Lawrence Ferlinghetti

Lawrence Ferlinghetti se ne è andato. E nessuno dica: “vabbé, aveva 101 anni”

Addio al magnifico poeta

Sì, e allora? Erano quasi 102, a sottilizzare, li avrebbe compiuti a marzo. A che età è giusto se ne vada un poeta? Mai. E per fortuna non se ne andrà mai. Non le sue poesie. Non la sua straordinaria libreria. Non la sua casa editrice. Non la sua meravigliosa, semplice e verissima, lezione di vita: “Mangia bene. Ridi spesso. Ama molto”.

Magnifico poeta ed editore della beat generation, amico di Kerouac, Ginsberg, Burroughs, Corso: era l’ultimo di un’epoca epica. Ricordo la prima volta che andai a San Francisco, avevo 27 anni. Ci passai un paio di mesi, persi qualche chilo ma acquistai un po’ di inglese, lingua che allora ignoravo. San Francisco per me era piena di leggende: Haight Ashbury e l’epopea hippie, la summer of love, Janis Joplin, i Jefferson Airplane… tutta roba ormai scomparsa, buona per i tour nostalgici e per vendere paccottiglia ai turisti.

Ma la libreria di Ferlinghetti, la mitica City Light, era (ed è) ancora lì, al suo posto, dove è sempre stata dagli anni Cinquanta, quando per prima nel mondo pubblicò lo scandaloso “Urlo” di Allen Ginsberg. Era uno degli obbiettivi del mio viaggio, e ci andai molte volte. A prima vista è sorprendentemente piccola: un triangolo con un paio di vetrine affacciato su Columbus Avenue, a metà strada tra Chinatown e North Beach, il quartiere italiano. Poi ti accorgi che non è così piccola, si sviluppa su tre piani. E i libri sono ovunque. Ovunque, molto più che in una normale libreria. Ti avvolgono, ti accarezzano, ti circondano. E ti penetrano nel naso, con un meraviglioso odore di carta.

Perché sì, certo, Internet; gli audiolibri, d’accordo; gli e-book, va bene. Ma la carta, vuoi mettere? Ferlinghetti ha lasciato il mondo terreno, ma il suo City Light Bookstore è ancora qui, e lotta insieme a noi. Ferlinghetti dedicò a Ginsberg una bella poesia: “Allen Ginberg sta morendo”. Gli rendo omaggio con i primi e gli ultimi versi di una delle più belle poesie di Ginsberg, “Father Death Blues”:


Ehi Padre Morte, sto volando a casa
Ehi poveruomo, sei tutto solo
Ehi vecchio papà, so dove sto andando

Padre Morte, non piangere più
Mamma è lì, sotto il pavimento
Fratello Morte, per favore bada al negozio

…..

Sofferenza è ciò che è nato
L’ignoranza mi fece perduto
Verità di lacrime non posso sdegnare

Respiro di Padre ancora una volta addio
La nascita che hai dato non è stata malata
Il mio cuore è calmo, come dirà il tempo.

Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

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Sergio Parini

Sergio Parini

Ha lavorato come giornalista per diverse testate, tra cui “Donna Moderna”, “Linus”, “Il Manifesto”, “Panorama”. E' Direttore Editoriale di PeopleForPlanet

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