L’Ue dà l’ok al consumo di insetti (ma tranquilli le lasagne non spariranno)

Per ora l’ok riguarda le larve delle tarme della farina

Finalmente, l’Unione Europea ha dato il via libera agli insetti usati come cibo. O meglio, per ora, a un solo insetto: la larva della tarma della farina, un coleottero il cui nome scientifico è Tenebrio molitor. La decisione è arrivata dopo che, lo scorso gennaio, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva dichiarato le larve delle tarme della farina sicure per il consumo umano. Possono dunque essere vendute e consumate come cibo, e in due formati: disidratate e intere, oppure come farina da usare come ingrediente in altri alimenti.

Spariranno le lasagne?

Del resto si sa: gli insetti sono il cibo del futuro perché sani e nutrienti, e con un bassissimo impatto ambientale. Resta solo da superare la nostra barriera culturale, e in questo naturalmente gli chef stellati – che portano avanti la cucina tradizionale italiana – non aiutano. Sfugge loro un concetto molto semplice: l’introduzione di un nuovo alimento non deve necessariamente (perché dovrebbe?) cancellare la cucina Made in Italy, la tradizionale cucina mediterranea. Le due cose possono convivere, dar vita a esperimenti e fusioni, ma viene difficile pensare che gli insetti soppianteranno la carne. Se però riuscissero a limitarne l’uso, avremo intaccato una delle principali fonti inquinanti al mondo, responsabile di buona parte delle morti premature (sia direttamente per le emissioni di Co2, sia per i cambiamenti climatici, sia per le tante patologie associate al consumo di carni rosse).

I dubbi (facili) della politica

“Così si concretizza la strategia “Farm to fork” per la Transizione verde? Nell’individuare gli insetti come una fonte proteica alternativa, penalizzando invece la zootecnia, trattata come causa di tutti i mali, non si comprende bene in base a quale evidenza scientifica?”, ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, che dimostra di non aver ripassato la lezione negli ultimi 10 anni.

Gli chef che alzano le barricate

Lo chef Andrea Pasqualucci ha rincarato: “Non è nella nostra tradizione e non è nella nostra cultura. Probabilmente, fino a quando non sarà imposto, non entreranno nelle cucine”. Facile obiettare che anche il sushi o i ravioli cinesi non erano parte della nostra tradizione, ma, come la pizza in Cina, hanno trovato un loro dignitosissimo spazio. Negli Stati Uniti, gli insetti si mangiano da tempo e hanno i “loro” chef. Come il messicano José Andrés, che prepara cavallette saltate come piatto forte. La Food and Drug Administration americana non ha imposto standard specifici, solo limita l’immissione sul mercato di grilli, formiche, cicale e scorpioni a quelli allevati specificamente al fine del consumo umano. “Non ho nessuna preclusione, anzi secondo me, gli insetti sono un alimento sostenibile. Come si mangiano verdure strane e puzzolenti, non vedo come non si possano mangiare insetti», ha detto controcorrente, a La Stampa, lo chef Massimo Viglietti. “L’importante è essere liberi di testa, non farne una campagna per una cosa che dal punto vista estetico non piace. Sono molto intrigato da un cibo differente”. Se cercate ricette, o assaggi, il web ne è già pieno.

Gli insetti, cibo del futuro. Potrebbero risolvere il problema della fame nel mondo?

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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