Libertà per Patrick Zaki

Libertà per Patrick Zaki

Udienza rinviata per la quinta volta a causa del coronavirus

Patrick George Zaki, 27 anni, attivista e ricercatore dell’Università di Bologna, arrestato all’aeroporto del Cairo in data 7 febbraio 2020, rimarrà in detenzione preventiva fino a data da destinarsi, a causa della diffusione del coronavirus.

Lo studente è stato incarcerato con l’accusa di propaganda sovversiva, “diffusione di notize false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione a crimini terroristici”. La motivazione? La sua posizione in materia di difesa di diritti umani espressa sui social media.

L’udienza che avrebbe dovuto interrompere o estendere la carcerazione preventiva è stata rimandata, per la quinta volta consecutiva, a data da destinarsi. Ma il nostro interesse per questo prigioniero politico non deve essere accantonato a causa dell’emergenza sanitaria, poiché, come ha dichiarato in una nota ufficiale Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, “L’obiettivo della detenzione preventiva prolungata è di consegnare un prigioniero all’oblio. Per questo, è fondamentale che in vista delle udienze che eventualmente seguiranno, non si disperdano l’entusiasmo, l’emozione e la solidarietà dell’ultimo mese e che ognuno continui a fare la sua parte”.

Patrick George Zaki resterà, quindi, nel carcere di Tora al Cairo, senza possibilità di ricevere visite esterne.

La diffusione del coronavirus nelle prigioni egiziane, luoghi sovraffollati e privi di norme igieniche, in cui è impossibile rispettare la distanza di sicurezza, rappresenterebbe una tragedia, soprattutto per soggetti deboli come Patrick, malato d’asma.

La preoccupazione cresce: il rischio di contagio nelle carceri egiziane, che ospitano più di 60mila prigionieri politici, è molto elevato e nell’eventualità che il virus penetrasse quelle mura, si diffonderebbe velocemente, con risvolti sicuramente drammatici.

L’Egitto è fermo: è stato imposto il corpifuoco dalle sette di sera alle sei del mattino, tutte le attività sono chiuse e i tribunali non riapriranno prima del 23 aprile.

Questi continui rinvii sanno di accanimento, ha dichiarato Riccardo Noury. Se le udienze al Cairo non si svolgono per paura del contagio da Covid-19, allora Patrick George Zaki, che oltre a essere innocente è anche persona a rischio di contagio, sia rilasciato immediatamente. Purtroppo Patrick è ostaggio di questa situazione”.

Proprio per questo motivo, in un momento così complicato e incerto, l’attenzione nei confronti di Patrick deve rimanere alta.

Firma anche tu la petizione di Amnesty International per richiedere la scarcerazione immediata del giovane attivista.

[Fonte immagine: Amnesty International Italia]

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Maria Grazia Cantalupo

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Social Media Manager di People For Planet

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