Le bombe fanno ridere!

La trovata di un papà siriano commuove il mondo

Si chiama Al-Mohammad il papà di Selva, 4 anni, ed entrambi vivono in Siria vicino a Idlib. E lì le bombe cadono, eccome, sia quelle dei caccia che arrivano da Mosca che quelle dei cannoni del regime di Damasco. E Selva ne è terrorizzata, come è naturale che sia.

E allora il suo papà ci pensa e alla fine decide di trasformare l’orrore, la paura in un gioco.

Pistole di carta

«Le faccio credere che sono armi finte, e che chi spara lo fa solo per divertirci» racconta Abdullah: «Non capisce cosa sia la guerra e io le faccio credere che i rumori provengano da armi-giocattolo. Ho deciso di insegnare a Selva questo gioco per prevenire il collasso del suo stato psicologico. Cerco di evitare che venga colpita da malattie legate alla paura.»

E funziona, nel video Selva ha il visino teso mentre aspetta il botto e poi scoppia in una fragorosa risata. Il gioco è riuscito ancora una volta.

Intervistato da Pietro Del Re per Repubblica Abdullah ha raccontato:

«In questi ultimi anni, ho visto troppi bambini traumatizzati da quello che accade in Siria. Sto parlando di bimbi che hanno assistito a scene così atroci, che neanche un adulto dovrebbe mai vedere.
Faccio in modo che mia figlia trascorra gran parte del tempo dentro casa, ma neanche qui siamo al sicuro. Un mese fa, un razzo ha centrato una casa a non più di duecento metri dalla nostra.
L’esplosione è stata potentissima e sotto le macerie sono rimaste due famiglie. Selva è subito scoppiata a piangere. Ho prima cercato di consolarla, stringendola tra le mie braccia, ma lei non si placava. Era spaventatissima perché non riusciva a capire che fosse successo. Finalmente m’è venuta in mente l’idea d’inventarmi un gioco per distrarla. E poiché di bombe ne esplodono in continuazione, sia pure non tutte così vicine, ho pensato di farle credere che conoscevo benissimo la persona che aveva fatto tutto quel rumore. E che l’aveva fatto per noi, soltanto per farci ridere.
Le ho detto che tutte le pistole di quel signore sono di carta. Sono così riuscito a esorcizzare la sua paura delle bombe evitando che le crei dei problemi psicologici».

Un gioco con le sue regole

«Appena sentiamo il sibilo di un razzo o l’esplosione di una bomba dobbiamo subito dire: “Ma questo è il rumore di un aereo o di un missile?”. Al primo che risponde, e può pronunciare la parola che vuole, l’altro dice: “Hai ragione, e rideremo quando ci colpirà”. Spesso non facciamo in tempo a dire “aereo” o “missile” che Selva è già piegata in due dalle risate. In quel momento so di avere raggiunto il mio obiettivo, soprattutto quando la sua risata coincide con la deflagrazione di una bomba».

Un film che diventa realtà

A noi italiani tutto questo ricorda il film di Benigni: La vita è bella, quando l’attore fa credere a suo figlio che le regole del campo di sterminio sono quelle di un grande gioco che coinvolge tutti.

Al-Mohammad non ha visto il film e questa, malgrado la genialità della trovata e la risata di Selva è una storia triste.

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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Gabriella Canova

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