Lettera aperta alla (presunta) “mamma di Bibbiano”

Corri, mamma (forse non) di Bibbiano e denuncia tutto ciò che sai ai magistrati. Oppure taci. E comunque tua figlia portala al mare.

Cara mamma (forse non) di Bibbiano ti scrivo, 
così mi distraggo un po’. 

“Parlateci di Bibbiano”, dicevano dal pubblico a cui ti sei rivolta domenica dal palco di Pontida durante il raduno annuale del partito della Lega. Bene, parlacene tu, madre di Greta. Tu che, stando a quanto è emerso, non sei un genitore vittima del sistema degli affidi andato in scena per anni a Bibbiano, sei semplicemente una attivista organizzatrice della manifestazione che lo scorso luglio ha protestato davanti Montecitorio contro il sistema nazionale degli affidi dei minori e ha cavalcato il fatto di cronaca, l’inchiesta sul Comune di Bibbiano.

Non sappiamo se tu e tua figlia siate state coinvolte in altre vicende simili, legate ad affidi illeciti, non sappiamo nemmeno se tua figlia si chiami davvero Greta.

Con questo nome l’ha accolta Matteo Salvini, domenica, sul palco a Pontida prima di abbracciarla durante i saluti finali. Così l’ha apostrofata via Twitter nei giorni seguenti: «Ringrazio questa mamma e questa bimba, che hanno avuto coraggio: Greta è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà, a Bibbiano e in altri Comuni Italiani. Greta per fortuna è tornata a casa, altri ancora no». 

Perché non ci parli tu, mamma di Greta, di Bibbiano? 

Noi, di Bibbiano sappiamo quello che è emerso dalle 277 pagine di ordinanza di custodia cautelare scritte dai magistrati. Sappiamo che dei presunti responsabili, 29 in tutto, alcuni sono stati arrestati, altri indagati, altri ancora verranno processati. Sappiamo che nulla si sta facendo per nascondere il presunto (fino a prova contraria l’Italia è ancora un Paese garantista) e orribile sistema criminale a danno di decine di famiglie e bambini. Per tutta l’estate non è passato giorno senza che trasmissioni di approfondimento come Mattino 5 non abbiano raccolto e diffuso novità, inchieste e scoop sul caso. Se per una sera il Tg per non trasmette un servizio su Bibbiano non significa che le indagini si sono arrestate o non vanno avanti. Sembra incredibile, mamma (forse non) di Bibbiano, ma è così. 

Se tu, però, hai ritenuto necessario prestare l’immagine tua e di tua figlia alla propaganda di chi strepita che il Pd sapeva tutto, che ha sempre saputo tutto e ha sempre taciuto, che è invischiato in traffici illeciti, che è al soldo delle lobby omosessuali, forse sai qualcosa in più, tu.

Diccelo, per favore. Vogliamo sapere tutto, anche quello che ci sfugge ma che con ogni evidenza tu sai. Noi sappiamo che il sindaco, iscritto al Pd di Bibbiano, è stato arrestato per non aver seguito “la procedura amministrativa corretta per l’affidamento dei servizi e di un immobile”. Che lo stesso Procuratore Mescolini ha dichiarato che il sindaco «Non è coinvolto nei crimini contro minori». Testuali parole. Che il sindaco di Bibbiano appartenga al Pd, lo troviamo insignificante. Fosse stato della Lega avremmo pensato lo stesso, e cioè che, in questa vicenda, l’appartenenza partitica del sindaco di un paesetto coinvolto solo di striscio è insignificante. Ovviamente, l’abuso di ufficio, quando di mezzo ci sono i bambini, risulta particolarmente urticante. Ma il Pd, come partito, non c’entra, come non c’entrerebbe nessun altro partito. C’era un passaggio, nel d.d.l. di Simone Pillon firmato da Lega e approvato da 3 Senatori su 5 del Movimento 5 stelle (contrari Giarrusso e Piarulli, Di Maio ha letto solo i tempi paritetici dell’affidamento senza leggere il resto) che forse ti è sfuggito, mamma presunta di Bibbiano. 

“Il giudice, nei casi di cui all’articolo 342-bis, può in ogni caso disporre l’inversione della residenza abituale del figlio minore presso l’altro genitore oppure limitare i tempi di permanenza del minore presso il genitore inadempiente, ovvero disporre il collocamento provvisorio del minore presso apposita struttura specializzata, previa redazione da parte di servizi sociali o degli operatori della struttura di uno specifico programma per il pieno recupero della bigenitorialità del minore”. 

Il d.d.l. di Pillon prevedeva l’eventualità che un giudice potesse stabilire di togliere l’affidamento a uno dei due coniugi (separati) sulla base del sospetto che l’altro ex partner potesse avere “convinto” il figlio ad “alienare” il padre o la madre. Se ritenuto plagiato, il figlio sarebbe stato affidato al genitore “rifiutato”. Una manovra pericolosa, vischiosa, che avrebbe aperto la strada a forzature a svantaggio dei minori. Proprio come è successo a Bibbiano. La politica, però, non c’entra niente, lo sappiamo, perciò mai ci sogneremmo di strumentalizzare il d.d.l. di Pillon con l’inchiesta di Bibbiano. Stiamo a Bibbiano, non nei partiti politici, non su un palco e neppure su Twitter.

Se hai portato tua figlia, spacciandola per una bambina coinvolta nei fatti di Bibbiano, è perché tu, mamma di Greta, sai qualcosa che i magistrati non sanno e che noi ignoriamo. Perché taci sui fatti di Bibbiano? Il comizio a Pontida è finito. Corri, mamma (forse non) di Bibbiano e denuncia tutto ai magistrati. Poi diccelo anche a noi.

Oppure taci. E comunque tua figlia portala al mare anziché a Pontida.

Immagine di copertina: Madame Le Brun – Autoritratto (1789)

Stela Xhunga

Stela Xhunga