obesità pianeta

L’insostenibile obesità: è arrivato l’indice che misura l’impatto ambientale dei kg in eccesso

Salute-uomo e Salute-pianeta, due binomi sempre più legati tra loro

Diete più sane e “sostenibili”: un’esigenza non solo per la nostra salute ma anche per quella dell’ambiente. È ciò che emerge dalle prime battute di Nutrimi, il Forum di Nutrizione Pratica che questa mattina ha inaugurato la sua XV edizione. Tra i relatori che hanno trattato la tematica, la testimonianza del Prof. Mauro Serafini ha riscontrato interesse il suo approccio innovativo allo studio sull’impatto ecologico dell’obesità.

Durante il suo intervento ha più volte sottolineato l’importanza di adottare una dieta che pensi in un’ottica di salute-uomo e salute-pianeta, due binomi sempre più legati tra loro.

«Il nocciolo della questione da un punto di vista ambientale e salutistico, si basa sull’aumento esponenziale dei consumi di alimenti ultra-processati che ha portato a una crescita generalizzata dell’apporto calorico e a regimi nutrizionalmente sbilanciati, responsabili dell’epidemia obesigena e delle connesse patologie degenerative che impattano anche sull’ambiente. Ogni volta che consumiamo un pasto ad alto contenuto energetico, o sbilanciato dal punto di vista nutrizionale, causiamo nel nostro organismo uno stress post-prandiale, inducendo meccanismi di protezione endogena che coinvolgono il sistema immunitario.» ha commentato il Prof. Serafini, che aggiunge «Il consumo in eccesso di questi cibi “stressogeni” rappresenta un danno non solo per la salute dell’individuo, ma anche un costo enorme per il Pianeta, date le emissioni di anidride carbonica prodotte lungo la filiera alimentare»

Su queste riflessioni si basa l’innovativo indice Spreco Alimentare Metabolico, basato su un nuovo tipo di spreco che valuta i kg di cibo “sprecato”, i kg in eccesso di una persona con problemi di sovrappeso e obesità, e il suo impatto ambientale in termini di emissioni di CO2, consumo di acqua e di terreno.

Ne risulta che, a livello mondiale, la condizione obesigena porta a uno spreco di 141 milioni di tonnellate di cibo, di cui oltre 2 milioni di tonnellate riguardano la sola popolazione italiana: dei risultati che, ancora una volta, dimostrano «l’insostenibilità dell’obesità, intesa come una condizione dannosa per la salute dell’uomo ma anche del pianeta».

[L’impatto ecologico dell’obesità: dallo spreco metabolico all'”eco-funzionalità” alimentare a cura di Mauro Serafini, Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agro-Alimentari e Ambientali, Università di Teramo; Consiglio Direttivo SISA – Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione]

Articolo di Nutrimi.it

Redazione People For Planet

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