Come ridurre spreco di farmaci

Lo spreco dei medicinali si può ridurre, e tanto, se tutti i farmacisti si decidono a collaborare

Le pillole che più sprechiamo sono gli antibiotici,

Un milione e 300mila italiani consumano più di dieci medicine al giorno. Assurdo. Come il fatto che solo a Verona ogni anno finiscono nella spazzatura 320mila chili di farmaci non scaduti. Che cosa possono fare i farmacisti.

SPRECO DI FARMACI IN ITALIA

Lo spreco dei farmaci invade le nostre case, ogni giorno. E si consuma, puntuale come un orologio, nel triangolo dei nostri errori di consumatori, della scarsa collaborazione di medici e farmacisti, in qualche tendenza a favorire acquisti compulsivi da parte dell’industria farmaceutica.

Uno spreco di soldi, tanti soldi, privati e pubblici: ma innanzitutto, e prima a ancora, un grave spreco di salute, in quanto tanti e troppi farmaci non hanno mai fatto bene a nessuno. Per capirlo bene basta scolpirsi in testa un numero: 1 milione e 300mila italiani consumano, ogni giorno, più di 10 medicine a testa. Vi sembra possibile? Non è evidente che dietro queste cifre ci sia qualcosa che non torni, anche per la nostra salute?

SPRECO DI MEDICINALI IN ITALIA

Ogni anno gettiamo nel cestino della spazzatura, in media, un chilo di medicinali. Confezioni integre e mai aperte, acquistate con compulsione e finite negli armadietti fino alla scadenza: infatti il 40 per cento dei farmaci conservati dalle famiglie italiane ha superato il limite di validità. È inservibile. Molto spesso i farmaci li auto-prescriviamo, anche laddove è indispensabile l’autorizzazione dei medici, e li auto-sospendiamo, come se potessimo decidere in autonomia le nostre cure, anche le più delicate: si calcola che su 16 milioni di ipertesi solo la metà accettano le cure per il periodo necessario (di solito molto lungo), mentre gli altri 8 milioni li prendono per due-tre mesi e poi li buttano. Le pillole che più sprechiamo, secondo i dati dell’Agenzia nazionale del farmaco, sono gli antibiotici, e a seguire gli analgesici, gli sciroppi, i farmaci per l’ipertensione e per lo scompenso cardiaco, gli antiaggreganti e gli anticoagulanti. Tutte medicine costose.

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