Londra dichiara guerra al junk food

Stop alla pubblicità del “cibo spazzatura” sui mezzi pubblici

È entrato in vigore, il 25 febbraio 2019, il divieto di pubblicizzare cibo spazzatura sull’intera rete di trasporto pubblico della città di Londra. Un’operazione decisamente di grande impatto considerando che la Transport for London,  l’azienda inglese responsabile dei trasporti pubblici, registra ogni giorno oltre 30 milioni di spostamenti.  E così fotografie di merendine, hamburger, patatine, bibite gassose e zuccherate e in generale tutti gli alimenti contenenti un’eccessiva quantità di grassi, sodio e sale non verranno più esposte ad invogliare il consumo (e troppo spesso abuso) di alimenti nocivi alla salute, soprattutto per i più piccoli.

È infatti il target della popolazione dei più giovani che desta maggiore preoccupazione: nella capitale inglese (ma non solo) l’obesità infantile è un vero e proprio allarme sociale, definito nell’ambito dei programmi di lotta all’obesità una “bomba a orologeria”. Secondo i dati riportati dal Public Health England, la città di Londra detiene il preoccupante record del più alto tasso di bambini sovrappeso o obesi in Europa, con dati che registrano quasi il 40% dei 10/11enni con un peso superiore a quello ritenuto ideale. Il problema inizia a manifestarsi già in età prescolare con il 9,5% di bambini in condizione di obesità, dati che non sembrano migliorare; anzi, dal 2007 a oggi il numero di quelli gravemente obesi è aumentato di un terzo con ripercussioni non solo sulla salute dell’individuo, ma anche sul sistema sanitario inglese che registra un costo medio annuo di sei miliardi di sterline.

Il regolamento fortemente voluto dal sindaco Sadiq Khan è stato messo in atto dopo una consultazione popolare che ha raccolto il consenso dell’82% dei londinesi. Certamente non sono mancate le critiche, in prima linea schierati contro l’iniziativa gli amministratori dei trasporti pubblici, preoccupati per i cali degli introiti pubblicitari, e le grandi catene della ristorazione, che accusano il sindaco di non aver voluto trovare un compromesso rispetto al bando totale.

«È chiaro che la pubblicità gioca un ruolo enorme nelle scelte alimentari che facciamo» afferma Khan. «L’obesità mette a rischio la vita dei giovani londinesi e aumenta la pressione del nostro servizio sanitario nazionale già allo stremo. Ridurre l’esposizione alla pubblicità del cibo spazzatura è necessario non solo per i bambini, ma anche per i genitori che preparano i pasti» ha continuato il sindaco, sostenendo di voler perseguire questa strada con l’obiettivo di ridurre entro il 2028 il fenomeno dilagante dell’obesità infantile.

Per evitare che venga aggirata la nuova regolamentazione, catene di fast food, aziende e ristoranti non potranno neppure pubblicizzare semplicemente il loro marchio, e avranno accesso agli spazi pubblicitari predisposti solo a condizione che promuovano prodotti esclusivamente salutari.

E in Italia com’è la situazione attuale? La Dieta mediterranea sembra ormai un vecchio ricordo, sopraffatta dall’invasione dei fast food. Nonostante i miglioramenti registrati rispetto a dieci anni fa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il nostro Paese è nella classifica dei peggiori Paesi europei per obesità infantile.

Chissà se il modello della città inglese sia un primo concreto passo avanti nella promozione di un’alimentazione sana e tutela della salute  per l’Europa intera?

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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