L’inquinamento industriale uccide ancora: 12mila morti in Italia

Nei 319 comuni monitorati nel V Rapporto Sentieri-Epidemiol Prev 2019 – promosso dal Ministero per la Salute – è stato rilevato un eccesso di 12mila morti rispetto alla norma

Ovvero, dodicimila morti in più rispetto alle attese in aree corrispondenti a 45 siti in tutta Italia, aree con una presenza pesante di inquinamento diffuso. I dati diffusi sono preoccupanti anche perché, per la prima volta, questo studio analizza la salute di bambini e adolescenti, oltre che degli adulti, e riscontra percentuali più alte e fuori dalla media sia di ricoveri, che di patologie e anomalie. 319 dunque i Comuni interessati, con una popolazione residente (Censimento 2011) di circa 5.900.000 abitanti. Per ogni Regione, come si vede dalla cartografia, sono presenti più siti.

Le zone che riportano questi dati non confortanti purtroppo sono tante: da Casal Monferrato, in Piemonte, zona di produzione dell’Eternit, alle acciaierie di Terni, al petrolchimico di Augusta. I siti individuati fanno parte dell’elenco dei “siti contaminati di interesse per le bonifiche”: si tratta per lo più di discariche di amianto, di ex stabilimenti industriali (chimici, petrolchimici, raffinerie o impianti siderurgici), di aree portuali, di falde contaminate, discariche e inceneritori.

Il V Rapporto Sentieri- Epidemiol Prev 2019 costituisce l’aggiornamento del programma di sorveglianza epidemiologica nei siti contaminati di interesse per le bonifiche, indaga annualmente l’Italia dei siti contaminati valutando l’incidenza o meno di patologie associate o associabili a questi luoghi.

Sentieri, come specifica il Rapporto, adotta un approccio multi esito basato su sistemi informativi sanitari correnti: mortalità e ricoveri specifici per causa, incidenza oncologica, prevalenza di anomalie congenite, salute infantile, pediatrica, adolescenziale e dei giovani adulti. Lo studio mostra eccessi di patologie, ovvero valori più alti del valore atteso calcolato su base regionale, in territori caratterizzati dalla presenza di fonti di esposizione ambientale, che sono dunque potenzialmente associate alle patologie studiate. Potenzialmente perché lo studio non analizza altri fattori che potrebbero concorrere, ovvero fattori socio-economici, stili di vita, disponibilità e qualità dei servizi sanitari, per dirne alcuni. Un altro limite dell’indagine, è specificato, è determinato dalla frammentazione delle informazioni relative alla tipologia di inquinanti presenti nei siti e nelle diverse matrici (aria, acqua, suolo).

 Questi limiti, che potranno essere forse superati da indagini più spinte e con dati ancora più numerosi, non inficiano però quanto riscontrato ad oggi, ovvero una correlazione con un’incidenza maggiore di casi (mortalità e ricoveri) nei 45 siti rispetto ad altri luoghi.

In sintesi: è stato rilevato un eccesso globale di 5.267 e 6.725 morti rispettivamente nella popolazione maschile e femminile, quasi 12.000 persone, di cui oltre 5.000 per patologie oncologiche. L’eccesso dovuto a patologie oncologiche è risultato infatti pari a 3.375 uomini e 1.910 donne. Il Rapporto mostra i dati riferiti ad ogni singolo sito ed entra nel dettaglio delle patologie riscontrate.

“Facendo riferimento alle patologie di interesse eziologico a priori – si legge nel Rapporto – gli eccessi più evidenti risultano essere relativi al mesotelioma maligno, ai tumori maligni del polmone, del colon, dello stomaco, e alle patologie respiratorie benigne. Gli eccessi tumorali si osservano prevalentemente nei siti con presenza di impianti chimici, petrolchimici e raffinerie, e nelle aree nelle quali vengono abbandonati rifiuti pericolosi”.

Le patologie respiratorie benigne sono presenti in eccesso anche nelle aree in cui insistono impianti siderurgici e centrali elettriche, le patologie tumorali legate alla presenza di amianto si rilevano in eccesso anche nei siti petrolchimici e siderurgici, dove in passato era molto diffuso l’uso dell’amianto e di fluoro—edenite, come agenti isolanti.

Per la prima volta quest’anno il Rapporto valuta lo stato di salute di bambini ed adolescenti (1.160.000 soggetti di età tra 0-19 anni) e dei giovani adulti (660.000 soggetti di età dai 20-29 anni).

Nel primo anno di vita è stato rilevato un eccesso di 7.000 ricoveri, 2.000 dei quali per condizioni di origine perinatale. In età pediatrica (0-14 anni) è stato osservato un eccesso di 22.000 ricoveri per tutte le cause: 4.000 dovuti a problemi respiratori acuti e 2.000 ad asma. Per l’incidenza oncologica nella fascia di età compresa tra 0 e 24 anni sono stati diagnosticati 666 nuovi casi pari ad un eccesso del 9% prevalentemente dovuti a sarcomi dei tessuti molli, linfomi non Hodgkin, leucemie mieloidi, e tumori nel testicolo.

In sette dei 15 siti coperti dai Registri delle anomalie congenite, dove dunque è stato possibile avere a disposizione questi dati, sono stati rilevati eccessi nella prevalenza alla nascita per tutte le anomalie. Eccessi specifici riguardano: organi genitali, cuore, arti, sistema nervoso, apparato digerente e apparato urinario.

Altre fonti:
https://ilsalvagente.it/2019/06/07/rapporto-sentieri-in-italia-12mila-morti-legati-allinquinamento-industriale/59749/

Immagine di copertina: Disegno di Armando Tondo

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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