Meningite, tutto quello che c’è da sapere

Necessario vaccinarsi contro quella batterica, la più pericolosa

Diversi casi di meningite da meningococco, alcuni dei quali purtroppo fatali, si sono registrati nelle ultime settimane in Lombardia, tra le province di Brescia e di Bergamo. Secondo Roberto Burioni, ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano che da anni si batte contro la disinformazione scientifica e gli anti-vaccinisti, «quello che sta accadendo in questi giorni in Lombardia, con i casi di meningite – ha scritto su Medicalfacts.it, il portale dedicato alla divulgazione scientifica aperto poco più di un anno fa e da lui diretto – ci ricorda quant’è importante per tutta la popolazione che tutti vengano vaccinati. I vaccini non servono ad arrestare le epidemie o ad affrontare situazioni di emergenza: servono a far sì che queste situazioni non si verifichino».

Ma cosa è esattamente la meningite? Quanti tipi esistono? Come possiamo prevenirla?

È un’infiammazione acuta delle meningi

Con il termine “meningite” si fa riferimento a una infiammazione acuta delle meningi, le membrane di rivestimento che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può essere causata da virus, batteri o funghi (nelle persone con le difese immunitarie compromesse). La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. Molto più rara e dalle conseguenze molto più serie, fino a provocare la morte o causare danni permanenti, è invece la meningite batterica. Ed è proprio contro quest’ultima, spiega Burioni, che è necessario sfruttare le armi che abbiamo a disposizione: i vaccini.

All’origine possono esserci virus, batteri e funghi

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningococco), oltre allo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e all’Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi, i più diffusi dei quali sono A, B, C, Y, W135 e X. Il più aggressivo è il meningococco C, che insieme al B è il più frequente in Italia e in Europa. Nei neonati entro i 28 giorni di età i batteri più frequentemente causa di meningite batterica sono lo Streptococco di gruppo B, l’Escherichia coli e la Listeria monocytogenes. Gli agenti virali più comuni all’origine della meningite virale sono invece l’Herpesvirus, l’Enterovirus e i virus dell’influenza. La meningite da funghi (o miceti) si manifesta soprattutto in persone con deficit immunologico, e può rappresentare un pericolo per la vita.

Per il contagio è necessario un contatto stretto

La meningite è una patologia non particolarmente contagiosa: affinché avvenga il contagio è necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta. La propagazione dell’agente patogeno generalmente infatti non supera il raggio di due metri dalla fonte. L’infezione viene trasmessa attraverso le goccioline di saliva che possono essere disperse tramite starnuti, colpi di tosse o mentre si parla. Questa patologia può colpire chiunque, ma è più frequente nei neonati e nei bambini nei primi anni di vita e nelle persone nelle quali il sistema immunitario risulta compromesso.

Il trattamento varia in base al tipo di meningite

Nel caso delle meningiti virali i sintomi si risolvono di solito nel corso di 7-10 giorni, senza necessità di alcuna terapia specifica. Per il trattamento delle meningiti batteriche vengono invece utilizzati gli antibiotici. Il trattamento delle meningiti batteriche deve però essere il più tempestivo possibile: tanto prima si interviene, tanto maggiori sono le possibilità che la cura abbia successo e che non ci siano gravi conseguenze per la salute. 

Irrigidimento della nuca, febbre e mal di testa

La meningite solitamente è caratterizzata dai seguenti sintomi: irrigidimento della parte posteriore del collo; febbre alta; mal di testa; nausea e/o vomito; convulsioni; sonnolenza.

Nei lattanti si può ravvisare un rigonfiamento nella fontanella che si trova sulla sommità della testa. Poiché nei più piccoli i sintomi possono non essere evidenti, è bene prestare attenzione a segnali come scarso appetito, irritabilità, sonnolenza e febbre.

Si scrive prevenzione, si legge “vaccino”

Per prevenire la forma più grave di meningite, quella batterica, la vaccinazione è l’unico metodo efficace. In commercio esistono diversi vaccini:

– il vaccino coniugato contro l’Haemophilus influenzae tipo b, che viene ormai somministrato di routine a tutti i bambini che iniziano il ciclo vaccinale (è incluso nel vaccino esavalente che viene abitualmente somministrato entro il primo anno di vita);

– il vaccino coniugato 13-valente contro lo pneumococco (PVC13) che protegge dai 13 ceppi di pneumococco responsabili della maggior parte delle infezioni più gravi nei bambini (sostituisce il precedente vaccino coniugato, il PVC7, che proteggeva contro 7 tipi di pneumococco): sebbene esistano più di 90 tipi di pneumococco, il vaccino protegge da quelli che più frequentemente sono causa della malattia;

– sempre contro le meningiti da pneumococco esiste anche un altro tipo di vaccino, il polisaccaridico 23-valente, utilizzabile però negli adulti e nei bambini a partire dai due anni;

– contro il meningococco esistono tre tipi di vaccino:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C;
  • il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W135 e Y;
  • il vaccino contro il meningococco di sierogruppo B: protegge esclusivamente contro questo sierogruppo.

Fonti:
FAQ Ministero della Salute, Meningite cosa c’è da sapere
Ospedale pediatrico Bambino Gesù
Humanitas Research Hospital
Vaccinarsi.org

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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