Le emissioni di CO2 diminuite in 18 Paesi sviluppati

Grazie a energie rinnovabili e risparmio energetico

Ma i combustibili fossili devono essere gradualmente eliminati

Secondo lo studio “Drivers of declining CO2 emissions in 18 developed economies”, pubblicato su Nature Climate Change da un team internazionale di ricercatori guidato dall’università dell’East Anglia (UEA), «Gli sforzi per ridurre le emissioni di biossido di carbonio (CO2) e affrontare il cambiamento climatico nelle economie sviluppate stanno cominciando a dare i loro frutti» e che «Le politiche a sostegno delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica stanno contribuendo a ridurre le emissioni in 18 economie sviluppate» – Italia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Romania, Spagna, Svezia, Usa – che rappresentano il 28% delle emissioni globali.

I ricercatori hanno esaminato le ragioni alla base delle variazioni delle emissioni di CO2 nei Paesi in cui le emissioni sono diminuite significativamente tra il 2005 e il 2015 e i  risultati dimostrano che «La diminuzione delle emissioni di CO2 è dovuta principalmente all’energia rinnovabile che sostituisce i combustibili fossili e alla diminuzione consumo di energia». Tuttavia, la diminuzione del consumo di energia è spiegabile in  parte  anche con la minore crescita economica che ha ridotto la domanda di energia dopo la crisi finanziaria globale del 2008-2009. Ma all’università dell’East Anglia fanno notare che «Significativamente, i Paesi nei quali le emissioni di CO2 sono diminuite di più sono quelli con il maggior numero di politiche energetiche e climatiche in atto».

I ricercatori hanno confrontato i Paesi con le emissioni in declino con quelli in cui le emissioni sono aumentate e hanno scoperto che «Le politiche che incoraggiano l’efficienza energetica sono  collegate ai tagli delle emissioni in tutti i Paesi. Hanno anche scoperto che «Le politiche che incoraggiavano le energie rinnovabili erano legate ai tagli delle emissioni, ma soprattutto solo nelle economie sviluppate con le emissioni in diminuzione, non altrove».

I dati suggeriscono che «Gli sforzi per ridurre le emissioni sono in corso in molti Paesi ma, per limitare i cambiamenti climatici ben al di sotto dei 2 ° C di riscaldamento, in linea con l’accordo di Parigi, questi sforzi devono essere ampliati e potenziati».

Gli autori dello studio sostengono che «”Districare” le ragioni alla base dei recenti cambiamenti nelle emissioni è fondamentale per indirizzare gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico».

La leader del team di ricerca, Corinne Le Quéré del Tyndall centre for climate change research della  School of environmental sciences dell’UEA, ha sottolineato che «I nostri risultati suggeriscono che le politiche per affrontare i cambiamenti climatici stanno contribuendo a ridurre le emissioni in molti Paesi. Questa è una buona notizia, ma questo è solo l’inizio. C’è ancora molta strada da fare per ridurre le emissioni globali fino quasi allo zero, che è ciò che è necessario per fermare il cambiamento climatico. Il dispiegamento di energie rinnovabili in tutto il mondo è un buon passo, ma da solo non è abbastanza, anche i combustibili fossili devono essere gradualmente eliminati».

Un autore dello studio, Charlie Wilson, anche lui della UEA, ha ricordato che «La nuova ricerca scientifica sui cambiamenti climatici tende a suonare l’allarme sempre più forte. I nostri risultati aggiungono un sottile frammento di speranza. E’ possibile che i Paesi raggiungano il picco e quindi le loro emissioni declinino anno dopo anno. Finora, 18 Paesi finora ci hanno mostrato in che modo ambizioni politiche concertate e l’azione sull’efficienza energetica, le energie rinnovabili e gli obiettivi climatici possono funzionare. Ora dobbiamo assicurarci che questi precedenti iniziali diventino la regola e non l’eccezione. Questa è una grande sfida globale».

All’UEA ricordano che «Per limitare i cambiamenti climatici ben al di sotto dei 2° C, le emissioni globali di CO2 dovrebbero diminuire di circa un quarto entro il 2030 e diminuire della metà per rimanere al di sotto degli 1,5° C». Ma tra il 2005 e il 2015 le emissioni globali di CO2 sono aumentate in media del 2,2% all’anno.

Un altro degli autori dello studio. Glen Peters, del Center for International Climate Research (Cicero) di Oslo, conclude: «Le emissioni globali di anidride carbonica sono aumentate nel 2017 e nel 2018, suggerendo che il rapido avvio delle energie rinnovabili non è stato finora sufficiente per arrestare la crescita dell’utilizzo di combustibili fossili. La politica energetica e climatica ha avuto successo nel sostenere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, ma per realizzare riduzioni significative delle emissioni sono necessarie politiche a sostegno della penalizzazione delle emissioni di biossido di carbonio».

FONTE: GREENREPORT.IT e INTERNAZIONALE

Redazione People For Planet

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