Lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera è una benedizione

La dichiarazione di Jack Ma, fondatore di Alibaba, è quantomeno sconcertante

L’ha definita la formula 996. Lavorare dalle 9 di mattina alle 9 di sera per 6 giorni alla settimana. Il settimo si riposò pure Dio, e magari Jack Ma ha pensato che non poteva esagerare.

72 ore di lavoro alla settimana, altro che le 28 della Germania o le 35 della Grecia o le 33 del nostro Paese.

Jack Ma afferma che il messaggio è rivolto ai giovani che vogliono arrivare al successo, guadagnare tantissimo e probabilmente, pensiamo noi, spendere poi quei soldi per risolvere i problemi creati dal superlavoro.

Come dice giustamente Bruno Contigiani, scrittore e fondatore de L’Arte del vivere con lentezza nel suo blog sul Il Fatto Quotidiano.it: «Ci sono tantissime persone che lavorano 12 ore al giorno, non solo in Cina, basta pensare ai piccoli esercizi a conduzione familiare anche nel nostro Paese, quindi non è tanto il numero di ore che colpisce, quanto il sostenere che questa sia la strada che conduce al successo e soprattutto l’obbligatorietà di un orario del genere.»

E, aggiungo, l’idea che questo orario sia per sempre. Può capitare di avere un periodo della propria vita lavorativa particolarmente intenso, ma davvero si può lavorare per 40 anni a quei ritmi? E poi per che cosa? Lavorare così tanto significa rinunciare a tutto: rapporti sociali, famiglia, cultura, divertimento.

Se lavori 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana la domenica la passi in coma sul divano e al massimo puoi vedere in tv Barbara D’Urso eleggendola a tuo guru di riferimento.

Scherzi a parte, l’Asia non è nuova al superlavoro. I giapponesi ne sanno qualcosa.

Ultimamente i lavoratori nipponici sono andati in crisi perché per festeggiare l’incoronazione del nuovo imperatore Naruhito il parlamento ha decretato ferie obbligatorie dal 27 aprile al 6 maggio (quella che per noi, fannulloni italici, è un’infilzata di ponti come non si vedeva da tempo).

Il cielo giapponese per poco non è caduto sulla testa di questi poveri lavoratori costretti al riposo e si possono capire: se si è abituati a lavorare sempre, trovarsi improvvisamente in ferie può essere un choc terribile.

Da un sondaggio del quotidiano Asahi  pubblicato da Agi, il 45% degli intervistati si è dichiarato “infelice” e solo il 35% è contento della pausa, il restante 20% probabilmente è rassegnato.

Il parlamento giapponese inoltre ha approvato nuove leggi per regolamentare gli orari di lavoro onde cercare di arginare il fenomeno del “karoshi”: lavoratori che muoiono per troppo lavoro.

Forse anche Jack Ma sta cercando di controllare in questo modo l’aumento demografico cinese? D’altra parte così si controllano pure le nascite, lavorando 72 ore alla settimana dove lo trovi il tempo e soprattutto la voglia di fare l’amore?

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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