L’indagine di Legambiente: le spiagge italiane sono sommerse dai rifiuti

L’indagine di Legambiente: le spiagge italiane sono sommerse dai rifiuti

L’80% è plastica

Siamo nel pieno dell’estate 2020 e a molti sarà capitato di trascorrere una giornata al mare, in compagnia della propria famiglia, amici e … degli immancabili rifiuti abbandonati sulle nostre spiagge.

L’indagine “Beach Litter 2020” condotta ogni anno da Legambiente ha dimostrato che i litorali italiani sono letteralmente sommersi dai più svariati rifiuti, a partire dai fastidiosissimi e intramontabili mozziconi di sigaretta, agli oggetti in plastica monouso, fino a giungere alla nuova piaga ambientale: guanti e mascherine.

La responsabilità di questa vergognosa situazione non può essere ricondotta soltanto all’inciviltà umana, ma anche alla “mancata depurazione, cattiva gestione dei rifiuti sulla terraferma che, attraverso corsi d’acqua e scarichi, arrivano in mare e sui litorali.”

654 rifiuti ogni cento metri di spiaggia

I volontari di Legambiente si sono imbattuti in 654 rifiuti ogni cento metri di spiaggia; praticamente un rifiuto a ogni passo. E’ allucinante: su 43 spiagge monitorate in 13 regioni italiane è stato censito un totale di 28.137 rifiuti in un’area di 189 mila metri quadri.

L’80% è plastica, la piaga del secolo: nonostante il lockdown abbia imposto il blocco di tutte le attività, la paura della diffusione del contagio ha provocato un ritorno all’usa e getta, nonostante il diviento, sancito dall’Unione Europea, di utilizzo di plastica monouso entro il 2021.

Non solo plastica

Le nostre spiagge non sono invase soltanto dalla plastica, che può impiegare fino a 450 anni per degradarsi, ma anche da vetro/ceramica (10%), metallo (3%), carta/cartone (2%), gomma (2%), legno lavorato (1%). Alcuni litorali sono diventati delle vere e proprie discariche abusive. La situazione è davvero vergognosa.

Quasi la metà dei rifiuti monitorati riguarda proprio i prodotti al centro della direttiva europea sulla plastica monouso: anche alla luce di questi risultati l’Italia deve recepirla prima della scadenza del luglio 2021 – ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –  Dopo la messa al bando dei cotton fioc non biodegradabili e delle microplastiche nei cosmetici, cui abbiamo contribuito con le nostre instancabili denunce, diverse delibere comunali hanno anticipato il bando delle stoviglie usa e getta, e intere catene di supermercati ne hanno abolito la vendita: non possiamo vanificare gli sforzi fatti verso l’adeguamento alla direttiva, che vieterà alcuni prodotti monouso sul territorio nazionale e indicherà forti limitazioni e la responsabilità estesa dei produttori ad altri prodotti”.

Legambiente invita alla responsabilità del singolo cittadino, non solo attraverso la giusta differenziazione de rifiuti, ma anche grazie a scelte consapevoli, che mirino a ridurre il più possibile l’utilizzo di materiali non riciclabili, che fanno male all’ambiente, ai nostri mari e, di conseguenza, alla nostra salute e a quella dell’ecosistema.

#GolettaChallenge

Al fine di prenderci cura del nostro mare e delle nostre spiagge, Legambiente ha lanciato la sfida social #GolettaChallenge: a chi aderirà sarà chiesto di ripulire dai rifiuti un pezzetto di spiaggia e di condividere la foto sui social, sfidando tre o più amici a fare altrettanto e includendo nel post il tag di Legambiente e l’hashtag #GolettaChallenge.

Vogliamo davvero navigare in un mare di plastica?

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Maria Grazia Cantalupo

Maria Grazia Cantalupo

Social Media Manager di People For Planet

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