La Thailandia brucia. Ma nessuno lo dice

La Thailandia brucia. Ma nessuno lo dice

Il nord della Thailandia è dilaniato dagli incendi boschivi

La Thailandia sta combattendo una doppia battaglia: la prima contro il coronavirus e la seconda contro gli incendi che sono scoppiati nella regione di Chiang Mai, nella parte settentrionale del Paese.

Si stima che gli incendi siano iniziati verso la fine di marzo e ora le aree verdi a nord della Thailandia sono sommerse da una coltre nera di fumo: nella sola Chiang Mai è stata registrata una percentuale del 10% degli incendi totali divampati nel Paese. L’aria è diventata irrespirabile e si registrano alti tassi di inquinamento atmosferico.

Come si legge in un articolo del Bangkok Post,secondo il report dello State of Global Air del 2019, la presenza di PM2.5 nell’aria, ossia l’insieme delle particelle solide e liquide sospese nell’atmosfera, nel 2017 ha causato 23,800 morti premature in Thailandia, paragonate ai 7 decessi provocati dalla pandemia che ha gettato il Paese nel panico totale.

Narumon Pinyosinwat, portavoce del governo thailandese, ha dichiarato che il peggioramento delle condizioni atmosferiche è stato causato da un combinarsi di fattori, tra cui incendi dolosi, la siccità e i venti che intrappolano l’aria inquinata nella regione settentrionale. Ha anche aggiunto che il settore agroalimentare, collegato alle pratiche di abbattimento degli alberi, potrebbe aver causato questi incendi.

Le fiamme si sono propagate a partire da un incendio boschivo divampato nel Parco Nazionale Doi Suthep-Pui, nel distretto Muang di Chiang Mai.

Perché (quasi) nessuno ne parla?

Su questa tragica notizia è calato il silenzio e l’indifferenza dei media locali e internazionali, concentrati sull’emergenza sanitaria.

Tuttavia, gli abitanti delle zone colpite dagli incendi hanno diffuso le immagini della tragica situazione che sta dilaniando le foreste locali e sterminando parte della flora e fauna che abitava quei boschi.

Junny è una ragazza thailandese che ha pubblicato le immagini crude degli animali colpiti dalle fiamme e commenta così sulla sua pagina Instagram: “Il mio account non è seguito da molte persone ma vorrei fare qualcosa per il mio Paese e per il nord della Thailandia, poiché pochissime persone ne parlano e i mass media ignorano la situazione”.


Profilo Instagram – junnyy_

Ma non solo: molti vigili del fuoco hanno perso la vita nel tentativo di spegnere il fuoco. Nel frattempo, gli abitanti dei villaggi, lontani dalle città in cui è ancora possibile acquistare cibo nei supermercati, stanno cercando di dare una mano, poiché quelle foreste rappresentano la loro unica fonte di sostentamento.


Profilo Instagram – junnyy_

I media internazionali dovrebbero porre l’accento su questa catastrofe, che, se non verrà interrotta in tempo, comporterà – proprio come in Australia – la perdita di ettari di foresta, la scomparsa di piante e animali, e potrebbe minacciare non solo l’esistenza dei villaggi tribali ma anche l’esteso patrimonio culturale che è conservato nel nord della Thailandia, in cui è concentrata la maggior parte degli antichi e maestosi templi di tutto Paese.

La domanda che sorge spontanea è: faremo qualcosa per fermare tutto ciò e preservare l’esistenza di una delle zone più belle del mondo?

Leggi anche:
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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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