Migranti, a Parma fronte dei sindaci contro la prefettura e il decreto Sicurezza

“Il nuovo bando va fermato, cancella il sistema diffuso di accoglienza…

… e apre al ritorno degli speculatori privati”.

Uno schieramento trasversale di sindaci per chiedere alla prefettura di Parma di rivedere radicalmente i contenuti del nuovo bando di accoglienza dei migranti.

Parole chiare, spedite all’indirizzo del prefetto Giuseppe Forlani, che evidenziano un giudizio “fortemente critico” di fronte a “un’operazione verticale che rischia di esasperare nuovamente gli animi e di rinfocolare un clima non più sostenibile”.

I sindaci di Collecchio, Fidenza, Langhirano, Medesano, Montechiarugolo, Noceto, Parma e Salsomaggiore, che rappresentano 314.875 cittadini del territorio, individuano sostanzialmente alcune “novità impattanti” così riassunte: “Si riapre la stagione delle grandi concentrazioni alberghiere (con più di 12 persone per unità), il bando sarà dedicato solo ai Comuni che hanno una popolazione superiore ai 10mila abitanti e l’arrivo sul territorio di altre 300 persone che si andrebbero a sommare alle poco meno di mille già presenti nelle varie strutture diffuse in provincia”. 

Sul primo punto i sindaci ritengono l’ipotesi “totalmente impercorribile perché provocherebbe il venir meno di un sistema diffuso di accoglienza, che rende più affrontabile l’impegno delle comunità e, non di meno, responsabilizza cittadini e amministratori”.

I primi cittadini non intendono “riaprire la fase delle grandi concentrazioni in pochi luoghi e in pochi territori” il che significa di fatto “istituire enclave completamente estranee ad ogni logica di pacifica convivenza con la popolazione residente (non solo nell’intorno delle strutture)”.

L’unico vantaggio di questa operazione “sarebbe quello per i profitti dei soggetti privati che lucrano sul business dei migranti”.

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