Malato, sacca dell’ossigeno in spalla e pedalare: la protesta di Achille per i vaccini

Affetto da fibrosi polmonare idiopatica, i suoi percorsi in bici disegnano polmoni, segnali di fumo per chi guarda dall’alto, SOS per chi sta ai piani alti

Pedala con la sacca dell’ossigeno in spalla per tutti i suoi amici malati sparsi per l’Italia. Quelli fragili davvero, come lui, Achille Abbondanza, 48 anni, affetto da fibrosi polmonare idiopatica (IPF), Vice Presidente della Federazione Italia IPF e Malattie Rare Polmonari. La sua prima dose di vaccino l’ha ricevuta il 25 marzo, ma molti, troppi sono ancora in attesa.

“Si può vivere ancora abbastanza bene con un solo polmone però se mi dovesse colpire il Covid non penso che riuscirei a farcela. Continuerò a pedalare finché non ci sarà chiarezza in tutte le regioni in merito alle procedure per le vaccinazioni dei più fragili”.

I suoi percorsi in bicicletta disegnano polmoni, segnali di fumo per chi guarda dall’alto, SOS per chi sta ai piani alti.

Sarebbe bello se fossero disegnati altri polmoni in giro per l’Italia dice, a voler sostenere questa campagna che ho voluto intitolare #Iomivaccinerei contro le disparità nelle vaccinazioni”.

Il silenzio delle Istituzioni e l’appello ai media

Dopo avere scritto alle varie Istituzioni a nome della Federazione che presiede, talvolta senza nemmeno ricevere risposta, dal 12 marzo scorso Achille Abbondanza sta pedalando ogni giorno nella zona di Cervia con la sua bici a pedalata assistita, l’ossigeno e una bandiera che reca la scritta “Vaccino subito ai più fragili”.

In una lettera a People for Planet, scrive:

“Le mie pedalate spero possano aiutare ad avere risposte concrete. Sono convinto che un po’ di attenzione da parte dei media forse aiuterebbe a sbloccare questa cosa in parecchie regioni…. Ormai ho percorso più di 550 km con la mia bandiera e sono 24 giorni che lo faccio”.

Quando hanno visto che le malattie polmonari erano state inserite per prime nelle liste delle malattie fragili cui dare priorità nella vaccinazione Achille e tutte le associazioni simili alla sua hanno tirato un sospiro di sollievo. Poi sono dovuti atterrare nella realtà.

“Ho perso un amico e ho amici con patologie polmonari che non sono stati ancora chiamati o addirittura nemmeno programmati per la vaccinazione. Questa emergenza ci ha reso ancora più diseguali, fortunati o sfortunati a seconda della regione in cui si risiede”.

Malattie polmonari e Covid-19: i dati del Ministero

Come lo stesso Achille ricorda, dati ministeriali alla mano, le complicanze di Covid-19 che portano al decesso sono principalmente l’insufficienza respiratoria (94,0%), il danno renale acuto (24,4%), le sovrainfezioni (19,6%) e il danno miocardico acuto (10,8%).

Cos’è la Fibrosi Polmonare Idiopatica

Il primo limite delle malattie è farsi capire da chi è in salute. “La Fibrosi Polmonare provoca una formazione anormale di tessuto fibrotico negli alveoli polmonari – spiega Achille – questo tessuto cicatriziale impedisce un efficiente scambio ossigeno anidride carbonica. La letteratura scientifica riporta un’aspettativa di vita media dal momento della diagnosi di circa 3-5 anni. Non esiste ancora una cura per la malattia, esistono solo due terapie che rallentano la formazione di questo tessuto senza però bloccarne definitivamente la crescita. L’unica cura definitiva è il trapianto polmonare ma non tutti possono arrivare a farlo”.

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Leggi anche: Io invalida accudita da mio padre (84 anni) e scavalcata dai “panchinari” del vaccino

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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