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Micro-case: perché tutti le vogliono?

Il movimento delle tiny house incarna una tendenza che ingloba attenzione all’ambiente, libertà di movimento, voglia di tornare all’essenzialità in tutti gli aspetti della vita.

Probabilmente nate da una visione del mondo un po’ hippy, quando le mini case erano un’evoluzione delle roulotte e dei furgoni anni Settanta, sono diventate oggi, con l’architettura, il design e l’innovazione, vere e proprie “zone (piccole!) di sperimentazione”. Le tiny house stanno avendo un grande successo, negli Stati Uniti più che mai, complice anche la popolarità raggiunta da alcuni programmi televisivi e stanno attirando curiosità e attenzione in molti altri Paesi, tra cui l’Italia.

Si tratta di abitazioni di dimensioni davvero molto ridotte, spesso con design elaborati e fornite di soluzioni innovative, come i piccoli tetti fotovoltaici, per sfruttare al meglio tutti gli spazi. Sono anche trasportabili, modulabili e soprattutto sono eco friendly, a partire dall’efficienza energetica. In certi casi, tanta è la componente “innovativa”, possono essere considerate come delle smart home in miniatura.

Per esempio ci sono modelli pieghevoli, assemblate a secco, o apribili in pochi minuti: c’è M.A.D.I., la casa pieghevole progettata dall’architetto italiano Renato Vidal che si ripiega, si trasporta e si rimonta in meno di sei ore. Oppure Leap Home, il modulo completamente riciclabile e assemblato a secco, progettato da una start up italiana, la Leap Factory. Viene invece dall’Inghilterra Ten Fold, un’unità abitativa in acciaio che sembra un container da chiusa, ma si può aprire in pochi minuti grazie a un sistema di leve che si attivano semplicemente con un interruttore.

Queste unità abitative sono spesso dotate di pannelli fotovoltaici con accumulatore che – installati sul piccolo tetto – permettono loro di diventare autonome dal punto di vista energetico.

In Italia ci sono diverse ditte produttrice di tiny, una di queste, la Pagano, realizza il modello Capanno che ricorda – per la sua forma architettonica, un grande tetto con ampia vetrata a contrasto – una mansarda del centro di Parigi o più semplicemente un rifugio: in natura ricorda la perfezione di una noce appena aperta.

Immagine www.pagano.it

L’ultimo modello di tiny house proposto dall’azienda statunitense Timbercraft  in collaborazione con la compagnia di viaggi Everywhere Travel Co è pensato apposta per i “millennials” che cercano una casa di qualità, ma che magari vogliono viaggiare prima di stabilirsi definitivamente.

Il risultato sono sei modelli di “tiny house” il cui prezzo iniziale è intorno ai 36.000 euro, per il modello più piccolo (15 mq).

Queste abitazioni sono autosufficienti dal punto di vista energetico e idrico, le case dispongono di pannelli solari e di un sistema di gestione delle acque, alcune possono avere camini o sono già ammobiliate.

L’efficienza energetica e l’autonomia sono elementi fondamentali nella costruzione delle tiny house: se siamo davanti a un lago delle Alpi, di fronte ai pascoli del Galles, al mare della Grecia, l’abitazione deve poterci seguire senza bisogno di allacciamenti. Il concetto estremo di tiny house è proprio questo ed è rappresentato molto bene dalla Ecocapsula, progettata da un team di ingegneri di Bratislava.

L’Ecocapsula ospita due persone in 8 metri quadri, è pensata all’insegna dell’autonomia in fatto di energia, grazie a un doppio sistema di alimentazione, con 2,6 metri quadri di pannelli solari, pale eoliche alte oltre 4 metri (però retrattili) e un accumulatore, e all’autonomia idrica: raccoglie rugiada e acqua piovana in un serbatoio da 700 litri, resi disponibili per l’uso domestico grazie a un sistema di filtri e depurazione.

Queste caratteristiche di autonomia ed efficienza energetica sono ancora più avanzate in ELM, la tiny house voluta dal programma ambientale delle Nazioni Unite e progettata da un team di Yale. L’Ecological Living Module (ELM) vuole rispondere al maggior numero di obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Onu, cominciando dalla riduzione del carico di emissioni dipendenti dal settore abitativo.

Così ELM, 22 mq di superficie abitativa, è realizzato con materiali riciclati, è progettato con una serie di soluzioni che guardano da un lato all’efficienza energetica, grazie ai materiali di costruzione innovativi e al massimo sfruttamento dell’illuminazione naturale, e dall’altro alla produzione da energia rinnovabile, grazie all’impianto fotovoltaico dotato di accumulatore che gli permette di funzionare senza essere collegato alla rete elettrica. È dotato di un sistema per recuperare l’acqua piovana, e può ospitare fino a 4 persone. Il primo modulo è stato sperimentato a New York, ma altri sono pronti per Quito e Nairobi, così da testarne il funzionamento in climi anche molto differenti tra loro.

Altri esempi di “incredible tiny home”

THE HIGHLAND HOME

THE MOVIE STAR

BLUEGRASS BEAUTY

WINTER HAVEN

The Top 5 Tiny Houses of 2018 – video

Altre fonti:
https://adesso.evolvere.io/it/innovazione-tiny-house-efficienza-energetica
https://www.matrix4design.com/it/architettura/ecological-living-module-gli-architetti-di-yale-rispondono-alla-sfida-abitativa
https://www.idealista.it/news/immobiliare/internazionale/2018/02/19/125338-case-capsula-per-vivere-in-qualsiasi-parte-del-mondo
https://www.architectmagazine.com/project-gallery/ecological-living-module-elm_o

Immagine di copertina: www.architectmagazine.com

Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

Elisa Poggiali

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Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.