Allegri Adani Atp Finals Torino

Le finali Atp di tennis a Torino valgono più di Allegri e Adani

L’assegnazione del torneo è uno straordinario successo per il nostro Paese che troppo spesso si eccita per la polemica e dimentica il proprio valore

Ha ragione Allegri o ha ragione Adani? Il calcio italiano, e non solo il calcio, è appeso allo scontro televisivo tra l’allenatore della Juventus e uno dei commentatori di Sky Sport. I due non si amano e sono portatori di idee diverse. Banalizzando, e adeguandosi alla sintesi giornalistica imperante, rappresentano la divisione tra i cultori del risultato e quelli del gioco anzi del bel gioco.

Allegri ha mostrato insofferenza e di fatto non ha accettato di poter essere messo in discussione o comunque criticato da un ex calciatore che fondamentalmente nella sua vita professionistica non ha mai raggiunto risultati di livello. E che, diciamolo, non brilla per simpatia. Entrambi, però, non possono essere considerati temi di discussione.

La reazione di Allegri, uno piuttosto fumantino, denota nervosismo. Si sente messo in discussione pur avendo vinto cinque scudetti consecutivi. E da sempre critica i teorici del cosiddetto bel calcio, si batte contro i fautori della complessità del gioco del pallone.

Potremmo proseguire a lungo, però questa volta vorremmo andare oltre la polemica imperante. Ed evidenziare che l’Italia è anche altro. Nella settimana precedente, l’Italia dello sport (e non solo) ha raggiunto un risultato se non storico quantomeno molto importante: l’assegnazione delle finali Atp di tennis per il quinquennio dal 2021 al 2025. Le ha vinte Torino.

E’ un evento senza precedenti. L’Italia del tennis organizza il torneo di Roma che ha una sua nobiltà e ha anche una sua importanza: rientra tra i più ambiti tornei sulla terra rossa. Le finali Atp sono un salto di qualità. Possono in qualche modo essere paragonati all’assegnazione dei giochi olimpici. E’ come se un’agenzia di rating avesse promosso l’economia italiana. Vuol dire che gli sponsor e un sistema economico di lusso si fidano della nostra organizzazione e della nostra affidabilità.

E’ una notizia in controtendenza. Se n’è scritto sui giornali, se n’è parlato in tv. Ma, forse è stata una nostra impressione, non con la stessa enfasi data alle scaramucce tra Adani e Allegri. La verità è che nonostante la nostra pessima pubblicità, il made in Italy funziona ancora e ha presa sul pubblico e sugli sponsor. Se solo fossimo meno autolesionisti.

Massimiliano Gallo

Massimiliano Gallo

Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.

Massimiliano Gallo

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Giornalista da sempre. Dalla cronaca del Corriere del Mezzogiorno alla politica romana del Riformista di cui è stato vicedirettore per tre anni. Prima del salto on line con Linkiesta. Ora naviga l'oceano del web al timone del Napolista.