L’Unione Europea stabilisce i principi fondamentali per l’utilizzo di un’intelligenza artificiale affidabile

Come nascono e cosa stabiliscono le indicazioni formulate per la prima volta dall’UE

L’applicabilità dell’intelligenza artificiale ha avuto finora come unico limite l’immaginazione.

L’utilizzo di questa tecnologia si sta facendo largo in campo sanitario, nell’implementazione delle smart cities, così come nell’automazione di innumerevoli operazioni e gestione dei dati, ottenendo una riduzione dei costi e tempi di produzione e organizzazione del lavoro.

Questo però sta causando preoccupazione in alcuni settori.

AI e lavoro

È recente, per esempio, la decisione della banca BNL in merito all’implementazione di robot in sostituzione di alcuni impiegati.

L’attuale legislazione previdenziale consente infatti alla banca, attraverso ‘quota 100’ o ‘opzione donna’, di far uscire 600 addetti attraverso un piano di esodi volontari. La chiusura di circa 30 sportelli sul territorio nazionale prevede parallelamente l’introduzione di soluzioni di machine learning e AI, che, incorporando tecnologie di apprendimento permettono di automatizzare processi non ripetitivi.

Probabilmente tutto questo appena dieci anni fa sarebbe stato inimmaginabile.

L’approccio dell’UE all’intelligenza artificiale

Probabilmente l’unico modo per concepire al meglio l’utilizzo dell’AI è quello di stabilire dei principi e dei parametri che ne garantiscano non solo l’efficacia, ma anche un’armonica integrazione nell’ottica di un progresso tecnologico destinato ad evolvere ancora.

L’Unione Europea è la prima al mondo ad avere la volontà di definire principi etici che guidino nello sviluppo delle tecnologie in diversi ambiti, con un approccio “umano-centrico”.

Il documento presentato all’inizio di aprile, Generare fiducia in un’intelligenza artificiale incentrata sull’Uomo”, sottolinea l’utilità dell’intelligenza artificiale nel “migliorare il settore della salute, ridurre il consumo di energia, rendere le auto più sicure, aiutare gli agricoltori ad usare l’acqua e le risorse naturali in maniera più efficiente” e ad “individuare delle frodi e delle minacce informatiche”, come si legge nel documento.

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Redazione People For Planet

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