L’Amazzonia brucia ancora, oggi come ieri

L’Amazzonia brucia ancora, oggi come ieri

I guardiani sono a casa per il Covid-19 e la foresta brucia

In Brasile il blocco delle attività provocato dalla diffusione del coronavirus ha avuto delle conseguenze negative e la foresta amazzonica non ha avuto, nemmeno in questa occasione, la possibilità di respirare.

Il personale che era tenuto a proteggere e salvaguardare le foreste è stato dimezzato a causa dell’alta contagiosità del virus. Tra l’altro, come si legge su Reuters, un terzo dei guardiani ha più di 60 anni e rappresenta, quindi, una delle categorie più a rischio. Secondo le dichiarazioni di alcuni dipendenti dell’Ibama (Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali) molti lavoratori hanno paura di diffondere il virus nei propri villaggi. Come abbiamo già spiegato in quest’articolo, se il coronavirus dovesse penetrare nelle tribù indigene locali, prive di strutture sanitarie adeguate e senza anticorpi, si verificherebbe una vera e propria strage.

La foresta amazzonica è stata esposta, oggi come ieri, alle violenze di disboscatori illegali e di coloro che ne distruggono la linfa vitale appiccando fuochi colpendo il cuore del polmone verde del mondo. Inoltre, l’appoggio ad allevatori e speculatori di terra da parte del presidente Jair Bolsonaro aggrava maggiormente la situazione.

Un indebolimento dell’applicazione implica sicuramente un maggior rischio di deforestazione per ovvie ragioni“, ha dichiarato l’economista ambientale Sergio Margulis, autore di un saggio sulle “Cause di deforestazione dell’Amazzonia brasiliana“.

Secondo l’Inpe, istituto nazionale per la ricerca spaziale, nei primi tre mesi del 2020 l’Amazzonia ha subìto una distruzione superiore del 50% rispetto allo stesso lasso di tempo dell’anno precedente.

Incendi e deforestazione rappresentano una piaga per l’Amazzonia brasiliana, che da sola assorbe la maggior parte dei gas a effetto serra rilasciati nell’aria. Secondo gli esperti, la profonda recessione innescata dalla pandemia potrebbe provocare un aumento della disoccupazione, con un conseguente aumento delle attività criminali, causando una svendita illegale dei terreni e  deforestazione selvaggia a causa dell’ipotetica diminuzione del prezzo del legname.

Il coronavirus e il mal governo stanno uccidendo l’Amazzonia.

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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