Lettera dalla Svezia

Un’amica mi scrive come va nel Paese che ha scelto di non confinare la popolazione

La situazione qui è molto strana. A essere onesti le cose non vanno normalmente. Tutto è così silenzioso, molti lavorano da casa e ci sono poche persone in giro, per strada, sui treni e così via. Fa un po’ strano, sembra che qualcosa di soprannaturale stia per avvenire. Eppure, le scuole sono aperte – soprattutto perché molti genitori lavorano a tempo pieno e il governo ha paura a bloccare l’economia. Forse hanno paura anche del fatto che, se chiudono le scuole, i nonni finirebbero a occuparsi dei bambini, e si contagerebbero.

Per ovvie ragioni, tutti sono paranoici rispetto ai raffreddori. E questo è un grosso problema per me, che ho praticamente sempre e da sempre il raffreddore, che si aggrava in questa stagione con l’allergia ai pollini. Mi sento costantemente in colpa e credo di aver sviluppato un disturbo psicosomatico perché, non appena entro in contatto con qualcuno, inizio a tossire e il mio naso cola.  

Sono rimasta a casa in confinamento volontario per un paio di settimane, perché avevo tosse e mal di gola. Ieri stavo meglio e sono andata io a prendere i bambini, il mio grande dalla scuola elementare e il piccolo Elias alla materna. Esattamente nel momento in cui ho iniziato a parlare con la maestra di Elias sono stata presa da un attacco di tosse e tiravo su col naso in continuazione. Identica situazione poco dopo, nella scuola di Alex, tanto che sono rimasta muta, sguardo basso, completamente concentrata nel tentativo di imbrogliare la forza di gravità e fermare il mio naso.

Rispetto alle scelte del nostro governo, non so davvero cosa pensare. Io e Liam ne discutiamo ogni sera, ma non arriviamo da nessuna parte né capiamo che tipo di rischio stiamo correndo. Vero: la Svezia è diversa dall’Italia. È meno densamente popolata, e le persone anziane tendono a vivere da sole, quindi sono forse più facili da isolare. Gli svedesi sono sicuramente meno socievoli rispetto ai britannici o agli italiani. Non vanno al pub, poco anche in bar e ristoranti, tendono a socializzare in casa. Dall’altro lato però, ci sembra assurdo che viaggiare da e per Stoccolma sia ancora possibile, quando ormai ci sono così tanti casi anche da noi. Pffff… Non lo so. Liam lavora da casa perché hanno chiuso le università. Ma i bimbi vanno a scuola: siamo preoccupati per Elias, perché è immunodepresso ed eravamo in ospedale appena prima di Natale. Però si dice che i bimbi siano a minor rischio, ne sai qualcosa? (Correggimi se sbaglio, davvero non sono sicura che sia così). Alexander va alla scuola dell’obbligo, quindi anche se tenessi a casa Elias, potrebbe contagiarlo il fratello grande. E io? Io se non vado al lavoro mi licenziano.

C’è solo una cosa che mi fa cadere le braccia. La totale fiducia che hanno tutti rispetto all’autorità. Sono come bambini con la mamma: quasi tutti si fidano ciecamente e fanno esattamente quel che viene detto. Mettere in dubbio le cose, e creare problemi non è proprio nello stile svedese. (Ah, dovresti vedere lo standard giornalistico qui: sono senza speranza!) Non ricordo più quante persone mi hanno detto che “in Svezia non c’è molta corruzione”. Ah! Ci saranno anche tante cose buone in Svezia (e ce ne sono, è vero!) ma questo è un aspetto che mi fa impazzire.

Comunque sia…spero tanto che da te le cose migliorino presto. Mi rendo conto che non posso immaginare cosa state vivendo a Milano. Immagino che vivrai alla giornata. Mi solleva sapere che state tutti bene, anche se è probabile che il tuo umore e la tua testa non se la passino al meglio. Stiamo invecchiando mia cara, io e Liam siamo proprio una coppia di mezza età ormai. Ogni tanto immagino di trasferirmi a vivere in un camper, nel mezzo di una campagna isolata, e passare i miei giorni con gli stivali di gomma, a occuparmi delle mie api e dei miei cavoli, mentre do da mangiare alle galline. E alle capre! Ti ho mai detto che adoro le capre?

Vabbè, meglio che vada. Ti abbraccio forte. State attentissimi e scrivimi presto!

Charlotte xxx

Leggi anche:
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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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