I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?

Denunciamo una vergogna che comporta un salasso immotivato per le famiglie italiane

Generici poco competitivi, mancata rimborsabilità, confezioni piccole. In Italia diversi medicinali da automedicazione e senza obbligo di prescrizione hanno prezzi maggiorati rispetto al resto d’Europa.

INDICE
In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più
Come è possibile che questo accada?
Paracetamolo e Ibuprofene a confronto
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Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti
I commenti dei lettori

In Italia paghiamo i farmaci da banco fino a 6 volte di più

Il signor Bruno è in Francia in vacanza e, nonostante i ritmi rilassati e l’uso degli occhiali da sole, i suoi occhi si arrossano e prudono. Così entra in una farmacia per comprare le lacrime artificiali, fidate compagne nella vita di tutti i giorni: senza, i suoi occhi proprio non collaborano. Il farmacista gli dà un flacone al costo di 1,50 euro. La cosa lo meraviglia: in Italia costano molto di più, in farmacia da 7 euro in su. Allora mostra al farmacista una confezione vuota che ha con sé e gli chiede gentilmente di controllare se il prodotto che gli sta vendendo è effettivamente analogo. Il farmacista controlla la composizione e gli dice, non senza stupore dopo aver visto il prezzo italiano, che sono effettivamente lo stesso prodotto. Poi ipotizza, per giustificare l’evidente differenza di prezzo, che forse la confezione italiana contiene più liquido: e invece a uno sguardo più attento emerge il contrario: il flacone italiano, oltre a essere molto più costoso, è anche più piccolo. Bruno paga ed esce. Mette le lacrime artificiali e i suoi occhi subito ringraziano. E insieme a loro anche il portafogli, perché ha speso un quinto di quello che avrebbe pagato in Italia.

Il nostro amico Bruno per questa volta ha risparmiato, ma non appena tornerà in Italia dovrà acquistare le lacrime artificiali allo stesso prezzo di sempre, pari cioè ad almeno cinque volte il prezzo che pagherebbe in Francia.

In Italia i farmaci da banco costano di più che nel resto d’Europa. E la differenza di prezzo che i cittadini pagano è, soprattutto in alcuni casi, sostanziale: fino a sei volte di più, secondo un’indagine condotta dall’associazione per la tutela e difesa dei consumatori Altroconsumo.

Come è possibile che questo accada?

Perché paghiamo così tanto di più? A cosa è dovuto questa maggiorazione dei prezzi, in alcuni casi esorbitante, considerando ad esempio che un fattore come l’Iva per questi prodotti in Italia è pari al 10%, mentre nel Regno Unito e in Germania, dove i farmaci da banco costano in media molto meno che da noi, è molto più alta (20% e 19% rispettivamente)?

In attesa che qualcuno ci spieghi come mai tutto ciò accade, possiamo fare delle ipotesi.

La prima riguarda la mancata rimborsabilità (salvo rare eccezioni) dei farmaci venduti senza ricetta, mentre la definizione di un rimborso come avviene per i farmaci in fascia A potrebbe fungere da stimolo allo Stato a far abbassare i prezzi, visto che almeno in parte dovrebbe pagarli al posto dei cittadini (che è quello che accade in Francia e Germania, dove i farmaci da banco possono essere in parte rimborsati nel caso in cui vengano prescritti dal medico).

La seconda riguarda il fatto che nel nostro Paese i generici (come ibuprofene e paracetamolo) sono pochi e poco competitivi, e la forza di alcuni marchi (come Moment e Tachipirina) che trainano le vendite permette di mantenere il prezzo alto anche dei farmaci con brevetto ormai scaduto, che finiscono per costare poco meno del medicinale di marca. C’è poi da dire che il sovrapprezzo dipende in parte, almeno per quanto riguarda i farmaci in compresse, anche dalla minore grandezza delle confezioni rispetto agli altri Paesi europei, il che contribuisce a far lievitare il costo finale.

Non si può poi non considerare che a incidere sul prezzo finale dei farmaci da banco sia anche il costo delle ditte distributrici che portano i medicinali dalle aziende produttrici ai punti vendita, dal momento che viene distribuito in questa modalità il 57% dei farmaci senza obbligo di ricetta.

Paracetamolo e ibuprofene a confronto

Dall’indagine – in cui sono stati confrontati i prezzi applicati in Italia, Portogallo, Spagna, Belgio, Francia, Olanda, Germania e Regno Unito a 15 medicinali senza obbligo di prescrizione – risulta una variabilità notevole dei costi. Per la stessa molecola l’Italia non è quasi mai il paese meno caro, anzi spesso è proprio il più costoso. Ad esempio il paracetamolo generico da noi costa il quintuplo che in Belgio, Olanda, Spagna e Regno Unito: 16 centesimi contro 3 per una compressa da 500 mg. Mentre per l’ibuprofene arriviamo a sborsare sei volte il prezzo che si paga in Olanda: 29 centesimi contro 5 per una compressa da 200mg. Quanto all’Imodium, in Italia una capsula da 2mg costa in media 83 centesimi contro i 23 della Francia, quindi più del triplo.

Considerando che nel 2017 in Italia sono stati spesi per farmaci senza obbligo di prescrizione quasi due miliardi e mezzo di euro per un totale di 278 milioni di confezioni, quanto si potrebbe risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

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Se ti trovi (o sei stato) all’estero aiutaci a raccogliere altre informazioni sui prezzi dei medicinali senza obbligo di prescrizione medica!

Presta attenzione in particolare al costo del paracetamolo generico, dell’antipiretico leader di mercato a base di paracetamolo (che in Italia è la Tachipirina, ma che nei vari Paesi è conosciuta con nomi differenti), dell’ibuprofene generico e dell’Imodium (loperamide cloridrato, conosciuto all’estero spesso con lo stesso nome). Mandaci foto e/o testimonianze all’indirizzo redazione@peopleforplanet.it.

Ogni segnalazione è preziosa!
La redazione di People for planet invierà una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza e agli esponenti di tutti i partiti chiedendo che intervenga adottando le misure necessarie per mettere fine a questa situazione.

Lettera aperta al Ministro della Salute e agli esponenti di tutti i partiti

Egregio Ministro, egregi esponenti politici,
come evidenziato dal nostro articolo: “I farmaci da banco ci costano fino a sei volte di più che in altri Paesi europei. Perché?”, pubblicato oggi 2 ottobre, in Italia si evidenzia una situazione anomala a grave danno dei cittadini italiani.

Tra l’altro il minor costo si registra in Paesi come Germania e Regno Unito dove il reddito pro-capite non è certo inferiore a quello italiano e l’Iva sui farmaci da banco è superiore!

I cittadini italiani spendono ogni anno circa 2 miliardi e mezzo per l’acquisto di farmaci senza obbligo di prescrizione: quanto potrebbero risparmiare se i prezzi fossero allineati a quelli dei Paesi europei in cui i costi sono più bassi?

Per questo chiediamo a Lei, On. Roberto Speranza, da poco investito della funzione di Ministro della Salute, di farci conoscere se e quali provvedimenti il Ministero della Salute intenda adottare e con quali tempi per ovviare a questa situazione. Saremo lieti di dare diffusione alla Sua risposta.

E chiediamo agli esponenti politici di tutti i partiti di sostenere la campagna per la riduzione del costo dei farmaci da banco che avviamo oggi.

Grazie
La redazione di People For Planet

I commenti dei lettori (Fonte: Facebook)

Rosanna Amabile
In Germania la Tachipirina costa un euro e cinquanta

Francesco Ciccio Digesù
I governi hanno dato mano libera alle case farmaceutiche per i medicinali da banco, chiedento di contro dei prezzi piu’ contenuti per i farmaci mutuabili, che considerato il fatto che paghiamo il tichet allo stato costano pochi spiccioli

Matteo Piccolo
In Inghilterra li vendono nelle profumerie. Sono stato a londra 5 volte, tra cui una 2 mesi ed un’altra 1 mese. Il generico dell’ibuprofene costa circa di 1 sterlina di una confezione.

Elisa Campagna
L’ibuprofene Sandoz 400 in Svizzera fr.27.10 confezione da 100

Raffaella Merletti
All’estero ci sono spesso confezioni ad hoc: se devo fare 7 giorni di antibiotici mi vedrò assegnate 14 pillole e non 18 (con il risultato di doverne buttare 4 con relativo spreco di soldi)

Renata Bandoli
In un supermercato ho pagato un para farmaco del marchio del supermercato stesso meno di 2 euro e in farmacia un’altra marca 5 euro!!!

Eva Kant
A Valencia Spagna compravo medicinali a pochissimo prezzo per non parlare creme di bellezza fondotinta di marche, profumi, tutti a prezzi bassi. Per non parlare di tutte le volte che vado a Monaco impazzisco nei supermercati tutto costa la metà per non parlare se poi ci sono gli sconti sui prodotti! Specialmente quelli per la casa, per la persona, l’infanzia.

Orietta Goldene Peloso
Se la gente smettesse di comperare montagne di medicine spazzatura e cominciasse ad ‘usare’ la natura usando curcuma zenzero e simili, credo la musica cambierebbe parecchio, è la legge di domanda_offerta, più consumi più il prezzo sale.

Cristina Spinella
Infatti a Mosca la Tachipirina costa 1,50

Marisa Rinaldi
Quando vado a Londra faccio scorta di collirio, ibuprofene e Tachipirina.

Maria Rosa Zavaglia
In Inghilterra i farmaci da banco li trovi nei centri commerciali e costano pochissimo: Tachipirina, Brufen, Imodium, pomate, ecc.. li trovi a una sterlina.
SOLO IN ITALIA LI DOBBIAMO PAGARE A PESO D’ORO.
In Inghilterra per i beni di prima NECESSITÀ non c’è l’IVA.

Giancarlo Pinton
Se anziché la Tachipirina che costa quasi 5 €, compri l’equivalente Paracetamolo, lo paghi poco più di 1 €.. È che noi Italiani siamo attratti dai “prodotti di marca”…

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.