Le ecotecnologie prossime venture che cambieranno il Mondo

Ecotecnologie per risolvere la crisi climatica. Se ne fa un gran parlare specialmente dopo l’ultimo report sul clima dell’Ipcc e lo sciopero globale per il clima promosso da Greta Thundberg: vediamo quali sono le più promettenti sia tra quelle energetiche sia tra quelle più in generale.

L’accumulo al via

La prima è quella dell’accumulo. Che c’è di nuovo nelle batterie, direte voi? Tutto. Le batterie di nuova generazione e i sistemi di gestione delle stesse (Bms) sono completamente nuove. Oggi un normale computer portatile arriva facilmente alle otto, nove ore di lavoro, impensabili solo dieci anni fa. E mettere in casa batterie per stoccare la propria energia rinnovabile oggi è una cosa accessibile alle famiglie e non a qualche nerd verde. L’auto elettrica, inoltre, sta diventando una “batteria con le ruote” in grado di fare cose redditizie anche da ferma. Il suo pacco batterie è in grado di fornire servizi di rete quando è carica e collegata alla colonnina, producendo reddito. Si calcola che una vettura elettrica allacciata alla rete per 12 ore al giorno possa “produrre” servizi di rete per 600 euro ogni anno. E le nostre auto, oggi, stanno ferme 23 ore al giorno. Oltre a ciò il nostro accumulatore su ruote potrà fornire energia alla casa. In questa maniera l’auto diventerà un vettore che ci permetterà di acquistare energia a un prezzo basso, magari sotto forma di welfare aziendale o di promozione commerciale, usandola successivamente per far funzionare la lavatrice (ne abbiamo parlato anche qui).

Blockchain che spezza le catene

La blockchain, di cui si parla molto, altro non è che un indice, anche chiamato data base, – letteralmente catena a blocchi – che però per la sua costituzione è immodificabile, per cui non falsificabile. È importante perché si tratta di un sistema gestito dal basso che da garanzie più robuste di quelle del sistema bancario di oggi, e infatti è alla base delle criptovalute. Il motivo per cui è importante per tutti noi è il fatto che questa tecnologia sarà alla base della produzione familiare di energia rinnovabile – nel momento in cui una famiglia voglia vendere questa energia, oltre che consumarla – e per le comunità energetiche. Due modalità di produzione che si diffonderanno molto nei prossimi anni e la blockchain sarà la tecnologia sulla quale si appoggeranno le transazioni d’energia. Il fatto che le blockchain siano immodificabili e possano essere pubbliche aumenterà la fiducia da parte delle persone verso i soggetti che le utilizzano. Saremo certi, quindi, che ogni elettrone da noi prodotto o consumato avrà una sua carta d’identità chiara e limpida che ne determinerà, prezzo, provenienza e destinazione.

Eolico off shore galleggiante. E il vento galleggia

Una delle nuove tecnologie per le rinnovabili più prossime e promettenti è l’eolico off shore galleggiante. Si tratta di un sistema che risolverà una serie di problemi legati all’eolico off shore di oggi. Prima di tutto sarà possibile mettere pale eoliche lontane dalla linea dell’orizzonte, il che le renderà invisibili da terra, risolvendo in tal modo i problemi legati alla deturpazione del paesaggio. E si potranno mettere queste pale anche in mari dai fondali profondi, come la maggior parte del Mar Mediterraneo. Queste due caratteristiche consentiranno di andare a “prendere il vento” in tratti di mare dove ce ne è di più e che ora sono inaccessibili, installando pale di grandi potenza e dimensioni. Già oggi si stanno progettando pale galleggianti da 10 MWe.

Agricoltura di precisione, per il bio

L’agricoltura di precisione è quella che utilizza sistemi digitali e troppo spesso viene inserita nel novero delle pratiche agricole industriali e tacciata d’insostenibilità. Sbagliando. Questo tipo d’agricoltura, infatti consente pratiche agricole che aumentano la produttività – cosa che sarà necessaria visto che nel giro dei prossimi trenta anni ci saranno sul pianeta due miliardi di bocche in più da sfamare – salvaguardando risorse. Alcuni agricoltori della Pianura Padana – sì, per trovare l’innovazione basta scendere sotto casa e non è necessario arrivare al Mit di Boston – coltivano il mais per le loro mucche da latte usando l’agricoltura di precisione. Vediamo come. Prima di tutto si effettua la semina a sodo, che elimina l’aratura, per cui la CO2 presente nel terreno lì rimane, registrando la posizione Gps di ogni singolo seme. Successivamente si concima il seme usando il digestato prodotto da un impianto a biogas alimentato dalle deiezioni animali e dallo scarto del mais, iniettandolo a quattro centimetri di distanza dal seme la cui posizione è nota. Dopo ciò si posizionano le tubazioni per l’irrigazione goccia a goccia. In questa maniera si usa solo concime di provenienza certa e a chilometri zero, non si usano pesticidi e si risparmia il 30% dell’acqua per l’irrigazione. Il tutto con un incremento della produzione del 30%, e con un reddito aggiuntivo dovuto al biogas. Il cui utilizzo, tra parentesi, è a emissioni zero. Il mais è bio, quindi anche il latte è bio e con questo latte si produce un formaggio di qualità. In questo caso un Grana Padano bio 2.0.

Geotermia, calore sotto terra

Che siate seduti su un vulcano o no, nel vostro futuro c’è la geotermia. In buona parte d’Italia, ovunque ci siano delle terme, infatti sarà possibile produrre energia con centrali elettriche geotermiche binarie di nuova generazione che non emettono i fluidi e pertanto sono a inquinamento zero. Per le abitazioni domestiche e gli uffici, invece è possibile sfruttare la stabilità termica del sottosuolo che, coniugata alla temperatura in superficie, consentirà con la stessa macchina di avere riscaldamento o raffrescamento a seconda dei bisogni. Si tratta di sistemi di un certo costo, quelli domestici, che si stanno installando per ora negli edifici nuovi ma che si diffonderanno mano a mano che cala il prezzo. Ovviamente questi due tipi di geotermia sono a impatto zero.

5G per comunicare

Il 5G è il nuovo protocollo di comunicazione per i dispositivi mobili che rivoluzionerà anche il mondo dell’ecologia. Grazie alla sua velocità e diffusione, infatti, saranno migliaia gli oggetti che si scambieranno i dati in automatico aumentando l’efficienza del loro funzionamento. Le rinnovabili distribuite potranno accedere a dati di mercato dell’energia decidendo se conviene vendere l’elettricità o consumarla in un dato momento. E con la stessa dinamica si potranno gestire gli elettrodomestici di casa, auto elettrica compresa. Il 5G sarà essenziale, visto il suo basso tempo di latenza, per le auto a guida autonoma i cui viaggi saranno ottimizzati in base ai flussi di traffico, magari ottimizzando anche il car pooling. In alcune università si sta già studiando l’abolizione dei semafori grazie all’ottimizzazione dei flussi di traffico. L’automazione della logistica sarà incrementata e il 5G consentirà l’utilizzo di droni per la consegna delle merci, che hanno un consumo molto più basso del classico furgone, consentendo di rintracciare il destinatario, grazie allo smartphone, anche se è in movimento.

Immagine: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Giornalista scientifico e ambientale. E' Direttore Responsabile di People For Planet