L’Australia da negazionista sui temi climatici a efficace e progressista sul Covid-19

Il governo conservatore australiano è riuscito a cambiare rotta per rispondere alla pandemia

Fino a quattro mesi fa pochi leader sembravano influenzati dalla visione del mondo del presidente Trump più del primo ministro australiano, Scott Morrison.

Il governo di Morrison negava i problemi legati al clima e ha ricevuto, ricordiamo, aspre critiche in Australia e fuori per la pessima gestione degli incendi apocalittici durante l’estate australiana.

Invece l’Australia è indicata ora dalla stampa internazionale come uno tra i paesi che è riuscito meglio a gestire l’epidemia di coronavirus, quasi in concorrenza con la Corea del Sud e la Nuova Zelanda e ha fatto meglio di Singapore e Germania. Tra gli altri a dare atto del suo successo è stato Richard Flanagan, scrittore australiano di solito molto critico nei confronti del governo, sulle colonne del NYT.

Solo 4 morti per coronavirus ogni milione di abitanti, 550 in Italia

L’Australia, con quasi 25,5 milioni di persone, ha registrato al 25 maggio secondo la Johns Hopkins in tutto 102 morti per la pandemia. Cioè 4 morti per ogni milione di persone. Alla stessa data Negli Stati Uniti si registravano 275 morti per milione; in Italia 550!

Un approccio pragmatico e inclusivo

Il governo australiano in questa circostanza ha messo da parte un approccio ideologico per far fronte all’emergenza, adottando invece un approccio pragmatico e inclusivo.

Sono stati coinvolti e ascoltati gli scienziati, nel passato osteggiati da Morrison, negazionista rispetto alle calamità climatiche.

Morrison ha respinto l’idea di provare l’immunità di gregge come di fatto hanno provato tra gli altri Trump, Bolsonaro, Johnson con gli effetti catastrofici che sono sotto gli occhi di tutti.

È stato formato un gabinetto nazionale in cui i premier degli stati australiani (l’equivalente dei presidenti delle regioni) sia della sinistra che della destra si sono incontrati regolarmente in video per tracciare la strategia della nazione attraverso la crisi. Un governo in passato accusato di essere settario e divisivo è diventato inclusivo.

“Non ci sono squadre blu o rosse, solo australiani”

Il piano di stimolo economico è stato progettato dopo negoziati con vari gruppi della società civile, compresi i sindacati. “Non ci sono squadre blu o squadre rosse”, ha dichiarato Morrison all’inizio di aprile. “Ora ci sono solo australiani; questo è tutto ciò che conta.”

Ha ringraziato pubblicamente Sally McManus, la prima donna a capo del movimento sindacale australiano, socialista e femminista. Come se Trump chiedesse consiglio a Alexandria Ocasio Cortez e poi la ringraziasse.

Una eccezionale risposta economica alla crisi

La risposta economica alla crisi è stata straordinaria. È stato lanciato un enorme pacchetto di aiuti pari al 10,6% del PIL del paese, secondo nel mondo solo al Qatar (13 percento).

Le indennità di disoccupazione sono state raddoppiate, è stato introdotto un generoso (ma non universale) programma di sussidio salariale e l’assistenza ai bambini è stata resa gratuita: tutte misure che solo pochi mesi fa il partito del signor Morrison avrebbe denunciate come pericolosamente socialiste.

Le prospettive dell’economia dopo la crisi

Come conseguenza degli stimoli economici, l’economia australiana non dovrebbe precipitare nelle profondità catastrofiche temute per gli Stati Uniti o l’Europa. Il tasso di disoccupazione è salito al 6,2 per cento in aprile. La Reserve Bank of Australia ha previsto che raggiungerà il picco del 10% a giugno e scenderà lentamente al 6,5% entro giugno 2022. Tristi statistiche ma preferibili a quelle negli Stati Uniti, dove la disoccupazione ha raggiunto il 14,7% alla fine di aprile e, secondo il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, potrebbe arrivare al 25%.

Fiducia nel governo

La fiducia degli australiani nel loro governo è cresciuta, risalendo dai minimi storici toccati a dicembre. Il 93% degli intervistati in un recente sondaggio ha dichiarato di credere che il governo “abbia gestito Covid-19 molto o abbastanza bene”.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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