Acquisto di latte artificiale, previsto bonus fino a 400 euro

Per le mamme che non possono allattare. Pediatri contrari: così si disincentiva l’allattamento al seno

Via libera al bonus di 400 euro all’anno per l’acquisto di latte artificiale a beneficio delle mamme che non possono allattare, che potrà essere erogato fino al sesto mese di vita del bambino. È stato approvato l’emendamento alla manovra di Bilancio 2020 proposto dal Movimento 5 stelle che prevede un contributo economico per le neomamme impossibilitate ad allattare.  

Requisiti ed erogazione: ancora molte incertezze

I requisiti per l’accesso al bonus e la precisazione di quali saranno le condizioni patologiche che impediscono la pratica dell’allattamento (compresi i casi di ipogalattia – ovvero ridotta produzione di latte –  e agalattia – assenza di secrezione di latte) per poter fare richiesta di accesso a quello che è stato ribattezzato “bonus latte” saranno definiti entro il prossimo marzo da un apposito decreto del ministero della Salute.

Anche su come verrà erogato il bonus non c’è ancora chiarezza: si ipotizza sarà legato all’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), ma è allo studio anche la possibilità di inserire la misura nell’ambito delle detrazioni Irpef. In ogni caso il provvedimento riguarderà le neomamme che hanno patologie che impediscono l’allattamento e che rispondono a determinati requisiti economici.

Leggi anche: Prescrizione di latte in formula in dimissione dall’ospedale: è capitato anche a te?

La nostra inchiesta sul latte in formula

«Sanata un’ingiustizia»

«Le donne che per problemi patologici non riescono ad allattare non solo devono affrontare un problema di salute durante un momento particolare della loro vita, ma sono anche costrette a spendere cifre non indifferenti per il latte artificiale – ha commentato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri dopo l’approvazione dell’emendamento -. Oggi grazie all’azione del Movimento 5 Stelle è stata sanata questa ingiustizia». Sileri aveva parlato della problematica già qualche giorno fa, in occasione di un evento dal titolo “Allattamento al seno, un gesto naturale da promuovere”: «Occorre anche pensare a chi non può allattare, a quella percentuale di donne che non hanno latte sufficiente per allattare – ha affermato -. Bisogna trovare una soluzione affinché il latte artificiale venga garantito a chi non può permetterselo. In generale, è importante non lasciare indietro nessuno».

Provvedimento contrario alle indicazioni Oms

Secondo Ibfan Italia, l’associazione per l’allattamento e l’alimentazione infantile, da festeggiare c’è invece poco, in quanto la misura approvata è «ben contraddittoria», scrive l’associazione sulla sua pagina ufficiale Facebook: «Da una parte si parla di donne con patologie che non possono allattare, dall’altra si parla di poter garantire un sostegno economico a chi “non ha latte a sufficienza”. E sono due cose ben diverse: un conto per esempio è non poter allattare a causa di terapie, dipendenze, ossia problemi certificabili, un altro è non avere latte per pratiche scorrette o semplicemente perché si è scelto di non farlo. Nel primo caso si tratta di casi residuali, nel secondo si tratta della maggioranza delle madri italiane e incentivare l’acquisto della formula è nettamente contrario alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità».

L’Ssn già provvede alla fornitura gratuita di sostituti del latte materno

«Coerentemente con l’idea di non lasciare nessuno indietro – scrive ancora l’associazione – ricordiamo al senatore Dott. Sileri che in tutte quelle situazioni in cui l’allattamento sia oggettivamente e assolutamente non praticabile (come ad esempio in caso di madre HIV positiva o di patologia congenita con controindicazione assoluta all’assunzione di latte come la galattosemia) la fornitura di sostituti del latte materno è garantita dal nostro servizio sanitario gratuitamente (D.M. 8 giugno 2001, che ha trovato applicazione in tutte le regioni)».

Ipogalattia condizione frequente

La questione su cui vale la pena riflettere a proposito di questo provvedimento, spiega Martina Carabetta, IBCLC (Consulente professionale in allattamento materno) «riguarda come viene diagnosticata o comunque selezionata la condizione di quelle donne che non possono allattare, facendole rientrare tra quelle potenzialmente beneficiarie del bonus latte. Come consulenti professionali in allattamento sappiamo bene che non tutte le donne possono allattare, ma sappiamo anche che la reale percentuale di donne impossibilitate a farlo sono davvero pochissime, meno dell’1-3%. Nella maggior parte dei casi, invece, i problemi legati all’allattamento al seno si risolvono con i giusti interventi. I casi più comuni e frequenti su cui noi operatori  formati per risolvere i problemi in allattamento ci troviamo a intervenire riguardano neomamme che non vengono aiutate nell’allattamento nell’immediato post-parto, e che si trovano quindi a produrre poco latte e ad avere quella che possiamo definire in termini medici “ipogalattia iatrogena“, ovvero una riduzione della produzione di latte dovuta proprio agli interventi inopportuni o alla mancanza di interventi attuati».

L’ipogalattia è dunque una condizione frequente, soprattutto tra le neomamme alla prima esperienza di allattamento, ma nella stragrande maggioranza delle volte è dovuta alla mancanza di supporto puntuale e corretto ed è una condizione perfettamente recuperabile se la donna viene sostenuta nel modo giusto. Eppure l’ipogalattia rientra tra le “condizioni patologiche” che potrebbero portare una donna a beneficiare dell’incentivo economico. «In questi casi, e sono tanti, la soluzione non può e non deve essere l’erogazione in favore della donna del bonus latte per l’acquisto della formula, perché altrimenti quella donna sarà danneggiata due volte: la prima perché non sarà stata adeguatamente aiutata nel tentare di allattare con successo, che è un diritto alla salute per sé e per il proprio bambino, e una seconda volta perché le verrà proposto un bonus che comunque non coprirà tutti i maggiori costi che lei e la sua famiglia si troveranno a sostenere in futuro per il mancato allattamento, che è un fattore fondamentale per la salute presente e futura del bambino. Quindi ben venga un aiuto economico alle donne che davvero non possono allattare, ma che siano davvero quelle».

Allattamento a rischio

Secondo Federica Zanetto, presidente dell’Associazione culturale pediatri (Acp), il nuovo provvedimento «innalza il rischio di diminuire la diffusione dell’allattamento al seno, va contro le indicazioni di tutte le società scientifiche e dell’Organizzazione mondiale della sanità ed è in evidente contrasto con lo spirito del Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno». «L’incentivo economico – scrive in una nota l’Acp – andrebbe alle donne affette da condizioni patologiche che impediscono l’allattamento al seno. Occorre chiedersi se esistono precise patologie mediche, quindi diagnosticabili, che comportano l’impossibilità di allattare al seno, e se la diffusione di tali patologie sia tale da meritare un provvedimento legislativo».

Sostenere l’allattamento al seno

L’Associazione culturale pediatri spiega che se si vuole fare una norma che sia davvero di sostegno alle mamme e ai bambini si dovrebbero investire risorse per una maggiore tutela del diritto all’allattamento al seno delle donne che lavorano, in particolare per le donne che lavorano al di fuori dei settori che tutelano questo diritto. E ci si dovrebbe preoccupare di sostenere l’allattamento al seno che è oro colato per il neonato e di dare sostegno, soprattutto nei primi tempi dopo il parto, a tutte le mamme, in modo da poter ridurre le forti diseguaglianze ancora presenti in Italia.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Potrebbe interessarti anche

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy