Microplastiche al bando: lo chiede il Parlamento Europeo

Divieto totale delle microplastiche in cosmetici e prodotti per la pulizia e messa al bando delle plastiche non riciclabili nè compostabili entro il 2020

Nuove norme e standard di qualità per le pastiche, divieto totale alle microplastiche in detersivi e cosmetici entro il 2020, creazione di un vero e proprio mercato unico per le plastiche riciclate e misure per affrontare il problema dei rifiuti marini. Sono queste le richieste contenute nella risoluzione non vincolante approvata giovedì al Parlamento Europeo, con una grande maggioranza: 597 voti favorevoli, 15 contrari e 25 astensioni.

“La mia relazione non è un appello contro la plastica, ma un appello per un’economia circolare della plastica, in cui trattiamo la plastica in modo sostenibile e responsabile, in modo da poter fermare gli effetti dannosi e preservare il valore della catena di produzione” – ha dichiarato il relatore della proposta, Mark Demesmaeker, europarlamentare belga del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei. “Per avere successo, dobbiamo utilizzare la strategia come leva per modelli circolari di produzione e consumo. Dobbiamo fornire soluzioni su misura, poiché non esistono soluzioni facili. E dobbiamo lavorare insieme lungo l’intera catena”.

Secondo stime che si possono leggere sul sito del Parlamento Europeo, nell’Unione nel 2015 la produzione globale annua di plastica ha raggiunto i 322 milioni di tonnellate, e si prevede che raddoppierà nei prossimi 20 anni. Ancora oggi, purtroppo, solo il 30% dei rifiuti di plastica viene raccolto per il riciclaggio e solo il 6% della plastica sul mercato è costituita da materiali riciclati.
Plastica che finisce ovunque, in particolare nei nostri mari e nelle nostre spiagge, dove più dell’80% dei rifiuti è composto da plastica.

Un’economia circolare di plastica riciclata
Gli eurodeputati chiedono di spingere verso la creazione di un mercato interno per le materie prime secondarie, necessario per garantire la transizione verso un’economia circolare. La richiesta, rivolta alla Commissione Europea – l’esecutivo europeo – è di proporre degli standard sulla qualità delle plastiche riciclate per creare fiducia e rafforzare il mercato della plastica secondaria, garantendone quindi anche la sicurezza.
Gli incentivi possono essere anche fiscali: gli eurodeputati propongono agli Stati membri di ridurre l’IVA sui prodotti contenenti materiali riciclati.

Nella proposta del Parlamento, oltre all’incentivo, per rafforzare raccolta e riciclaggio si può anche estendere la responsabilità per i produttori crando però anche sistemi di deposito-rimborso e parallelamente cercare di creare azioni di sensibilizzazione verso questi temi.

Il ruolo dei pescatori
Tra le categorie che il Parlamento propone di incentivare c’è quella dei pescatori: proprio loro potrebbero svolgere un ruolo importante nella lotta contro la plastica, raccogliendo i rifiuti durante la pesca e riportandoli in porto.

Leggi il nostro dossier sulle microplastiche

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Margherita Aina

Margherita Aina

Giornalista, ha lavorato in radio e in televisione, scrive e si occupa di comunicazione, senza dimenticare le sue radici nelle risaie novaresi

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