Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente a un passo dall'estinzione

Le balene del Nord Atlantico sono ufficialmente a un passo dall’estinzione

Per la IUCN i giganti del mare sono in serio “pericolo di estinzione”

Non solo la popolazione della balena franca del Nord Atlantico sta ancora lottando per riprendersi da oltre tre secoli di caccia alle balene, ma ora, secondo l’International Union for the Conservation of Nature (IUCN) la specie è a “un passo dall’estinzione”.

La settimana scorsa l’IUCN ha spostato lo stato della balena nella sua Lista rossa da “in via di estinzione” a “in pericolo critico”, l’ultima tappa prima che la specie sia considerata estinta in natura.
Rimangono, infatti, soltanto 250 individui adulti in una popolazione totale di 400 esemplari.

Per gli scienziati, i giganti del mare sono davvero nei guai e soltanto spostare l’attenzione internazionale sulla conservazione di questa specie potrebbe salvarle dalla scomparsa definitiva.

La piaga della caccia alle balene

Questa specie di balene è molto facile da cacciare: la loro bassa velocità e la tendenza a nutrirsi del plancton presente sulla superficie degli oceani, rende la caccia di questi maestosi mammiferi molto semplice.

Oggi queste balene vengono colpite dalle eliche delle barche o sono fatalmente risucchiate dagli attrezzi da pesca. Tra il 2012 e il 2016, 26 esemplari su 30 sono stati uccisi attraverso questa pratica.

Di conseguenza, molti scienziati sostengono che potrebbe essere efficace introdurre normative più rigorose nel settore della pesca, un argomento che suscita le preoccupazioni delle comunità di pescatori: nuove normative potrebbero significare che i pescatori debbano sostenere alti costi di potenziamento degli attrezzi e questi cambiamenti potrebbero ridurre anche il loro profitto.

Non solo caccia..

La seconda piaga che sta conducendo le balene del Nord Atlantico all’estinzione è il climate change. Dal 1990, la principale fonte di sostentamento alimentare della balena franca del Nord Atlantico, il Golfo del Maine, si è riscaldata tre volte più velocemente rispetto al resto degli oceani del mondo.

Le balene stanno cambiando i loro soliti ritrovi mentre cercano acque più fredde imbattendosi, così, nelle navi da pesca che ne causano la morte.

L’aumento di temperatura delle acque rende anche più difficile la ricerca di cibo per le balene, il che potrebbe spiegare il loro tasso di natalità insolitamente basso.

Inoltre, i cambiamenti climatici hanno causato un boom di presenza di aragoste nel New England settentrionale e nel Canada orientale, che ha portato più attrezzi da pesca nell’habitat della balena.

Nel complesso, i ricercatori sono profondamente consapevoli che il tempo non è dalla parte delle balene, poiché i decessi superano la velocità dell’azione normativa.

È un processo molto lento e mantenere i finanziamenti in corso è difficile quando sai che non vedrai risultati per 20 anni“, ha dichiarato Davide Wiley, ricercatore del National Marine Sanctuary della Stellwagen Bank. “Stiamo vivendo nel momento in cui le cose o migliorano o continuano a peggiorare“.

Wiley conclude affermando che: “Il fatto che la nostra attività stia portando le balene all’estinzione è qualcosa che non è accettabile per noi come esseri umani. Siamo meglio di così.”

Fonte: The Guardian

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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