Lombardia: se centinaia di morti al giorno vi sembran pochi…

La regione Lombardia propone di “riaprire“ dal 4 maggio

Ogni giorno uno spazio su Milano e Lombardia

People For Planet ha tutti i giorni uno spazio dedicato specificamente alla situazione a Milano e in Lombardia, il cratere del virus in Europa, dando voce ai fatti ed ai testimoni di quanto è accaduto e sta accadendo. Milano e la Lombardia sono una delle aree chiave del paese. Quello che è accaduto e sta accadendo qui ha effetti su tutti i cittadini italiani.

Il 15 aprile è stato pubblicato Lanciata una raccolta firme per commissariare la sanità della Lombardia

Il 4 maggio

Nella tradizione napoletana il 4 maggio è una data sinonimo di “confusione”: era la data fissata per la scadenza dei contratti di locazione e di conseguenza di traslochi simultanei di tanti inquilini che lasciavano le case e di tanti che le occupavano al posto loro.

Il 4 maggio potrebbe passare alla storia anche di Milano e della Lombardia come data fatidica. Ieri la giunta della regione Lombardia ha proposto infatti di “riaprire” dal 4 maggio. Il presidente della regione Fontana ha detto: “Abbiamo lanciato la via lombarda per la libertà”

Le 4 D

La regione ha lanciato questa proposta puntando, dice, sulle 4 D:

– “Distanza: almeno un metro di sicurezza tra le persone”. C’è da supporre, quindi, che non si ripeteranno le scene di sovraffollamento dei mezzi pubblici a cui si è assistito per esempio sulla metro di Milano in pieno periodo di blocco e sarebbe interessante anche sapere come. E che la distanza venga assicurata anche sui luoghi di lavoro (dai ristoranti che inviano a domicilio il cibo fino alle fabbriche, tutti luoghi nei quali i controlli al momento sono pressoché nulli).

– “Dispositivi: obbligo per tutti di utilizzare le mascherine”. Quelle mascherine che finora, dopo essere state rese obbligatorie dalla regione, non sono state distribuite a sufficienza (la regione dichiara di aver distribuito 3,3 milioni di mascherine “monouso” in Lombardia e di avere in programma di distribuirne altre 3,6 milioni per una popolazione della Lombardia di circa 10 milioni: essendo “monouso” quante ne occorrerebbero a partire dal 4 maggio?)

– “Digitalizzazione: smart working obbligatorio per tutti coloro che possono”. Mancano indicazioni né su quanti, secondo le stime della regione, “possono” né su come saranno “obbligati”.

– “Diagnosi: test sierologici”. I tanto invocati da tempo dai medici test sierologici secondo la regione partiranno dal 21 aprile, 20.000 al giorno, “dagli operatori sanitari e dai cittadini che devono tornare al lavoro” dicono dalla regione, “nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi”. Quindi le altre province della Lombardia no? Milano no? E, stimando per difetto che la popolazione interessata possa essere 2 milioni, i test sierologici su tutti a 20.000 al giorno terminerebbero dopo 100 giorni, alla fine di luglio, un po’ dopo il 4 maggio…

Ma le cose vanno bene…

Al 15 aprile i morti “ufficiali” per coronavirus in Lombardia sono stati 11.377, nelle ultime 24 ore “solo” 235.

Numeri, al di là della loro tragica enormità, anche assolutamente sottostimati. Secondo i dati forniti dal comune di Milano nella sola città i morti (per qualsiasi causa) sono passati nella prima parte di aprile dai 352 del 2019 agli 825 del 2020! Quasi 500 morti in più da un anno all’altro in meno di 2 settimane nella sola Milano. Difficile dubitare che c’entri il coronavirus…

Ma le cose vanno bene, anzi meglio. Dal 14 aprile il comune di Milano ha riaperto i cantieri della metropolitana, e dalla stessa data i cantieri in città, come mostra la foto di copertina. Lavoratori che ogni giorno fanno la spola dall’hinterland e dalle altre province verso Milano e viceversa.

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Foto di Bruno Patierno

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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