L'OMS esorta a fermare la vendita di animali selvatici vivi nei mercati alimentari

L’OMS esorta a fermare la vendita di animali selvatici vivi nei mercati alimentari

Un appello per evitare l’insorgenza di nuove malattie

Per ridurre i rischi per la salute pubblica associati alla vendita di animali selvatici vivi destinati all’alimentazione nei mercati alimentari tradizionali, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’OIE (Organizzazione mondiale della sanità animale) e l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) hanno pubblicato delle linee guida sulle azioni che i governi nazionali dovrebbero considerare di adottare con urgenza allo scopo di rendere i mercati tradizionali più sicuri.

In particolare, l’Organizzazione mondiale della sanità chiede di fermare la vendita di mammiferi selvatici vivi nei mercati alimentari per prevenire l’emergere di nuove malattie.

L’OMS ha affermato che, mentre i mercati tradizionali svolgono un ruolo centrale nel fornire cibo e mezzi di sussistenza a grandi popolazioni, vietare la vendita di mammiferi selvatici vivi potrebbe proteggere la salute dei lavoratori del mercato e degli acquirenti allo stesso modo.

In effetti, alcuni dei primi casi noti di COVID-19 sono stati collegati a un mercato alimentare tradizionale all’ingrosso situato a Wuhan, in Cina, con molti dei primi pazienti proprietari di bancarelle, dipendenti del mercato o visitatori regolari del mercato.

Le origini del coronavirus sono state fonte di intense speculazioni, molte delle quali incentrate sulla probabilità che fosse trasportato dai pipistrelli e trasmesso agli esseri umani attraverso una specie intermedia venduta come cibo o medicinale nei wet markets cinesi tradizionali.

Onde evitare la diffusione di ulteriori malattie, la guida diffusa da OMS, OIE e UNEP invita i Paesi in cui vendere animali selvatici vivi rappresenta una sorta di tradizione, a sospendere la vendita di tali mammiferi come misura di emergenza.

Gli animali, in particolare gli animali selvatici, sono la fonte di oltre il 70% di tutte le malattie infettive emergenti negli esseri umani, molte delle quali sono causate da nuovi virus. I mammiferi selvatici, in particolare, rappresentano un rischio per l’emergere di nuove malattie. I mercati tradizionali, dove gli animali vivi vengono trattenuti e macellati, rappresentano un rischio particolare per la trasmissione di agenti patogeni sia ai lavoratori che ai clienti“, si legge nel report.

Oltre alla sospensione delle vendite, le organizzazioni internazionali chiedono il miglioramento delle norme igieniche in questi mercati e di formare ispettori veterinari per rafforzare i sistemi di sorveglianza al fine di rilevare rapidamente nuovi agenti patogeni.

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Maria Grazia Cantalupo

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Social Media Manager di People For Planet

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