Le alternative al trasporto pubblico: bonus bici, sharing e monopattini

Il problema della mobilità non è di semplice soluzione, si cercano alternative

Mentre su bus e metropolitana di Roma bus hanno iniziato a mettere gli adesivi “vietato sedersi” per garantire le distanze di sicurezza tra passeggeri, il Governo cerca di trovare soluzioni alternative per non intasare il trasporto pubblico con la riapertura di attività e fabbriche.

Al Ministero dei Trasporti stanno studiando un voucher – sembra di 200 euro – per incentivare l’acquisto di bici e monopattini elettrici e sviluppare i servizi condivisi.  

Se è comprensibile che il futuro preveda sempre di più trasporti individuali, d’altra parte tocca anche scongiurare il massiccio utilizzo di auto private per non tornare agli stessi livelli – se non maggiori – di inquinamento di prima del lockdown.

Quindi piste ciclabili “pop-up”, temporanee, vetture di car sharing auto-pulenti, e altre soluzioni quasi fantascientifiche, ma ce la possiamo fare o almeno così afferma  Pierfrancesco Caliari, direttore generale della Confindustria Ancma, l’associazione delle due ruote: “Il coronavirus ci costringe a un salto avanti nella pianificazione dei trasporti molto più veloce di quel che credevamo”.

Tre milioni di persone in giro

La ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha stimato in Parlamento che la graduale ripartenza metterà in moto 3 milioni di persone, molte delle quali utilizzeranno i mezzi pubblici: almeno il 10%.

E man mano che si allenterà il lockdown aumenteranno

Secondo il documento tecnico Inail-Iss sulle riaperture del trasporto pubblico, i tre settori interessati dagli stop produttivi (manifatturiero, costruzioni e commercio) mobilitano 700mila lavoratori potenziali utenti di mezzi pubblici.

A Milano e a Roma si stanno organizzando: adesivi a terra alle fermate degli autobus per segnare la giusta distanza in attesa del bus, i tornelli dell’azienda milanese Atm si preparano a bloccare gli ingressi una volta raggiunte le 75 persone sulle banchine della metro. La romana Atac sta studiando i dispenser per la distribuzione delle mascherine, sono in definizione i “sensi unici” per accedere e uscire dai mezzi.

Di fatto però il problema rimane, il distanziamento sociale comporta ridurre la capacità dei mezzi al 25/30%, a pieno regime a Milano significa che mezzo milione di persone dovranno trovare un’alternativa.

“La sproporzione è tale che nessuna soluzione è una ‘bacchetta magica‘, ma si devono trovare soluzioni in tempi rapidissimi”, ragiona Emanuele Belsito, managing director di Boston Consulting Group: “La domanda di mobilità si esprime in passeggeri per chilometro: serve un intervento su entrambi gli aspetti per evitare il collasso“.

E quindi ecco le varie proposte, spalmare gli accessi per non intasare gli orari di punta, incentivare la mobilità elettrica e il car sharing, piste ciclabili improvvisate per facilitare segway e monopattini.

E speriamo che il meteo ci assista.

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Foto di volkan ugur da Pixabay

Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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