L’Italia non è un paese per neonati

Per il settimo anno consecutivo record negativo di nascite

435.000 nascite nel 2019, 439.000 nel 2018, 458.000 nel 2017. Per il settimo anno consecutivo l’Italia batte il proprio record negativo delle nascite.

Non è necessariamente un dato negativo, se…

Il declino delle nascite non è necessariamente una cosa negativa, purché sia una scelta delle persone e non una costrizione dettata dalle ristrettezze e dall’incertezza del futuro.

Se avviene in condizioni di benessere può essere un riflesso di una migliore istruzione e di un migliore accesso al mondo del lavoro per le donne, di una maggiore libertà di scelta in materia di procreazione.

Un modello di società incompatibile con la procreazione

Ma può essere causato anche dal fallimento di un modello di società incapace di rendere compatibile il lavoro e la vita familiare, dalla incapacità di offrire prospettive credibili alle persone. Se c’è incertezza sul futuro la voglia di far nascere nuove vite ovviamente diminuisce. In questi casi avere meno figli o non averne affatto non è frutto di una scelta ma è dettato da un vincolo legato a una serie di circostanze sfavorevoli.

Il capitalismo globale come lo pratichiamo oggi si traduce in un livello esorbitante di ricchezza per pochi e un’immensa precarietà per molti. Queste condizioni economiche creano un contesto sociale sfavorevole alla costituzione di una famiglia: per molti l’orario di lavoro si allunga mentre diminuisce la retribuzione. E, di fronte alla legge della giungla che prevale sempre di più nelle nostre economie, i genitori sono costretti a offrire ai loro figli una presenza attenta e un’istruzione costosa, che alimenta l’ansia degli aspiranti alla genitorialità.

Il caso Grecia e il caso Germania

La rivista Limes attribuisce il fenomeno essenzialmente a fattori economici e descrive lo scenario italiano come uno scenario alla greca, un paese che al culmine della sua crisi economica “ha visto il numero di nascite diminuire del 20,4% tra il 2008 e il 2013, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato di quasi 20%”.

Che il fenomeno della natalità sia legato allo stato di salute dell’economia e quindi al livello di agiatezza delle famiglie è testimoniato anche da un esempio opposto a quello della Grecia, che ci viene dalla Germania la cui economia negli ultimi anni non ha avuto crisi particolari. Qui i neonati sono passati da 663.000 nel 2011 a 790.000 nell’ultimo anno, con un incremento del 19%.

Nuove nascite, speranza per il pianeta

Un basso tasso di natalità è sostanzialmente il sintomo di una malattia molto più grande.  Come ha scritto Anna Louie Sussman per il NYT:

“In tutto il mondo, le condizioni economiche, sociali ed ecologiche si comportano come degli insidiosi contraccettivi.”

Nuove vite significano nuove speranze per il pianeta. Dare speranze al pianeta aiuterà a far nascere nuove vite.

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Foto di Jonathan Borba

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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