Lockdown, il ritorno alla normalità cancella lo stress da isolamento

I risultati in uno studio Iss condotto su un gruppo di ricercatori confinati in Antartide per un anno

La situazione può essere davvero stressante e mettere a dura prova anche gli animi più pazienti. E, soprattutto se il periodo di isolamento sociale si protrae, gli effetti negativi possono essere diversi, dal peggioramento dell’umore fino ad arrivare all’alterazione dei livelli di espressione genica. Ma c’è speranza: il ritorno alla quotidianità della vita normale, unito a una sorta di fiducia interiore, è in grado di cancellare la maggior parte degli effetti negativi che un isolamento prolungato può causare a mente e corpo. È questo che emerge da uno studio condotto su un gruppo di ricercatori vissuti in Antartide per un anno, isolati dal resto del mondo, realizzato dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con diversi enti e università italiane (tra cui la “Sapienza” Università di Roma, l’Università di Perugia, e lo European Brain Research Institute – EBRI) e pubblicato su Translational Psychiatry.

“Ogni anno un piccolo gruppo internazionale di 10-16 tra ricercatori e tecnici trascorre un periodo di circa un anno nel posto più sperduto del suolo terrestre: la stazione italo-francese Concordia, un avamposto di ricerca collocato su un altipiano a circa 3300 metri sul livello del mare in Antartide – spiega Simone Macrì, ricercatore dell’Iss a capo dello studio -. Le condizioni climatiche particolarmente avverse (la temperatura minima può toccare punte di -80°C) limitano la possibilità di uscire dalla stazione di ricerca e la distanza dalla costa, il forte vento e il buio costante rendono impraticabili eventuali viaggi di rientro per un periodo di circa sei mesi”.

Lockdown simile a quello da Covid-19

La presenza di questi “reclusi” che hanno accesso al mondo esterno solo tramite risorse come Skype e WhatsApp, rappresentano un patrimonio importante per comprendere cosa accade a una persona quando è costretta a isolarsi dai propri cari e a confinarsi in un ambiente ristretto per un periodo di tempo prolungato. “Sono innegabili – continua lo studioso – le similitudini tra l’isolamento a cui hanno volontariamente aderito i partecipanti allo studio e quello a cui ci siamo responsabilmente sottoposti per fronteggiare l’epidemia da Covid-19, e viene naturale chiedersi se, almeno in parte, i risultati di quest’indagine possano aiutarci a capire come reagiremo al lungo periodo di isolamento a cui siamo stati costretti”.

Il ritorno alla normalità cancella gli effetti negativi

Per capire le conseguenze della “quarantena” in Antartide i ricercatori hanno ottenuto dati fisiologici e psicometrici da questi “astronauti terrestri” prima, durante e al termine della campagna antartica. In particolare, ha analizzato se e come l’esposizione all’isolamento e al confino alterasse le concentrazioni di cortisolo (l’ormone dello stress), l’espressione dei circa ventimila geni che costituiscono il progetto di vita di ciascuno di noi e lo stato di benessere psicofisico valutato tramite questionari.

“I risultati del nostro studio ci rassicurano su diversi aspetti: in primo luogo, sebbene durante la permanenza in Antartide l’isolamento prolungato abbia provocato diversi effetti negativi tra cui l’aumento dei livelli di stress, l’alterazione dei livelli di espressione genica e il peggioramento dell’umore, il ritorno alla vita normale ha di fatto cancellato la maggior parte di questi effetti. Abbiamo inoltre avuto modo di osservare – conclude l’esperto – che le persone caratterizzate da una certa fiducia e sicurezza in se stesse sono quelle che hanno risentito meno di uno stress prolungato e inevitabile come quello vissuto in Antartide. In ultima analisi, vengono dimostrate ancora una volta le straordinarie capacità dell’essere umano di adattarsi a condizioni di stress mettendo in moto tutta una serie di risposte biologiche di cui l’evoluzione ci ha fatto dono”.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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