’altro queste app o wearable hanno fatto in modo che ci sia una maggiore consapevolezza del proprio benessere, permettendo alle persone di esserne più partecipi e responsabili. Sapere quanti passi facciamo in una giornata, confrontarci con amici e parenti sulle rispettive frequenze cardiache ci ha fatto mettere un occhio digitale sulla nostra salute.

E’ tutto oro quello che luccica?

Tutto bene quindi? Evviva il Web? Non del tutto.

Per quanto riguarda i wearable devices il 45% degli intervistati nell’inchiesta dell’Osservatorio dichiara di non fidarsi molto di questi apparecchi. Il 34% li considera non necessari e il 25% ammette di usarli con poca costanza, mentre il 24% pensa siano ancora poco affidabili.
Insomma, sempre meglio andare dal medico e avere un rapporto diretto con chi di salute se ne intende. Il 56% degli italiani preferisce affidarsi a un professionista che sia il dietologo, il personal trainer o il medico stesso.

Una scelta di buon senso, visto che districarsi nel web non è sempre semplice e i rischi dell’autodiagnosi sono al centro di un ampio dibattito tra chi si occupa di salute, tanto che i giornalisti di Unamsi, l’Unione nazionale medico scientifica di informazione, hanno stilato un decalogo per “salvarsi” dalle bufale o dalle fake news on line sulla salute.

Eccolo.

Consigli semplici da seguire:

1 – Controllare la fonte, verificare che il sito, il blog o quant’altro sia autorevole.

2 – Controllare la data di pubblicazione dell’articolo. Internet non perde nulla, magari si tratta di una notizia vecchia di anni e quindi non più attendibile.

3 – Evitare il fai da te: per diagnosi e terapia affidarsi al proprio medico. La cura può essere diversa da soggetto a soggetto. Meglio rivolgersi a chi ci conosce.

4 – Diffidare dei medici che fanno diagnosi o –peggio – prescrizioni on line senza vedere il paziente.

5 – Attenzione alla privacy, verificare che sia rispettata la normativa sul trattamento dei dati

6 – La storia di un altro non è la nostra. Il racconto di un paziente può essere emozionante ma manca di affidabilità scientifica.

7 – Non fermarsi ai primi risultati del motore di ricerca, i primi siti che appaiono non sono in ordine di importanza.

8 – Attenzione alla pubblicità mascherata, un sito di qualità tiene separata in modo molto chiaro la pubblicità dall’informazione.

9 – Acquistare farmaci on line solo da farmacie autorizzate cliccando sul logo identificativo del sito che riporta all’elenco di venditori autorizzati del Ministero della Salute.

10 – Attenzione ai complottisti, alle notizie catastrofiche sull’effetto dei vari farmaci o altro. La capacità di analisi e la verifica delle fonti in questi casi è essenziale.

In conclusione, usiamo il buon senso, un consiglio che vale per tutto ma soprattutto per la nostra salute e quella dei nostri cari.

Fonti:

https://www.realemutua.it/rma/realmentewelfare/osservatorio-welfare/salute-digital
https://www.blitzresults.com/it/passi/
http://ordinefarmacistiroma.it/giornalisti-medico-scientifici-un-decalogo-contro-le-bufale-sulla-salute-del-web/
http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=33529

 

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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