L’assemblea regionale siciliana costa più della Casa Bianca, tra foulard di seta e camicie su misura

355 assessori in più, oltre 20.000 forestali e 9 province, ora autisti e uscieri in camicie su misura e foulard di seta.

Sembra incredibile, ma l’Assemblea regionale siciliana costa più della Casa Bianca, 137 milioni di euro a fronte di 136 milioni. Come cantava qualcuno, Tu vuo’ fa’ ll’americano ma si’ nato in Italy” (e quindi spendi ancora di più)Un parlamento, quello della regione Sicilia a statuto speciale, tra i più costosi e più improduttivi in circolazione: nel corso del 2018 ha lavorato 246 ore e 33 minuti per un totale di 87 giorni di seduta e una media di 7,25 giorni al mese. Il M5s ha calcolato e reso noto durante una conferenza stampa convocata proprio a Palazzo dei Normanni che l’Assemblea regionale siciliana costa ai contribuenti siciliani mille euro al minuto. «Il record negativo a maggio, 4 ore e 34 minuti, peggio fa solo agosto con 4 ore e 1 minuto di lavoro», ha commentato Stefano Zito, che ha poi sottolineato come su 394 decreti legge presentati, soltanto 21 siano diventati legge. «Nel primo anno di Crocetta furono approvate 22 leggi dall’Assemblea» e le cose non sono migliorate, da qui la proposta del Movimento di una modifica del regolamento che monitori le presenze e calcoli le assenze secondo un meccanismo con sanzioni che detraggano dal 2 al 10 per cento lo stipendio dei deputati assenteisti.  Una proposta encomiabile, non fosse per un piccolo dettaglio: è stato proprio il M5s, alleato con la Lega durante il primo Governo Conte, a dare il via libera a 355 nuovi assessori nei comuni siciliani. Manovra che non ha fatto che nutrire i “poltronari” della politica in Sicilia, alla faccia del “taglio alla spesa pubblica”. Oggi quelli del M5s chiedono una maggiore produttività ai colleghi deputati siciliani (la media di lavoro all’interno dell’aula è di 20 ore e 32 minuti al mese, circa cinque ore e spiccioli a settimana), ma per quanto la Regione abbia la bellezza di 355 assessori in più, oltre 20.000 forestali e 9 province, le vere rockstar sono gli uscieri

A fronte dei continui scandali intorno al costo del personale e dei parlamentari (15 milioni all’anno) il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, rispondendo a una richiesta inviata dal presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché, aveva invitato il parlamento siciliano alla “prudenza” e a evitare di approvare leggi che prevedessero nuove spese. Di tutta risposta, l’indomani, la commissione parlamentare siciliana si è riunita e ha proposto la fornitura di quasi quattromila divise su misura

Abiti su misura, cravatte in pura seta e ricami 

Ancora non si conosce la società che fornirà uscieri, portieri e personale siciliano di un kit di abiti nuovi, ma il contenuto del kit è trapelato, in uno scintillìo di seta, e parte da una base d’asta di 560 euro: ogni kit è composto da due abiti (per il valore di 280 euro cadauno)  e ogni abito è composto da giacca e pantaloni (di lana per il kit invernale, di cotone per l’estate), camicia in puro cotone, cravatta in pura seta di colore blu e spilla in lega metallica, colore oro raffigurante la ‘Trinacria’ con fermo posteriore. Sul lato sinistro del petto della giacca capeggerà un gonfalone ricamato in stoffa, il logo della Regione Sicilia, e i bottoni, anche, saranno logati e «dovranno riportare le iniziali della Regione siciliana (RS)». Per le donne, la divisa prevede gonna, giacca, un foulard, camicia e la spilla con la Trinacria. I tessuti, si dice, proverranno dalle manifatture del marchio Marzotto, fiore all’occhiello del settore tessile Made in Italy, e ai costi degli indumenti si aggiungono i costi di sartoria: se un dipendente ingrasserà durante in periodo natalizio, potrà avvalersi delle modifiche di un sarto, pagato, appunto, dai contribuenti.

E la gara d’appalto?

Parte da una base d’asta piuttosto ricca: oltre un milione di euro, per la precisione, 1.116.640 euro, somma ritenuta necessaria ma non sufficiente per l’acquisto di 3.988 divise. Quattro divise per ogni stagione (ma le mezze stagioni non esistevano più?) per ciascuno dei 997 dipendenti addetti «ai servizi di portineria, uscerile e alla conduzione di autoveicoli dell’amministrazione regionale». Il bando, inutile a dirlo, si terrà interamente in Sicilia. 

Intanto, Miccichè continua a rimandare la commissione regolamento per attuare l’articolo 36 del regolamento interno che prevede la decadenza del deputato al superamento di tre assenze. 

L’azione di Miccichè è necessaria, dal momento che, sottolinea Zito, «Il difetto del regolamento dipende proprio dai poteri del presidente dell’Assemblea, che può decidere qualsiasi cosa. Può fare e rifare le votazioni all’interno dell’Aula fino a quando non trova un risultato che gli piace…».  

Uno statuto speciale che tra camicie su misura e foulard di seta per gli uscieri si traduce in una spesa pro capite di oltre 4.000 euro all’ anno a danno di ogni cittadino italiano contribuente, neonati compresi. Sorge il dubbio che con l’espressione “bella Sicilia” la Regione siciliana intenda l’outfit degli autisti e le vacanze dei suoi parlamentari. 

Fonti: Il Fatto Quotidiano, La Sicilia, Il Sole 24 ore, www.ars.sicilia.it

Stela Xhunga

Stela Xhunga