Milano, 5 cose da fare subito per migliorare l’aria

A costo zero, senza danni per nessuno, compresi i negozianti, con enormi vantaggi per tutti

Il blocco delle auto di inizio febbraio, a Milano, è servito? Certo che è servito. È stata una giornata di riscossa della bellezza e della convivialità, dello stare bene insieme all’aria aperta: in sicurezza, senza rumori molesti e certamente respirando un’aria un pochino migliore. «Ben venga una giornata senza automobili – spiega Giacomo Toffol, pediatra Acp ed esperto di inquinamento dell’aria -. I cittadini hanno capito che si può vivere anche andando a piedi o in bicicletta, dato che la stragrande maggioranza dei viaggi che fanno si limita a un raggio di 2 chilometri. E usare i piedi è utile sempre! Sia per migliorare la salute, sia per ridurre l’inquinamento, sia per respirarne meno, essendo dimostrato che all’interno delle automobili l’aria è sempre più inquinata che non all’esterno».

Certo, le misure che bloccano le auto non fanno molto per l’aria nel medio termine. Per quello, suggeriamo 5 piccoli e veloci accorgimenti a costo zero, o quasi. Partono praticamente tutti da un unico concetto: far rispettare le regole. Pratica in disuso, purtroppo, un po’ in tutto lo stivale.

Chiudere le porte dei negozi

È un problema enorme, prima di tutto è uno schiaffo alla morale non più ammissibile. A fronte del primato di morti per inquinamento, l’Italia e Milano non impongono ai negozi di chiudere le porte: nonostante le mille promesse, fatte anche a noi oltre un anno fa. La misura non è solo facile e veloce, a costo zero e senza conseguenze per nessuno, ma anche logica. Perché non lo si fa? Perché gli esercenti temono di perdere clientela, che è la solita paura irrazionale di una categoria messa in ginocchio da altri problemi, e che per reazione si aggrappa con le unghie ai propri privilegi. Ma crediamo che passeggiare per strada ed essere investiti estate e inverno da continue folate di aria calda o gelata, è qualcosa di gravemente anti storico. Oltre che inutile per le vendite.

Limiti controllati alle temperatura nel pubblico e nel privato

Come per la salvaguardia della salute di tutti servono limiti di velocità in strada, nessuno può arrogarsi il diritto di vivere in maniche di camicia a gennaio a spese del sistema respiratorio degli altri: servono limiti ai riscaldamenti, che siano rispettati. Scuole, ospedali, asili nido, università, centri medici, negozi, uffici: troppo spesso, soprattutto nel Nord Italia, hanno temperature indoor molto alte, e magari le finestre o le porte aperte. In tutti i luoghi pubblici e privati, comprese le case, servono controlli che rendano la misura efficace. Non è solo importante per la sostenibilità ambientale, ma anche per la salute: vivere in ambienti chiusi e molto riscaldati è infatti associato a diverse patologie e disturbi.

Imporre 30 km/h nei centri cittadini

Questa misura ampiamente adottata in moltissime città europee e in alcune italiane ha – anch’essa – numerosi effetti positivi e costo zero, a parte una più capillare presenza di controlli dei vigili, naturalmente. Serve a rendere le strade più sicure per tutti, serve a consumare meno carburante, serve a disincentivare l’uso dell’auto in città (dove comunque la bici è sempre il mezzo più veloce), svuotando il panorama cittadino da veicoli che non solo occupano fisicamente piazze e strade, ma deturpano anche la bellezza delle città.

Non ammettere più la sosta selvaggia

Non è certo un problema circoscritto a Milano, ma Milano ne è l’emblema. Qui le auto si parcheggiano sotto gli alberi, sui marciapiedi, sulle aiuole, in ogni genere di divieto di sosta, comprese le curve. Chiamare i vigili è inutile: la multa, quando arriva, è sempre un imprevisto, che non cambia l’abitudine e il modo di fare. In nessuna altra grande città europea si nota tanta generosità da parte dei vigili e delle amministrazioni, rendendo così sempre l’auto il mezzo più comodo per muoversi. Tanto il parcheggio si trova sempre.

Eliminare subito i combustibili più dannosi

Milano ha promesso che prima o poi eliminerà le caldaie a gasolio, magari a partire dalle scuole e dagli edifici popolari che la stessa amministrazione gestisce. Ma Milano è piena di caminetti che ardono legna e pellets nonostante sia teoricamente vietato: anche qui mancano i controlli. Mentre le pizzerie che usano forni a legna dovrebbero vedersi imporre, come succede a Londra, l’utilizzo di filtri anti particolato: anche questa una promessa finora mancata dell’assessore Granelli.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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Michela Dell'Amico

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Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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