rivolta mamma usa

Le “mamme in rivolta” faranno perdere le elezioni a Trump

Lo dicono i sondaggi e l’impegno delle donne nelle proteste

Palpabile sin dalla nomina a Presidente di Trump, l’indignazione delle donne Usa continua a crescere. In particolare quella delle mamme costrette, a causa della pandemia, a coprire contemporaneamente più ruoli. E’ uno degli aspetti su cui i Democratici contano per vincere le elezioni presidenziali di novembre.

A raccontare delle “Mamme in Rivolta” parla il New York Times in un ampio reportage.

“Sono una madre arrabbiata”

Il modo in cui Donald Trump sta gestendo la pandemia di Covid-19 suscita una sensazione che di solito non è associata alle madri: “Sono una madre arrabbiata“, proclama Patty Murray, senatrice democratica dello Stato di Washington, la donna più anziana nella gerarchia del Senato. “Beh, una nonna piuttosto arrabbiata, come direbbe mia nipote”, precisa.

Una sensazione di rivolta

Mentre riaprono le scuole, milioni di famiglie americane ancora non sanno come gestiranno la cura dei bambini, la scuola e manterranno il lavoro. Il risultato è un sentimento di rivolta, alimentato dal malcontento delle donne, che si ritrovano a dover assumere ripetutamente le funzioni di tata, maestra e genitore, il tutto mentre lavorano. Negli Usa la pandemia infuria e gli elettori americani arrabbiati si preoccupano del loro futuro. Ma è soprattutto l’esasperazione delle donne che si esprime nelle proteste.

Le donne partecipano di più alle proteste

Secondo un sondaggio condotto a giugno dalla Kaiser Family Foundation, sono più le donne che affermano di aver partecipato a una protesta rispetto agli uomini. Quelle che hanno figli sono addirittura il doppio degli uomini.

In questo momento queste madri arrabbiate si scagliano su Facebook contro la chiusura delle scuole o, quando riaprono, contro la riapertura senza un protocollo sanitario adeguato. Inondano anche gli incontri virtuali con la loro esasperazione per i problemi legati alla custodia dei bambini e l’inazione del governo.

“Nessuno ha una soluzione per noi”, dice al NYT Kim Lopez, madre di tre figli che vive a Glendale, in Arizona. Questa giovane assistente finanziaria part-time non sa ancora cosa aspettarsi per la ripresa. Dice di non essersi mai considerata un’attivista fino a quest’estate quando ha portato anche i suoi figli a un piccolo raduno Black Lives Matter nella periferia di Phoenix. “Sembra che al governo non importi cosa succede alle famiglie”.

“Non abbiamo visto donne così mobilitate da almeno una generazione “

La pandemia ha acceso la polvere. Ma la rivolta delle donne contro Donald Trump si stava già esprimendo il giorno dopo la sua nomina, quando milioni di donne si sono radunate in tutto il Paese per manifestare.

È stato quindi alimentato dal movimento #MeToo, con scioperi degli insegnanti guidati in gran parte da donne; dall’indignazione per le sparatorie nelle scuole; infine dalle proteste di Black Lives Matter.

Per la seconda volta consecutiva un numero record di donne si candida alle elezioni legislative di novembre. La nomina da parte di Joe Biden di Kamala Harris come candidata alla vicepresidenza è stata vista da molti come un modo per salutare lo slancio che le donne hanno costruito all’interno del Partito Democratico dall’inizio della presidenza Trump.

Non abbiamo visto donne così mobilitate da almeno una generazione”, dice Annelise Orleck, storica al Dartmouth College e specialista in attivismo politico femminile. “Provengono da tutti i ceti sociali.”

Questa mobilitazione è generale e multirazziale. Riflette le lotte sociali sostenute per anni dalle donne della classe lavoratrice che chiedevano miglioramenti nel sistema sanitario, nelle scuole e nell’assistenza all’infanzia.

Anche la donne della classe media si trovano ora di fronte alle sfide che le donne povere di colore hanno dovuto già affrontare da generazioni.”

Trump perde più consensi tra le donne che tra gli uomini

Nelle ultime settimane, secondo i sondaggi, la popolarità di Donald Trump ha iniziato a diminuire tra le donne bianche meno istruite e tra le donne anziane. Queste due categorie di donne avevano sostenuto la sua candidatura quattro anni fa.

In periferia il divario tra uomini e donne è ormai impressionante: secondo un recente sondaggio condotto da Washington Post e ABC News, Joe Biden è in testa di 24 punti tra le donne contro appena 4 punti di vantaggio tra gli  uomini.

Le militanti “buone madri di famiglia”

Nel corso della storia americana, le “buone madri americane” hanno spesso avuto un’influenza determinante per difendere cause politiche, dalle riforme del lavoro all’alimentare la paura dello spionaggio sovietico negli anni ’50.

Di recente, queste mamme militanti hanno creato associazioni politiche come Moms Rising, Vote Like a Mother e Moms Demand Action, fautrici del controllo delle armi la cui vendita libera provoca stragi e migliaia di morti negli Usa.

“La pandemia ci ha aperto gli occhi”

L’associazione progressista Indivisible, che nel 2018 ha contribuito a eleggere molti democratici al Congresso, ha una maggioranza di donne nelle sue fila. In tutto il paese, l’assistenza all’infanzia è diventata un punto fermo delle sue iniziative.

Oltre al suo lavoro di medico in ospedale e al suo coinvolgimento in una filiale locale dell’associazione Indivisible a Portland, Smitha Chadaga sta crescendo i suoi due figli, di 8 e 10 anni: “Oggi non possiamo perdere la forza dell’impegno e ldela rabbia delle madri ”, sottolinea. “Alla cura dei bambini, all’educazione dei più piccoli non viene data alcuna importanza, e questo non è dovuto al Covid. La pandemia ci ha solo aperto gli occhi. Anche tutti i genitori che conosco hanno questa sensazione. “

Foto di  John Rudoff / Amadolu Agency: Portland, Oregon. Durante le manifestazioni le donne hanno fatto un “muro di madri” per fronteggiare la polizia.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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