Mascherine chirurgiche e con valvola, ecco le differenze. Facciamo chiarezza

Torniamo su un argomento che negli ultimi giorni ha fatto discutere

Mascherine chirurgiche e dispositivi filtranti FFP2 e FFP3 con valvola: che differenze ci sono? Come vanno utilizzate? Torniamo su un argomento che negli ultimi giorni ha fatto discutere, cercando di fare chiarezza.

In un vademecum redatto da Asso.Forma, agenzia formativa accreditata della regione Piemonte, e condiviso in una circolare del comando provinciale dei vigili del fuoco di L’Aquila (Abruzzo) di cui abbiamo parlato qualche giorno fa in un nostro articolo, si legge che le mascherine FFP2 e FFP3 con valvola non devono essere utilizzate dalla popolazione ma solo dagli “addetti ai lavori” (medici, infermieri, soccorritori). La spiegazione risiede nel fatto che “dalla valvola di queste mascherine fuoriescono le  esalazioni”, il che “equivale a diffondere il possibile contagio“. È per questo che, oltre che per la popolazione, queste mascherine sono “assolutamente sconsigliate” per tutti gli esponenti delle forze dell’ordine che sono costretti a contatti ravvicinati tra colleghi, per gli addetti ai reparti di alimentari o banchi del fresco e per gli addetti agli uffici aperti al pubblico: il rischio è di contaminarsi gli uni con gli altri.

Notizia smentita dal ministero della Salute

Nell’arco di poche ore la notizia è stata smentita dal ministero della Salute. La sottosegretaria Sandra Zampa in un’intervista a Il Gazzettino prima, in un articolo su Repubblica poi, ha precisato che “sostenere che le mascherine con la valvola possano diffondere il contagio ed essere quindi pericolose è un’informazione del tutto infondata”, e ha aggiunto che “gli unici titolati a dare indicazioni sull’uso e sulle caratteristiche delle mascherine sono l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute”.

Ma cosa dicono gli esperti?

Eppure a leggere le interviste degli infettivologi sembra proprio che le mascherine FFP2 e FFP3 con valvola non abbiano efficacia filtrante in fase espiratoria. A sostenerlo è ad esempio Gloria Taliani, ordinario di malattie infettive a La Sapienza Università di Roma, che ne parla proprio nell’articolo di Repubblica che definisce “bufala” la notizia secondo cui le mascherine FFP2 e FFP3 con valvola possano diffondere il contagio.

Uso “egoistico” e uso “altruistico”

Nell’articolo l’infettivologa spiega che le mascherine hanno una duplice funzione: servono da una parte a proteggere chi le indossa dall’acquisizione del virus e dall’altra a preservare gli altri dal contagio che la persona che le indossa potrebbe diffondere. In particolare “quella verde chirurgica serve per proteggere gli altri dal contagio che noi possiamo rappresentare perché fa in modo che la saliva emessa quando si parla non possa raggiungere né le persone né le superfici. Quindi indossarla è un atto di generosità verso gli altri”, spiega. Indossare una delle mascherine con la valvola come le FFP2 e le FFP3 è invece “una forma di egoismo perché queste mascherine sono protettive solo per chi le porta. Quindi è giusto che vengano indossate dai medici che sono più a rischio, ma chi le indossa per strada – a meno che non abbia patologie respiratorie gravi come la bronchite cronica ostruttiva o patologie polmonari croniche – non protegge gli altri perché la valvola ha un flusso monodirezionale, cioè filtra solo ciò che entra dentro la maschera e non quello che esce. Questo significa che se chi la indossa è già infettato, il suo respiro può arrivare agli altri e contagiarli“. 

Cosa dice il ministero della Salute

Nella serata di ieri, a distanza di una settimana dalla smentita del vademecum dell’agenzia Asso.Forma effettuata dal ministero della Salute tramite i mezzi di informazione, precisazioni per fare chiarezza sulle diverse tipologie di mascherine sono arrivate anche dal sito del ministero della Salute nella sezione “Notizie dal ministero”, in una news dal titolo “Mascherine, le norme tecniche per la produzione“.

Relativamente alle mascherine FFP2 e FFP3 si specifica che servono per proteggere chi le indossa: “I facciali filtranti (mascherine FFP2 e FFP3) – si legge – sono utilizzati in ambiente ospedaliero e assistenziale per proteggere l’utilizzatore da agenti esterni (anche da trasmissione di infezioni da goccioline e aerosol)”. Quanto alle mascherine chirurgiche, si legge invece che servono per evitare che chi le indossa diffonda il virus: “Hanno lo scopo di evitare – scrive il ministero della Salute – che chi le indossa contamini l’ambiente, in quanto limitano la trasmissione di agenti infettivi. Sono utilizzate in ambiente ospedaliero e in luoghi ove si presti assistenza a pazienti (ad esempio case della salute, ambulatori, ecc)”.

Quanto, infine, a ogni altro tipo di mascherina reperibile in commercio diverso da quelli sopra elencati, si precisa che non sono dispositivi medici né dispositivi di protezione individuale, e quindi non possono essere utilizzati in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto non hanno i requisiti tecnici, e chi li indossa deve “comunque rispettare le norme precauzionali sul distanziamento sociale e le altre introdotte per fronteggiare l’emergenza Covid-19″.

articolo pubblicato il 31 marzo 2020, ultima modifica 5 aprile 2020

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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