Cristiano Ronaldo

L’accusa di stupro a Cristiano Ronaldo: le differenze tra l’Italia e il resto del mondo

I tweet della Juventus

Quando ancora la notizia della denuncia per stupro ai danni di Cristiano Ronaldo (emersa grazie all’inchiesta del giornale tedesco Der Spiegel) faceva fatica a farsi spazio nelle strette maglie del giornalismo italiano, la Juventus pubblicava due tweet:

Siamo a giovedì 4 ottobre. Le reazioni in Italia, quelle ufficiali, diciamo giornalistiche, non esistono. Della vicenda praticamente non si parla né si scrive. Eppure per settimane ogni azione di Cristiano Ronaldo – dalla siesta al caffè – era stata ritenuta meritevole di ripetuti approfondimenti.

Lineker, il Times e Sports Illustrated

Il giorno dopo i tweet della Juventus, Gary Lineker, indimenticato centravanti della Nazionale inglese e ormai celebre commentatore sportivo in tv, li giudica così su Twitter:

Terribili, questo è il termine. Può essere anche tradotto con orribili. Ci siamo capiti. Il tweet suona più o meno così: “A prescindere da come vada a finire la vicenda legale, questo è terribile da parte della Juventus”.

Poche ore dopo i tweet, è ancora il 4 ottobre, Sports Illustrated pubblica il seguente articolo sulla posizione della Juventus in difesa di Ronaldo, che è definita completamente fuori tono. Il giornale definisce di assoluta stupidità le azioni del club bianconero e si chiede: “il fatto che il presunto incidente sia accaduto quasi un decennio fa è importante? Ha importanza che sia un “grande campione”? La risposta, ovviamente, è un clamoroso no».

In Italia invece

E in Italia? Da noi il primo articolo relativo ai tweet della Juventus arriva il 6 ottobre. Il Corriere della Sera pubblica il parere del linguista Giuseppe Antonelli che spiega l’uso dell’avverbio asseritamente.

L’unico giornalista in controtendenza è Giancarlo Dotto sul Corriere dello Sport, seppure in un articolo titolato su altro (quindi nascosto). Definisce “disastroso il twitter ufficiale Juve a proposito di Cristiano Ronaldo. Uscito malissimo da non so quale nido d’aquila. Peggio non si poteva fare. Un suicidio mediatico che combina pochezza linguistica a grossolanità di pensiero, al confine dell’amoralità”.

La differenza tra Caressa e il Times

Va detto che poi, con quasi una settimana di ritardo, il giornalismo italiano ha capito che si trattava di una storia di una discreta rilevanza e ha cominciato a informare. Se n’è discusso persino alla Domenica Sportiva. Sembra quasi una conquista, come il suffragio universale. Con l’eccezione rappresentata da Fabio Caressa che a Sky Sport si è reso protagonista di cento secondi indimenticabili. Ha offerto ai telespettatori un non meglio precisato termometro relativo all’interesse per la vicenda  (37° in Italia, 38° all’estero) per poi chiosare (testuale): «Ci stiamo abituando al mondo del #metoo e di tutte queste cose qua». Da consegnare agli annali del giornalismo.

Una posizione che contrasta non poco con quella assunta dal Times – non l’Eco di Roccabascerana – che schiera una delle sue firme più illustri: Matt Dickinson. “Dopo le accuse di stupro, non possiamo più parlare di Ronaldo come un calciatore e basta”. E si domanda: “È un argomento adatto per le pagine sportive? Sì, perché è difficile ignorare che uno degli sportivi più conosciuti del pianeta è stato accusato di un grave reato sessuale. Anzi, ha anche cospirato per nasconderlo”.

Yamamay non ha i dubbi di Nike e EA Sports Fifa

Ma l’Italia non è solo giornalismo. Vediamo le reazioni degli sponsor di Cristiano Ronaldo. La Nike affida all’Associated Press una dichiarazione: «Siamo profondamente preoccupati per le accuse inquietanti e continueremo a monitorare da vicino la situazione».

Interviene anche EA Sports Fifa che ha Ronaldo sulla copertina del videogioco 2019. «Abbiamo visto il rapporto che dettaglia le accuse contro Cristiano Ronaldo. Stiamo monitorando da vicino la situazione, ci aspettiamo che gli atleti testimonial e gli ambasciatori si comportino in modo coerente con i valori di EA».

Pure Save the Children mostra la propria preoccupazione per la vicenda.

Qual è l’unico sponsor che non ha dubbi sulla vicenda? Yamamay del napoletano Cimmino, colui il quale sta mandando in giro per l’Italia la foto e le immagini di Ronaldo in mutande. Lo sponsor definisce la vicenda «una situazione inverosimile».

 

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Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

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