Le società matriarcali erano avanti!

Intervento al convegno “Donne in evoluzione: tra il dovere, il volere e il piacere” tenuto il 26-27 ottobre a L’Aquila. Prima parte

Vi vorrei parlare della società matriarcale che è l’origine dalla nostra storia. Parliamo dell’età della pietra, del neolitico.
Abbiamo generalmente un’idea molto primitiva dell’età delle caverne.

Vi mostro questa immagine : è una Venere di circa 8/9000 anni fa ed è incredibile il livello di realismo.

Venere di Willendorf
Venere di Willendorf

Sono stati ritrovati anche i resti di alcuni insediamenti nella valle del Mississippi: erano costruzioni colossali, delle piramidi tronche che erano diffuse probabilmente in tutte le grandi pianure, servivano per evitare di finire sott’acqua durante le grandi inondazioni.

Queste società sviluppano tutta una serie di scoperte fondamentali. Sono esseri umani che vivono in case con le porte munite di cardini, con i camini. Sono quelli che iniziano una forma primitiva di scrittura simbolica – su questo tema vi consiglio la lettura di un libro fantastico di Marja Gimbutas: Il Linguaggio della Dea che dimostra che prima della scrittura a ideogrammi c’era questa primitiva, anche se non era esattamente una scrittura.

Parità di genere

Questa società ha una caratteristica: ci sono grandissimi insediamenti che non hanno mura difensive, le sepolture sono tutte uguali, non ci sono regge o castelli e in alcune sepolture di maschi si sono trovati oggetti che oggi consideriamo femminili e in alcune sepolture di donna c’erano alcuni oggetti maschili: addirittura delle armi o strumenti per la caccia.

Correttamente si parla di società di partnership, durante il matriarcato le donne non dominavano i maschi, c’era la parità.

Questa società era straordinaria, riesce a compiere delle opere immense, pensate ad esempio alla selezione dei prodotti agricoli: il grano una volta aveva 6/7 semi per spiga, selezionano le piante via via riescono a ottenere piante che hanno 8/10 semi fino ad arrivare a 20/30.

Questi popoli “primitivi” regimentano le acque della pianura del Nilo, così da allargare le aree coltivabili lungo le sponde del fiume.

Il culto della fertilità

La caratteristica fondamentale di questa cultura è il culto della fertilità: è una società gioiosa, che non conosce la guerra, la prostituzione, che non conosce l’omicidio: presso alcune popolazioni dell’Africa quando arrivano gli Europei si accorgono che nel loro vocabolario non esiste la parola omicidio. Questi popoli hanno un senso di libertà straordinario e nel culto della Dea Madre – ovviamente è quello più importante –  per avere la comunione con la Dea Madre ci sono solo due modi: ridere – la risata esplosiva – e il raggiungimento dell’orgasmo. Pensate alla distanza colossale rispetto alla nostra civiltà.

È interessante notare che le tracce dell’esistenza di queste società persistono per millenni e millenni, in Italia ancora nel Medievo, nell’anno 1000, in alcune zone c’era ancora la tradizione del risus pascalis: durante la messa di Pasqua era fondamentale che in Chiesa i fedeli ridessero tutti insieme perché sennò Dio non entrava nell’Ostia. Un’idea fantastica di comunità, di cooperazione e questo è poi il motivo per cui nelle Chiese entravano i giullari che avevano proprio lo scopo religioso di far ridere. Era un momento di grande libertà di espressione.

L’invenzione del turismo di massa

Questa antica cultura aveva addirittura scoperto alcuni meccanismi della genetica: avevano capito che se in un villaggio maschi e femmine continuavano a fare figli solo tra di loro piano piano i figli nascevano meno belli e meno forti, ed ecco che avevano concepito l’ospitalità sessuale: un costume fantastico, ragione per cui all’epoca esisteva già il turismo di massa e chi andava in giro veniva accolto e invitato ad avere rapporti sessuali con tutti gli abitanti del villaggio.

È molto interessante, secondo me, vedere come poi questi costumi si sono evoluti nei secoli perché a un certo punto arrivano i conquistatori dalle steppe euroasiatiche che sono allevatori  e gli allevatori devono proteggere gli armenti, quindi diventano aggressivi, guerrieri.

Verso il 3.000/3500 A.C. arrivano nei villaggi ondate di conquistatori e piano piano questa cultura matriarcale viene anche se non completamente distrutta, integrata e si notano dei cambiamenti progressivi.

Erodoto si scandalizza

Ad esempio Erodoto, un ateniese del terzo secolo a.C. è sconvolto quando arriva a Babilonia e vede davanti al tempio della Dea Madre alcune giovani donne, persino delle principesse, che stanno aspettando che arrivi uno straniero per fare l’amore con lui nel bosco dietro il tempio sacro della Grande Madre.  A Babilonia non ci si poteva sposare se prima non si aveva fatto l’amore con uno straniero.

Il costume è cambiato: non c’è più l’ospitalità sessuale per tutta la vita, la donna deve essere fedele al marito ma per potersi sposare prima deve fare l’amore con uno straniero. La motivazione è che si credeva che il primo rapporto sessuale fosse estremamente pericoloso per l’uomo, quindi i babilonesi avevano pensato bene di farlo fare agli stranieri….

Man mano che gli invasori prendono il potere, il patriarcato cresce sempre di più e quindi non va più bene neanche far l’amore con gli stranieri, ma siccome persiste il pericolo di far l’amore con una vergine, si affida il compito di deflorare la fanciulla a un uomo anziano. Che si sacrifica perché tanto ha già vissuto abbastanza… Quindi il rapporto prematrimoniale con uno straniero viene sostituito con quello con un vecchio che se crepa son poi cavoli suoi.

E la storia continua…. (fine prima parte)

Il sito internet di Donne in Evoluzione

Leggi anche:
La storia di Inanna (Prima parte)
La storia di Inanna (Seconda parte)

Foto di Monica Volpin da Pixabay

Jacopo Fo

Jacopo Fo

Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.

Jacopo Fo

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Scrittore, teatrante, regista, disegnatore, è Direttore creativo di People For Planet.