Le amicizie sono affetti stabili

Lo ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, finalmente!

Anche un amico, infatti, può essere considerato un ‘affetto stabile’, e quindi si potrà andare a trovarlo dopo il 4 maggio. Lo ha affermato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri intervenendo alla trasmissione di Radio Rai1 “Un Giorno da Pecora”. «Anche un’amicizia può essere un affetto stabile, come un fidanzato – ha spiegato Sileri – se è considerato un amico vero e non è una scusa». La notizia è apparsa su Fanpage.

E ne siamo proprio contenti, basti pensare che il 32% delle famiglie italiane sono unipersonali, parliamo di poco meno di 20 milioni di persone. Quanti di questi siano fidanzati non lo sappiamo ma possiamo immaginare, per difetto, che siano un ulteriore 30%? Rimangono comunque 6 milioni di esseri umani che vivono soli e non hanno relazioni sentimentali.

La fase due – per come è stata annunciata e stando alle indiscrezioni che filtravano su circolari interpretative e faq “apriva” con moderazione alle visite ai congiunti.

Si intuiva parenti, fidanzati, rapporti affettivi stabili.

Non si incoraggiano le feste né gli assembramenti, ma si lasciava un appoggio in più alle famiglie fino a ora divise.

Chi restava fuori?

I soli. Quelli che non hanno parenti o relazioni di coppia.

I soli sono invisibili, i soli restavano ancora più soli.

La decisione aveva aperto una polemica mica da poco. Perchè ogni cittadino deve avere la possibilità di indicare una persona che rappresenti il punto più vicino delle sue relazioni sociali.

Anche “i soli” devono poter indicare la propria relazione stabile, con la quale è consentito avere un rapporto, pur con le dovute accortezze di distanziamento e protezione. Una amica, per esempio, o chi si desidera.

Per quel contatto umano che fa la differenza tra solo e non solo. Tra abbandonato e in rete. Tra invisibile ed esistente.

La mia testimonianza

Ho 42 anni, vivo da sola da parecchio. Mi piace.  Ho i miei 3-4 lavori, un Gatto, autonomia e gestione creativa del mio tempo.

Ho vissuto i primi due mesi con assoluta responsabilità: non sono andata a trovare mamma – 72 anni, immunodepressa – non ho ceduto alle lusinghe di un vicino di casa che proponeva un CoCoCo a progetto, a tema “Quarantena e poi liberi tutti”. Non ho visto amici, ho lavorato da casa. Ho fatto la spesa on line, buttato l’immondizia di notte. Insomma: ho seguito le istruzioni alla lettera. Più che distanziamento sociale, vero isolamento.

Mi sono detta che era giusto così. «Se vuoi bene all’Italia, a mamma e a tre quarti della palazzina tua, sta’ a casa» ha detto Conte. L’ho fatto.

Ma poi c’era la fase due. All’orizzonte, come un traguardo. Perché quando ti accorgi che il suono della tua voce che parla al gatto, alle piante e al forno pregandolo di non bruciare le patate ti sorprende, allora hai bisogno di un briciolo di contatto.

Lo sa il Comitato Scientifico, che apre ai rapporti significativi – pochi maledetti e subito – correggendo il tiro comprendendo anche i fidanzati

Osservo le fattispecie e cerco di trovare la mia: non c’è. Mi butto giù. Con sorpresa, crollo.

Mi sento improvvisamente sola, come non sono mai stata. Il mio affetto stabile è una migliore amica con cui facciamo vacanze e condividiamo pensieri. Nell’elenco dei congiunti, per la rete amicale spazio non c’è.

Mi sembra di sentire delle comari di paese: «Non sei manco stata in grado di trovare un uomo. Potevi sposarti quando quello te lo ha chiesto. Così impari a fare la difficile».

E invece no: io sono felice così. Perché  mi innamorerò e mi fidanzerò sicuramente, ma nel frattempo vorrei anch’io parlare con un’unica persona che sia un umano significativo. Poi, giuro che quando sarà, sarà un affetto stabile e duraturo. Più stabile e duraturo di un Governo italiano.

Insomma, fino a oggi pomeriggio ero proprio triste. Adesso sono felice, potrò rivedere la mia amica del cuore, grazie per l’umanità. Staremo distanti almeno un metro ma questo non ci impedirà di sorriderci.

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Foto di Anemone123 da Pixabay

Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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Valeria Biotti

Valeria Biotti

Giornalista, autrice satirica, speaker radiofonica, vignettista, scrittrice, cantante. Ha al suo attivo collaborazioni con parecchie testate, tra cui Il Fatto Quotidiano e Pubblico. Attualmente scrive sul Corriere dello Sport e trasmette ON AIR sui 104.200 FM di Retesport.

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