Materassi in memory foam: sì o no?

I materassi in memory foam rappresentano oggi, in Europa e nel mondo, un must dell’offerta dedicata al buon sonno: assicurano un buon livello di comfort e sostegno alla colonna vertebrale.

Prendi della schiuma soffice e compatta, appoggiaci sopra per un istante la tua mano, toglila: per un po’ resterà l’impronta, la memoria del tuo gesto.

Grosso modo funziona così anche con il memory foam, la vera novità di questi ultimi vent’anni nel campo dei materassi. Realizzati in una particolare schiuma viscoelastica, modificano temporaneamente la loro forma in base al corpo che si appoggia sulla loro superficie e poi tornano alla loro posizione iniziale: una magia possibile grazie ad una tecnologia che arriva niente-di-meno-che dalla Nasa.

I primi ad accogliere – sul libero mercato – la sfida dell’utilizzo di questo nuovo materiale ricavato dalla lavorazione del poliuretano furono i dirigenti della Fagerdala World Foams e, nel 1991, arrivò sul mercato il materasso Tempur. Il primo in memory foam.

Se all’inizio si trattò di un prodotto pregiato e, dati i costi, per pochi, oggi non c’è che l’imbarazzo e la difficoltà della scelta: innumerevoli sono le proposte disponibili, e accessibili a tutti, che differiscono per uno o più caratteristiche come densità e spessore, materiali aggiunti o specifiche tecniche.

Le caratteristiche del memory foam

Maggiore è la densità, più forte diventano il sostegno per la schiena e la sensazione di sprofondare sofficemente su una nuvola; più lunga è la durata del materasso; più determinante è la sensibilità al calore (acquista morbidezza a contatto di un corpo) e – in un letto matrimoniale si percepirà di meno il movimento del partner che dorme al proprio fianco.

Lo spessore è determinato dagli strati: mediamente, un buon materasso ne ha almeno tre, con funzioni differenti: di sostegno del corpo, di “accoglienza”; alcuni hanno livelli strutturati in modo  da modulare e sostenere in modo appropriato il peso delle diverse aree del corpo.

Seppur obiettivamente non esista un memory foam ecologico (il materiale naturale, più simile come caratteristiche, è il lattice) la schiuma di poliuretano può essere lavorata o integrata con altri materiali, anche naturali, per offrire prestazioni diverse e innovative (sempre precisate nelle schede tecniche descrittive del materasso). La ricerca su questo fronte continua: l’Italia è in prima linea, grazie ai lavori condotti dall’equipe del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell’Università di Tor Vergata, a Roma.

Dormire su un memory foam di densità media o alta fa bene a tutti? Un dato è certo: non è la soluzione giusta per i bambini piccoli poichè può favorire la sindrome della morte improvvisa del lattante http://www.epicentro.iss.it/problemi/sids/sids.asp. Agli adulti offre un buon supporto a tutta la superficie del corpo adattandosi – ogni notte – alla colonna vertebrale e favorendone l’allineamento; non facilita i piccoli movimenti che disturberebbero il riposo e il rilassamento (e questo può essere d’aiuto in modo particolare a chi soffre d’insonnia o si sveglia più volte durante la notte).

Materassi tradizionali e materassi i memory foam: una sfida senza vincitori

Se si va al confronto diretto con altri tipi di materasso, i vantaggi non sono più così chiari: secondo uno studio pubblicato su Sleep, dormire su un buon “normale” materasso o su un memory non cambia molto la qualità complessiva del sonno; e se una ricerca, presentata sul numero di marzo 2017 del Journal of Chiropractic Medicine, conclude che un supporto in lattice sarebbe migliore di uno in memory per distribuire la pressione del corpo nelle diverse posizioni assunte durante la notte, un esperimento precedente, pubblicato sul The Journal of the Association of Physicians of India afferma che, almeno all’inizio, dormire sulla schiuma di poliuretano potrebbe facilitare l’insorgenza del mal di schiena.

La spiegazione di queste apparenti incongruenze dipende sia dalla scarsità di studi che dalla difficoltà di elaborazione dei risultati (perchè, ad esempio, quello che emerge da sistemi di rilevazione strumentale può differire dalla percezione soggettiva della persona) ma anche e soprattutto dal fatto che non esiste – e su questo concordano tutti gli esperti – “il materasso giusto”. O meglio: il materasso ideale non è né troppo morbido né troppo rigido. Ma cosa questo significhi concretamente non è un dato definitivo; in generale, l’obiettivo deve essere individuare il materasso giusto per se stessi: in base alle proprie esigenze, alla propria struttura fisica e al peso, alle proprie preferenze di comfort e materiali, manutenzioni incluse (il memory foam, ad esempio, non perde nel tempo le sue proprietà, non si deforma, non si imbarca, non è l’ambiente preferito dagli acari, non richiede molto impegno nella pulizia).

Pare che l’80% degli americani ci metta meno di due minuti per scegliere un materasso: non è un primato invidiabile. Decisamente no. Noi possiamo fare di meglio: metterci il tempo che ci vuole per approfondire, scegliere. Consapevolmente. Fosse anche un memory foam.

 

Il nostro APPROFONDIMENTO: Memory foam & sicurezza. Le certificazioni da verificare

Se fatti bene, i materassi memory foam assicurano generalmente un buon sostegno alla schiena; allo stesso modo si rivelano utili, per un buon sonno, anche altri “accessori” realizzati nello stesso materiale, come topper e cuscini. Ma c’è un secondo importante aspetto da considerare, nella propria scelta d’acquisto: la sicurezza in tema di salute.

Per quanto il memory foam sia stato dichiarato sicuro dalla Polyurethane Foam Association, dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana (EPA) e dall’Agenzia per le sostanze tossiche e le registrazioni delle malattie (ATSDR), rimane il grande tema dei VOCs, composti organici volatili: oltre a fornire lo sgradevole odore iniziale (che richiede uno o due giorni di “arieggiamento” del materasso, per non essere più percepito), nei soggetti più sensibili possono provocare irritazioni alle vie respiratorie, asma, fastidio agli occhi e allergie alle diverse sostanze chimiche usate dai produttori (nella composizione della schiuma e per rendere ignifugo il prodotto finale).

Come regolarsi? Senza dubbio è importante controllare le certificazioni  (contenuto ed ente emittente) rilasciate dai produttori: la più diffusa è l’Oeko Tex – che dichiara di adottare criteri di verifica e valori limite più esigenti dei parametri validi a livello nazionale e internazionale – e attribuisce lo STANDARD 100 alle parti tessili che presentano una elevata sicurezza d’uso per il consumatore. Lo standard CertiPur-Us fa riferimento ai materiali utilizzati nel memory foam (ma, attenzione, considera –  ad esempio per la formaldeide – parametri di accettabilità più ampi rispetto ad altri certificatori green); LGA  valuta la durata del materasso nel tempo; le certificazioni Uni-En-Iso fanno invece riferimento alla qualità della filiera produttiva; HHL Technology test, che conferma l’uso di materiali anti batterici, anti acari, anti micotici.

 

Anna Maria Cebrelli

Anna Maria Cebrelli

Blogger-ex giornalista, collaboratrice di People For Planet

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Anna Maria Cebrelli

Anna Maria Cebrelli

Blogger-ex giornalista, collaboratrice di People For Planet