Lodi, in emergenza Covid-19 la Sindaca torna sulle mense: appello contro sentenza del giudice

L’opposizione aveva richiesto alla Sindaca e alla sua Giunta di rinunciare al ricorso in appello e devolvere le spese legali alla Protezione Civile. Richiesta respinta.

Lodi, durante l’ultimo consiglio comunale, durato 13 ore per via dell’emergenza Covid-19, le opposizioni di centro sinistra e lista civica hanno proposto alla Sindaca, Sara Casanova, e alla sua Giunta, di rinunciare al ricorso in appello contro la sentenza che condanna il Comune di Lodi per condotta discriminatoria e devolvere le spese legali (quantificate tra i diecimila e i quindicimila euro) alla Protezione civile. Proposta non accolta. Con o senza Covid-19, la Giunta comunale vuole continuare la battaglia legale e rivendica le proprie scelte.

Già nel maggio 2019 Stefano Caserini, consigliere comunale di opposizione della lista civica di sinistra 110&Lodi aveva tentato di far desistere la Casanova, facendo i conti di quanto sarebbe costato, in termini di soldi, la “vicenda mense”:

Il Comune ha deliberato di risarcire le associazioni Asgi e Naga con 7.300 euro. Sono costi che quindi ricadono sulla cittadinanza . Così come gli altri 20 mila euro già impegnati in questa vicenda: 7 mila euro all’avvocato per la prima causa, 6.100 per la causa contro la ricorrente ecuadoregna, poi lasciata cadere, ed altri 7 mila per l’avvocato per il ricorso attuale.

“Criteri discriminatori”, la sentenza del giudice

Il Coordinamento Uguali Doveri (un agglomerato di associazioni nato a Lodi) insieme agli avvocati dell’Asgi (l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione) e della Naga (Organizzazione di volontariato per l’Assistenza Socio-Sanitaria e per i Diritti di Cittadini Stranieri, Rom e Sinti), presentarono ricorso al Tribunale di Milano. Con un’ordinanza emessa il 12 dicembre 2018, il giudice Nicola di Plotti del Tribunale di Milano aveva così motivato la sua decisione:

Dall’analisi normativa che precede, dunque, può evincersi come non esistano principi ricavabili da norme di rango primario che consentano al Comune di introdurre, attraverso lo strumento del Regolamento, diverse modalità di accesso alle prestazioni sociali agevolate, con particolare riferimento alla previsione di specifiche e più gravose procedure poste a carico dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea, così come indicate all’art. 8 co. 5 del “Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate” nella versione introdotta con la delibera consiliare n. 28/2017», scrive il giudice. 

Quindi, «affermata la natura discriminatoria della previsione contenuta nel Regolamento comunale, introdotta dalla delibera consiliare n. 28/17, deve essere affrontato il tema relativo al provvedimento che ne consegue»: cioè «deve essere ordinato all’Amministrazione comunale di modificare il predetto Regolamento in modo da consentire ai cittadini non appartenenti all’UE di presentare la domanda di accesso a prestazioni sociali agevolate mediante la presentazione dell’ISEE alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani e UE in generale.

In attesa di sviluppi sull’esito del ricorso, al termine del consiglio comunale, la giunta, a corredo degli auguri di buona Pasqua alla cittadinanza, ha pubblicato via Facebook questa foto:

Redazione People For Planet

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Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

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