Italia e rischio idrogeologico: con la collaborazione di tutti si può salvare il territorio

Agricoltori e Comuni montani hanno appena stretto un patto in difesa del suolo

A luglio di quest’anno l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha pubblicato un report in cui segnalava che in Italia il 91% dei Comuni è a rischio idrogeologico. Semplificando, significa che il 91% dei Comuni italiani sorge su un suolo che ha il rischio di diventare instabile dopo periodi particolari, ad esempio forti piogge. (Abbiamo parlato del rapporto 2018 in maniera dettagliata in questo articolo).

Ispra questa estate segnalava che 7 milioni di persone in Italia vivono in zone vulnerabili. Ad essere in pericolo non sono solo le case, ma anche le industrie e i monumenti. Alcune Regioni hanno poi ben il 100% dei propri Comuni in zone a rischio.

Se le cifre sono così grosse, vuol dire che è un fenomeno che interessa tutti e che tutti i cittadini italiani, anche chi vive in città, possono potenzialmente essere coinvolti in problemi conseguenti a frane, alluvioni, smottamenti di vario tipo, come dimostra la cronaca di questi giorni.

Anche l’abbandono dei territori, come ad esempio quelli di montagna, favorisce i processi di dissesto, incendi, accumulo di detriti nei corsi d’acqua… tutto ciò può infatti accadere dove si perde la custodia, la manutenzione e il monitoraggio del suolo.

Da pochi giorni il sindacato degli agricoltori Coldiretti Uncem, l’Unione nazionale dei Comuni, Comunità ed Enti montani hanno stretto un accordo con lo scopo di mantenere vivo il controllo sul suolo montano, contrastando l’erosione dei terreni e la desertificazione, “favorendo servizi di vigilanza e di soccorso in caso di calamità naturali nei territori di montagna che negli ultimi 20 anni – spiegano in un comunicato – hanno perso più di un’attività agricola su due con la scomparsa di oltre 300 mila aziende agricole”.

Per farlo si cercherà di presidiare il territorio ma anche – necessariamente – di valorizzarlo. Ricordano da Coldiretti che nei borghi di montagna nascono molte delle specialità enogastronomiche nazionali, dei vini più pregiati e delle eccellenze riconosciute in tutta Europa. Valorizzando – anche economicamente – il lavoro degli agricoltori attraverso ad esempio la possibilità di vendere direttamente i propri prodotti, in parallelo con altre forme di collaborazione tra imprese, chi vive nei Comuni montani può vedere in prospettiva una occasione per rimanere a presidiare il territorio. Nell’accordo si prevedono anche lo sviluppo di sistemi di welfare, sociali, di assistenza e integrazione per i lavoratori anche stranieri.

Lo scopo finale è quello di mantenere vive le comunità, le piccole imprese agricole e il ruolo di custodia del territorio che gli agricoltori hanno da sempre, ma che può essere condiviso e supportato da tutta la società.

Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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Margherita Aina

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Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi