Lombardia, Commissione d’inchiesta ferma, manca il presidente: “Molto da nascondere”

Si prende tempo finché l’urgenza di indagare sulle morti verrà meno. E ai soliti “ignoti” questo farebbe comodo

E sì che un presidente candidabile già ci sarebbe. Perché questo ritardo? Dopo l’estate, con la crisi economica, l’urgenza di indagare sulle morti verrà meno. E ai soliti “ignoti” questo farebbe comodo.

L’inchiesta sull’epidemia in Val Seriana per stabilire le responsabilità intorno alla tragedia sanitaria si arricchisce di una figura importante, Andrea Crisanti. Il virologo, che farà parte del pool voluto dal procuratore facente funzione Maria Cristina Rota per far luce sulla mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, non ha avuto problemi a dichiarare che “se in Veneto avessero fatto quello che è stato fatto ad Alzano, sarebbe stata una strage”. Per consegnare i risultati in 90 giorni, Crisanti ha detto che coinvolgerà collaboratori esperti di statistica, anche se il campo d’azione sarà limitato. Uscendo dalla Procura, ha tenuto a sottolineare: “Ho ricevuto quattro quesiti sull’ospedale di Alzano e sulla zona rossa, non sulle Rsa”. Già, come si procederà per far luce sulle Rsa? E soprattutto, quando partirà la Commissione d’inchiesta regionale per valutare le responsabilità di Attilio Fontana e della sua maggioranza?

Commissione ferma e senza presidente, anche se il nome già ci sarebbe

Da oltre due settimane la Commissione d’inchiesta Lombardia è ferma perché senza Presidente, né si è ancora fissata la data per eleggere un nuovo Presidente dopo le dimissioni di Patrizia Biffi (Italia Viva). È tutto fermo. E sì che le dimissioni della Biffi sono arrivate persino in ritardo, vista la situazione quanto meno “equivoca”. La Biffi era infatti stata votata (oltre che da sé stessa) solo dalla Lega e Forza Italia a capo della Regione Lombardia. Un voto straordinariamente compatto che ha sollevato non pochi dubbi e sospetti, non senza ragione: non si è mai visto che chi dovrebbe indagare venga scelto dall’indagato. E visti gli ottimi rapporti tra Attilio Fontana e Patrizia Biffi (nonostante i tentativi di lei di cancellare le foto dai social che li ritraggono insieme), una commissione così presieduta sarebbe stata al pari di un processo in cui il magistrato è scelto dall’imputato. Equivoco, appunto. 

Nell’ambito dell’inchiesta sulla mancata zona rossa i pm bergamaschi, nei giorni scorsi, avevano sentito come persone informate sui fatti il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i ministri della Salute e dell’Interno Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, il presidente della Regione Lombardia. Attilio Fontana e l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. “La maggioranza ha molto da nascondere”, ha dichiarato il consigliere regionale della Lombardia, Dario Violi (5 stelle): 

“La maggioranza ha molto da nascondere. La sua impreparazione e il suo dilettantismo nel gestire la fase più acuta dell’emergenza sono sotto gli occhi di tutti. Forse sperano che dopo l’estate i lombardi si concentrino più sulla crisi economica e si dimentichino di quello che è successo negli ultimi quattro mesi, ma non è quello che vogliamo e non lasceremo che accada”.

E sì che il nome per un nuovo presidente già c’è: “Noi della minoranza – continua Violi – abbiamo deciso e annunciato di voler eleggere Jacopo Scandella del PD ma sta alla maggioranza ratificare la cosa e al momento è tutto bloccato”.

A sentire Stefano Fusco, che insieme al padre, Luca Fusco, coordina il comitato “Noi denunceremo” che ha raccolto migliaia di testimonianze di vittime da Covid19 negli ospedali e nelle rsa, tutti vogliono giustizia, ma pochi parlano. Il 10 giugno è stata depositata una cinquantina di esposti in Procura a Bergamo per mano dei congiunti delle persone che hanno perso la vita, accolti in una stanza della Procura a loro dedicata. Esposti che, come ‘traccia’ iniziale sono stati rubricati come possibili ‘omicidi colposi’, al momento a carico di ignoti. 

“I soliti ignoti” verrebbe da dire.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet e per riviste e quotidiani, sia digitali che cartacei, tra cui Fanpage, Fondazione per la critica sociale, Il Manifesto, Il Reportage, Minima&Moralia. È collaboratrice della Radio Televisione Svizzera.

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