Listeriosi: in Spagna è epidemia

Conosciamo meglio questo batterio e impariamo cosa fare per prevenire il contagio

Diramata dalle autorità spagnole un’allerta mondiale: in questo periodo sono molti i turisti presenti su territorio iberico potenzialmente a rischio di contagio.

Oltre 532 contagi sospetti, 193 casi confermati, tre decessi. E’ questo attualmente il bilancio dell’epidemia di listeriosi che ha colpito una decina di giorni fa la Spagna, in particolare la regione meridionale dell’Andalusia, dove è stato registrato il maggior numero di infezioni. Cui si è aggiunto, l’altro ieri, il primo caso fuori dai confini iberici, un cittadino britannico che si sarebbe infettato durante la sua permanenza in Andalusia. Le autorità spagnole hanno diramato in via precauzionale un’allerta mondiale: in questo periodo infatti sono molti i turisti provenienti dall’estero presenti in territorio iberico, e quindi potenzialmente a rischio di contagio.

La buona notizia è che l’epidemia sta iniziando a rallentare: nella giornata dell’altro ieri (26 agosto) è infatti stato confermato un solo nuovo caso, portando i contagi accertati a 193.

Carne contaminata

A scatenare l’epidemia della tossinfezione alimentare che ha colpito la Spagna e soprattutto la regione dell’Andalusia sembrerebbe essere stato il consumo di “carne mechada” (affettato di arrosto di maiale tipico della regione) prodotta dalla  Magrudis, società con sede a Siviglia. Secondo il quotidiano spagnolo El Pais, infatti, sia il carrello del forno che gli aghi da lardo utilizzati per produrre il particolare tipo di carne sono risultati positivi alla presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Cos’è la listeriosi

La listeriosi è un’infezione causata da Listeria monocytogenes, un batterio comunemente presente nel terreno, nell’acqua, nella vegetazione e nelle feci di molte specie animali. Solitamente è data dall’ingestione di cibo contaminato e per questo motivo viene classificata fra le tossinfezioni alimentari, ovvero le infezioni malattie trasmesse attraverso gli alimenti. Tra i cibi che possono trasmettere l’infezione ci sono pesce, carne e verdure crudi, latte non pastorizzato, formaggi a pasta molle, cibi trasformati e pronti all’uso. L’incubazione media è di tre settimane, ma può prolungarsi fino a 70 giorni.

I sintomi

La sintomatologia che accompagna la listeriosi è molto variabile: può essere assente o presentarsi simile a quella delle sindromi simil-influenzali con febbre, dolori muscolari, malessere generalizzato, spossatezza, diarrea, nausea e vomito, fino ad arrivare a encefaliti, meningiti e forme acute di sepsi (questi ultimi sintomi sono tipici della forma più grave di listeriosi, detta anche “sistemica”, che dall’intestino si diffonde nel sangue e in tutto l’organismo, arrivando al sistema nervoso).

Se contratta da persone adulte e in salute solitamente la listeriosi non comporta gravi problemi. Particolare attenzione deve invece essere posta alle persone più fragili come bambini piccoli, anziani e soggetti con le difese immunitarie compromesse, che rischiano le conseguenze più gravi nelle forme severe dell’infezione, e alle donne in gravidanza: l’infezione contratta durante la gestazione può infatti comportare serie conseguenze sul nascituro (morte fetale, aborto, parto prematuro). Soprattutto nei casi più delicati a fare la differenza è una diagnosi tempestiva.

Come evitare il contagio

Poiché il batterio Listeria monocytogenes è molto diffuso nell’ambiente è praticamente impossibile scongiurare completamente il contagio. È però possibile ridurre al minimo il rischio di infezione rispettando una buona prassi igienica nella preparazione dei cibi e, in generale, a livello alimentare. In particolare, come si legge su EpiCentro, il portale di epidemiologia per gli operatori sanitari dell’Istituto superiore di sanità (Iss), diverse sono le raccomandazioni per la prevenzione della listeriosi:

Raccomandazioni per il lavaggio e la manipolazione degli alimenti:

  • risciacquare accuratamente gli alimenti crudi, come frutta e verdura, sotto l’acqua corrente prima di mangiarli, tagliarli o cuocerli (anche se verranno sbucciati)
  • pulire alimenti come meloni e cetrioli con una spazzola pulita
  • asciugare i prodotti con un panno pulito o un tovagliolo di carta
  • separare le carni crude dalle verdure e dai cibi cotti e pronti al consumo.

Raccomandazioni per la cucina:

  • lavare le mani, i coltelli, i piani di lavoro, e i taglieri dopo manipolazione e la preparazione cibi crudi
  • mantenere la temperatura del frigorifero entro i 4°C e del congelatore sotto i -17°C
  • mantenere il frigorifero pulito, soprattutto da avanzi di carni cruda
  • pulire le pareti interne e ripiani del frigorifero con acqua calda e sapone liquido.

Raccomandazioni per la cottura della carne:

  • cuocere accuratamente e completamente il cibo derivato da animali.

Raccomandazioni per la conservazione sicura degli alimenti:

  • consumare i prodotti precotti, o pronti per il consumo alimentare, appena possibile
  • non conservare i prodotti refrigerati oltre la data di scadenza
  • dividere gli avanzi di cibo in contenitori poco profondi così da farli raffreddare più velocemente, chiuderli e consumarli entro 3-4 giorni.

Raccomandazioni sui cibi da preferire/evitare:

  • non mangiare formaggi molli (o bere latte) se non si ha la certezza che siano prodotti con latte pastorizzato.

In particolare i soggetti a rischio come le donne in gravidanza e le persone immunodepresse dovrebbero anche:

  • evitare di mangiare panini contenenti carni o altri prodotti elaborati da gastronomia senza che questi vengano nuovamente scaldati ad alte temperature
  • evitare di contaminare i cibi in preparazione con cibi crudi e/o provenienti dai banconi dei supermercati
  • non mangiare paté di carne freschi e non inscatolati
  • non mangiare pesce affumicato, a meno che non sia inscatolato in forme che non deperiscono a breve scadenza.
Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.