«La vera emergenza italiana? L’odio»

Parole della Ministra Luciana Lamorgese in un’intervista a Repubblica

Dunque quel disagio che molti italiani lamentano, e che nelle ultime settimane ha portato migliaia di giovani (e meno giovani) nelle piazze a chiedere “Basta odio”, arriva alle istituzioni più alte: niente di meno che al Ministero dell’Interno.

L’intervista a Repubblica

In un’intervista pubblicata oggi, 6 febbraio, su Repubblica.it la titolare del Viminale ha innanzi tutto espresso la propria solidarietà e vicinanza a Eugenio Scalfari e all’attuale direttore del quotidiano Carlo Verdelli per le minacce e messaggi di odio di cui sono oggetto da un mese a questa parte (per saperne di più si legga qui). E poi è andata oltre: perché ha definito la situazione che si sta venendo a creare nel Paese come «un’emergenza culturale e civile. Che mette in discussione le ragioni stesse del nostro stare insieme.»

Assenza di pensiero e ignoranza

Gli episodi che la sig.a Lamorgese cita come emblematici sono nella nostra memoria recente: dagli insulti a Liliana Segre, alla scritta nazista di Mondovì, alle manifestazioni razziste e xenofobe e più in genere al disprezzo per il “diverso”, diverso per colore di pelle o credo religioso o inclinazioni sessuali o addirittura per il genere.

Secondo la Ministra «è stato superato l’argine» e le ragioni di quest’odio, in cui siamo immersi, vanno ritrovate nella «assenza totale di pensiero. Assoluta ignoranza della storia. Nonché, il più delle volte, [nella] inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi. È come se nel gesto di odio si riassumesse una nuova “normalità”, una declinazione come un’altra della cultura imperante dell’outing. Ebbene, – aggiunge la Lamorgese – io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi.»

La responsabilità della politica e l’«igiene delle parole»

Sollecitata da Carlo Bonini, il giornalista autore dell’intervista, a commentare la responsabilità di Matteo Salvini a proposito della diffusione dei comportamenti “portatori d’odio”, la Ministra premette subito che del suo predecessore non intende parlare. Forse timore di vedere strumentalizzato quanto dice? Probabilmente sì, ma il suo pensiero in proposito è molto chiaro e inequivocabile lì dove richiama alle proprie responsabilità tutti gli attori della Politica: «a prescindere dagli schieramenti, dalle legittime convinzioni di ciascuno, la Politica ha urgente bisogno di una igiene delle parole e dei comportamenti. Anche perché la mancanza di igiene e la progressiva assuefazione all’odio ha già prodotto un effetto esiziale».

E questo effetto rovinoso si riassume in una sola, terribile parola: «indifferenza. … E l’indifferenza è imperdonabile».

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Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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