L’India arresta la sua Greta Thunberg e il mondo insorge

Disha Ravi si batte per il clima e la conservazione nel suo Paese

Disha Ravi vive a Bangalore, città meridionale dell’India. Da sempre è attiva nella sua comunità nel ripulire laghi, piantare alberi e combattere contro l’abuso e l’abbandono della plastica monouso nell’ambiente. Ha partecipato a seminari, ha manifestato per le strade chiedendo azioni per il clima, ama gli animali e si è espressa contro il sessismo e la pena capitale. Vegana e unica nella sua famiglia a guadagnare uno stipendio, lavora per un’azienda locale che produce alimenti a base vegetale.

Disha Ravi è anche una delle fondatrici dell’ala locale di Fridays For Future, movimento globale nato dall’attivista svedese Greta Thunberg. Tra le altre cause, ha partecipato a campagne per preservare il macaco dalla coda di leone indiano e bloccare una centrale idroelettrica locale.

Mai come Greta

Il cambiamento climatico l’ha sempre preoccupata, abitando in una città sempre più spesso soggetta ad alluvioni. Il suo impegno l’ha portata alla fama, ma come ha detto lo scorso anno alla rivista Vogue, mai come altre giovani attiviste nel mondo: “Le persone di colore soffrono in prima persona della crisi climatica eppure molte persone non ci prestano l’attenzione di cui abbiamo bisogno. Il fatto che si scelga di ascoltare una persona bianca sullo stesso argomento piuttosto che una persona di colore, per me, è il razzismo ambientale”. Studentessa brillante, laureata in economia aziendale con una specializzazione in finanza, la giovane attivista ama le canzoni di Bollywood e i programmi di Netflix, ama cucinare e giocare con il suo cane. Vuole continuare a studiare conservazione, come il suo idolo, Jane Goodall.

Arrestata per una condivisione

Amici e colleghi sostengono che sia un’attivista rispettosa della legge, eppure l’India l’ha appena arrestata per sedizione.

Molte città hanno visto ragazzini scendere in piazza per protesta. “L’arresto di Ravi è una chiara minaccia e una intimidazione”, gridavano. Alle proteste nel paese si è aggiunta un’ondata di indignazione internazionale: tra le migliaia di sostenitori della Greta indiana c’è anche Meena Harris, nipote della Vice Presidente Usa, Kamala, che ha lanciato un thread su twitter. Oltre 15mila persone in tutto il mondo hanno sottoscritto in poche ore una petizione sul sito Change.org chiedendo il rilascio di Disha.

Il sostegno ai contadini

Il motivo di tutto questo è la condivisione di un documento, lo scorso fine settimana, che punta a sostenere gli agricoltori nella loro protesta contro le nuove leggi di riforma agricola. La polizia dice che è stata una “cospiratrice chiave” nella formulazione e diffusione “del documento che suggeriva modi per aiutare gli agricoltori”, già twittato da Greta Thunberg. Si trattava di “un invito a ribellarsi con una guerra economica, sociale, culturale e regionale contro l’India”, ha però commentato la polizia: la signora Ravi “ha collaborato a diffondere disaffezione contro lo Stato indiano”. Insomma, è più difficile fare l’attivista nel sud del mondo, e certamente non ripaga in celebrità ed efficacia.

Ma come detto l’arresto ha scatenato proteste e indignazione tra molti indiani. Il primo ministro di Delhi, all’opposizione, l’ha definito “un attacco senza precedenti alla democrazia“. Un giornalista si è chiesto come “la modifica di documenti pubblicamente disponibili che aiutano le persone a coordinare le opinioni in disaccordo con quelle del governo possa essere un atto di sedizione”. Un altro giornalista ha twittato: “Il messaggio è chiaro: rinchiudete i vostri figli, smettetela di protestare o lo faremo”.

Fridays for Future sotto la lente

Ma non è la prima volta che la polizia indiana usa il pugno di ferro contro gli ambientalisti. Lo scorso luglio, la polizia di Delhi ha temporaneamente bloccato il sito web di Fridays For Future India, definendone il contenuto “discutibile” e descrivendo un “atto illegale o terroristico“. I suoi membri hanno risposto che avevano semplicemente inviato migliaia di e-mail al ministero dell’ambiente, in segno di protesta contro una legge ambientale. “Solo un governo che mette il profitto sopra la gente prenderebbe in considerazione la richiesta di aria pulita, acqua pulita e un pianeta vivibile come un atto di terrorismo “, aveva commentato all’epoca Ravi.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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